Quel che resta del confine: le scritte di Ronchi che rischiamo di cancellare

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  Prima o poi doveva succedere. È una di quelle cose che noi storici guardiamo quasi con un sospiro di rassegnazione: per anni ci sono stati interventi,su questo tema ne ho fatti diversi, ma alla fine, quando si tratta di fare qualcosa di concreto   niente , non si muove un dito. E così rischiamo di veder sparire per sempre delle testimonianze storiche straordinarie. Mi riferisco a delle scritte in vernice rossa, tracciate sui muri a partire dal 1946. Un pezzo di storia che per qualcuno è un po’ scomodo, qualcosa che sarebbe molto più semplice infilare in un cestino e dimenticare. Per altri, invece, è la prova tangibile di quanto fosse immensamente complessa la vita sul confine orientale. A Ronchi, per dire, già il 1° maggio del 1945, durante la marcia di liberazione, sul manto stradale di Largo Petrarca la gente scriveva messaggi inneggianti alla resistenza slovena e alla solidarietà tra italiani e sloveni. Esistono delle fotografie bellissime che hanno immortal...

#SiamotutticontroSisi . Nuova protesta social contro la dittatura egiziana. Intanto si rilasciano 700 detenuti, ma Zaky è ancora in carcere


L'occasione è data dalla “Id al-adha” una nota festa della religione islamica, molto celebrata in Egitto. E cogliendo l'attimo, nel settimo anniversario di questa ricorrenza sotto la dittatura di Al Sisi, i media arabi che diffondono le notizie che vengono censurate dal regime rendono noto di una nuova protesta che parte nei social. Siamo tutti contro Sisi. Invitando in questi giorni a denunciare al mondo le violazioni dei diritti umani compiute in Egitto dalla dittatura militare di Al Sisi usando questo hashtag:  #كلنا_واحد_ضد_السيسي .
Intanto, si osserva che vengono perdonati dal presidente 770 detenuti in occasione di questa festa, la pratica del perdono presidenziale è abbastanza diffusa in Egitto, ma Zaky, nonostante ciò, continua a rimanere in galera in via cautelare, come segno di accanimento da parte della dittatura egiziana. Dal 2013 in Italia, anno in cui Al Sisi prenderà il potere, sono state analizzate 5000 pratiche circa di richieste d'asilo. La metà sono state riconosciute, in base agli ultimi dati degli sbarchi, l'Egitto si pone in questo periodo nella top ten per chi fugge da quella dittatura con 174 migranti che hanno chiesto riparo Italia. Le richieste possono riguardare la condizione di status di rifugiato, quella di protezione umanitaria, che sono le prevalenti da parte degli egiziani e quella sussidiaria.

mb

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