Prima o poi doveva succedere. È una di quelle cose che noi storici guardiamo quasi con un sospiro di rassegnazione: per anni ci sono stati interventi,su questo tema ne ho fatti diversi, ma alla fine, quando si tratta di fare qualcosa di concreto niente , non si muove un dito. E così rischiamo di veder sparire per sempre delle testimonianze storiche straordinarie. Mi riferisco a delle scritte in vernice rossa, tracciate sui muri a partire dal 1946. Un pezzo di storia che per qualcuno è un po’ scomodo, qualcosa che sarebbe molto più semplice infilare in un cestino e dimenticare. Per altri, invece, è la prova tangibile di quanto fosse immensamente complessa la vita sul confine orientale. A Ronchi, per dire, già il 1° maggio del 1945, durante la marcia di liberazione, sul manto stradale di Largo Petrarca la gente scriveva messaggi inneggianti alla resistenza slovena e alla solidarietà tra italiani e sloveni. Esistono delle fotografie bellissime che hanno immortal...
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Omicidio di Stato di Giulio Regeni. Non esiste in Egitto alcun complotto anti italiano
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E ritornano. Eccome se ritornano. Teorie vecchie, fumose, figlie di quella cultura devastante dei depistaggi che ha da sempre caratterizzato il modus operandi di tutte le dittature egiziane. Per capire come funziona l'Egitto qualche teorico di fantasiose teorie potrebbe ad esempio leggersi il libro Giulio fa cose, oppure vedersi il film omicidio al Cairo. C'è tutto lì. Un tutto che spiega perfettamente come opera da sempre il sistema politico e repressivo egiziano con uno dei più alti tassi di corruzione al mondo. Ed ora, proprio nel momento in cui a processo finiranno quattro esponenti di spicco della National Security, e di una ventina ancora si cercherà di capire come fare per farli rientrare nel processo per l'omicidio di Stato di Giulio, perchè è di questo che si tratta, omicidio di Stato, si fa avanti, come riporta la stampa, nuovamente l'ipotesi che quanto accaduto a Giulio, non una "disgrazia" ma un delitto atroce compiuto per mano degli apparati dello Stato egiziano, sia figlio di un complotto anti italiano con lo scopo di destabilizzare i rapporti tra Italia ed Egitto. Ed in tutto ciò si incastrerebbe anche la vicenda di Patrick. Siamo ai limiti della teoria dell'assurdo. In questi cinque anni si è dimostrato in tutte le salse come i rapporti tra Italia ed Egitto paradossalmente ne siano usciti rinforzati, EastMed e vendita di armi ed operato dell'ENI, con tanto di Fincantieri e Leonardo pare pronte ad aprire propri stabilimenti in Egitto, ne sono la prova evidente. Zaky viene trattato in Egitto come loro trattano tutti i propri cittadini che osano criticare il regime. Non è un cittadino italiano Patrick, è un cittadino egiziano e l'Egitto non vuole ingerenze. Se avesse studiato in qualsiasi altro Paese la situazione sarebbe l'identica. Così è stato per Giulio. Tutte le madri d'Egitto che hanno denunciato la scomparsa dei propri figli, abbiamo già dimenticato il loro grido? Sostenere che l'omicidio di Stato di Giulio sia figlio di un complotto anti italiano, o di una fantomatica asse anti italiana, che possa magari favorire i francesi, i tedeschi o i marziani, è quella teoria di comodo spolverata fin dal principio dal regime egiziano e da chi ne è stato complice per assolvere il regime dalle proprie responsabilità e trasformarlo da carnefice, quale è, in vittima insieme all'Italia. Se veramente tra le fila del governo italiano c'è chi sostiene questa teoria, c'è da incavolarsi e non da poco, ma alla fine forse non dovrebbe stupire, perchè spiega il fatto del non voler richiamare il nostro ambasciatore e di non voler dichiarare l'Egitto insicuro.
Trieste, Triest, o Trst, Udine, Udin, Weiden o Viden. Due città distanti poco meno di 100 km. Con una cultura profonda, una storia complessa, che ancora oggi divide. Due città capoluogo di due regioni differenti, con identità differenti, il Friuli, Udine, la Venezia Giulia, Trieste per fondersi e confondersi con una mescolanza spesso mal digerita nell'unità del Friuli Venezia Giulia senza più alcun trattino divisore passando dal cuscinetto della Bisiacaria. Nonostante nel complesso si sia in una regione poco più piccola della sola provincia di Bari per popolazione. La sua area è pari a 7.924 km² cioè di poco superiore alla provincia di Sassari o Torino o Cosenza o Bolzano ad esempio. Ma con o senza trattino la divisione e la rivalità tra queste due città esiste, persiste e resiste. Dai dileggi, ai giochi, dallo sport, dal basket al calcio, a tutto ciò che può portare alla rivalità. Due bellezze contrapposte se non opposte, dalla bora di Trieste all'eleganza di Udine, ...
Il 13 novembre in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale della Gentilezza, nata da una conferenza del 1997 a Tokyo e introdotta in Italia dal 2000. Per questa propongo una storia per le classi di scuola primaria. La storia che segue, ambientata a Trieste, ha per protagonisti tre supereroi ed una nonna, Rosellina. Il disegno è stato fatto in una classe di una scuola dove la storia è stata letta. mb I tre supereroi e la nonnina Rosellina C’era una volta, anzi no. C’erano una volta tre supereroi. Avete presente quelli con i super poteri che si vedono nei film? Nei cartoni animati? Nei fumetti? Sì, proprio loro. E si trovavano in una bellissima città italiana, Trieste. Non erano mai stati prima a Trieste. Rimasero stupiti nel vedere quanto era lungo il molo sul mare, e quanto era enorme la piazza con due alberi di due navi dove sventolavano le bandiere, ogni tanto. Dopo essersi fatti un selfie sul molo Audace che è costruito sui resti di una vecch...
Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione? La matematica non è una opinione qualcuno disse... 1) per un calcolo della superficie e della capienza, il limite preso di misura è un numero di 4 persone/mq, 2) Piazza del Popolo ha una metratura di di 17.100 mq con una capienza massima e teorica di 68.400 ; 3) Piazza san Giovanni ha una superficie di 39.100 mq, con una capienza totale, quindi, di 156.000 persone. Direi che è arrivato il momento di non dare più i numeri... Marco B. MANIFESTARE A ROMA, QUANDO I PARTITI DANNO I 'NUMERI' - La fisica, con il principio della impenetrabilità dei solidi, insegna che due oggetti non possono occupare lo stesso spazio. Eppure c'é chi ritiene che questo classico teorema non si applichi alle persone, soprattutto se convocate in un determinato luogo ad esprimere pubblicamente la loro opinione politica. Fuor di metafora: quando si tratta di conteggiare i partecipanti alle manifestazioni, i partiti "danno i numeri"...
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