Quel che resta del confine: le scritte di Ronchi che rischiamo di cancellare

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  Prima o poi doveva succedere. È una di quelle cose che noi storici guardiamo quasi con un sospiro di rassegnazione: per anni ci sono stati interventi,su questo tema ne ho fatti diversi, ma alla fine, quando si tratta di fare qualcosa di concreto   niente , non si muove un dito. E così rischiamo di veder sparire per sempre delle testimonianze storiche straordinarie. Mi riferisco a delle scritte in vernice rossa, tracciate sui muri a partire dal 1946. Un pezzo di storia che per qualcuno è un po’ scomodo, qualcosa che sarebbe molto più semplice infilare in un cestino e dimenticare. Per altri, invece, è la prova tangibile di quanto fosse immensamente complessa la vita sul confine orientale. A Ronchi, per dire, già il 1° maggio del 1945, durante la marcia di liberazione, sul manto stradale di Largo Petrarca la gente scriveva messaggi inneggianti alla resistenza slovena e alla solidarietà tra italiani e sloveni. Esistono delle fotografie bellissime che hanno immortal...

Non mettete piede in Egitto. È pericoloso


L'Italia si rifiuta di dichiarare l'Egitto paese insicuro. D'altronde con tutti gli interessi economici in piedi a partire dall'EastMed, la nuova rotta del gas che grazie al contributo italiano vedrà l'Egitto essere una pedina centrale nel Mediterraneo, raggirando la Turchia alleata della Russia di Putin, è difficile immaginare il contrario. Da un lato ogni tanto si usa il bastoncino contro l'Egitto, dall'altro la super carota. E abbiamo fatto scuola anche all'estero. Vedi l'ultimo caso della Germania, che da un lato rimprovera all'Egitto di violare i diritti umani, dall'altro, tramite le sue aziende principali, con il beneplacito del governo, tratta vendita di armi, navi da guerra alla stessa dittatura che viola i diritti umani. Qui si è oltre ogni consapevole presa in giro. E allora non resta che rimettersi al buon senso di ciascuno di noi. Non mettete piede in Egitto. 

È un paese pericoloso. Lo abbiamo visto con Giulio quello che è successo, lo abbiamo visto con Patrick, lo abbiamo visto con Alessandra Ballerini che non può mettere piede in Egitto perchè rischia di essere arrestata, non potendo svolgere le proprie indagini difensive. Non esistono accordi di cooperazione giudiziaria tra Italia ed Egitto. L'Ambasciata è totalmente impotente, non è servita la presenza dell'ambasciatore di allora a salvare la vita a Giulio e non è servita a tutelare i nostri concittadini o a chi seppur egiziano studia in Italia ed è a rischio e non è servita alla verità per Giulio. Basta un like sbagliato, per la dittatura egiziana, basta un post sbagliato, essere amico o simpatizzante dei nemici della dittatura, ed i nemici sono troppi, e ogni giorno la lista cresce, oppure semplicemente batterti per i diritti umani, per fare una brutta fine in Egitto. E soprattutto senza che tu ne sappia niente. 

Non saprai se a tuo carico esistono provvedimenti di arresto, di espulsione, non saprai niente, perchè niente ti verrà comunicato, lo scoprirai sulla tua pelle quando metterai piede lì. In Egitto. Come successo con l'ultimo caso di Calogero Nicolas Valenza, Pr in Spagna che sarebbe stato fermato domenica dalla polizia egiziana per accertamenti all'aeroporto de Il Cairo. Pare che il nome di Valenza fosse segnalato. Così, all'improvviso sparisci nel nulla per giorni. Se ti va bene ne uscirai per quanto traumatizzato vivo, se ti va benino rimarrai nelle carceri egiziane a tempo indefinito, se ti va male, non ne uscirai vivo. A prescindere che tu possa essere innocente o "colpevole" per il regime di qualcosa. Questo è l'Egitto con i militari al potere che usa gli strumenti democratici per farsi legittimare prendendo per i fondelli la democrazia stessa ed il suo popolo che sta letteralmente crepando di fame mentre la dittatura spende e spande milionate di dollari per Al Sisi City. 

Non mettete piede in Egitto fino a quando ci sarà questa dittatura ed il paese non cambierà decisamente rotta. È pericoloso. Non dite che non siete stati avvertiti, chiunque può finire nella rete dell'incubo egiziano, nessuno può dirsi al sicuro in Egitto.

mb

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