Prima o poi doveva succedere. È una di quelle cose che noi storici guardiamo quasi con un sospiro di rassegnazione: per anni ci sono stati interventi,su questo tema ne ho fatti diversi, ma alla fine, quando si tratta di fare qualcosa di concreto niente , non si muove un dito. E così rischiamo di veder sparire per sempre delle testimonianze storiche straordinarie. Mi riferisco a delle scritte in vernice rossa, tracciate sui muri a partire dal 1946. Un pezzo di storia che per qualcuno è un po’ scomodo, qualcosa che sarebbe molto più semplice infilare in un cestino e dimenticare. Per altri, invece, è la prova tangibile di quanto fosse immensamente complessa la vita sul confine orientale. A Ronchi, per dire, già il 1° maggio del 1945, durante la marcia di liberazione, sul manto stradale di Largo Petrarca la gente scriveva messaggi inneggianti alla resistenza slovena e alla solidarietà tra italiani e sloveni. Esistono delle fotografie bellissime che hanno immortal...
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Una riflessione sul caso di Patrick Zaky. Forse è arrivato il momento del "silenzio"
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Purtroppo l'Egitto in questi anni lo abbiamo conosciuto, abbiamo capito come si muovono, come ragionano. Una mescolanza tra orgoglio fascista e mentalità mafiosa è quella che trova spazio tra gli alti esponenti del regime dittatoriale egiziano e la bassa manovalanza. Un filo di continuità unisce base e vertice che determina il potere della dittatura. Un Paese dove la libertà di stampa non esiste, dove chiunque esercita una critica, su quel Paese, probabilmente verrà liquidato come una minaccia per la sicurezza nazionale e se mette piede in Egitto finirà in galera. Ci rimarrai per mesi, senza conoscere le carte che stanno alla base dell'accusa. Detenzione cautelare preventiva. Che può portare anche alla morte, come successo Ahmed Abdelnabi Mahmoud. Un
padre di famiglia, le cui figlie vivono in America, arrestato
illegalmente alla vigilia del natale 2018, e da quel momento, il sistema
egiziano è andato avanti a colpi di rinvii della detenzione di 45
giorni. Era nell'ala Skorpion, poi nel complesso di Torah, conosciuta in
Italia ultimamente anche per la vicenda di Zaky.
E qui si apre una riflessione dolorosa, ma che a questo punto deve essere sollevata. Il regime fascista egiziano è vendicativo. Non vuole ingerenze sulle cose interne. E la vicenda di Patrick è letta così. Tanto che anche le istituzioni italiane non riescono ad avere voce in capitolo. D'altronde cosa pretendere da un Paese quale il nostro che non è riuscito ad ottenere niente dall'Egitto sulla verità processuale per Giulio Regeni? Che non c'entra niente con la vicenda di Patrick, sia ben chiaro. Vanno tenute separate. E anzi, a dirla tutta, l'Italia, guardando ai rapporti bilaterali, continua a trattare l'Egitto come quasi se fosse il proprio miglior amico. Niente, non ci si può aspettare niente da questa Italia. Patrick deve uscire vivo da quel regime carcerario e deve uscire il prima possibile. Ma di questo passo si ha la sensazione che a colpi di proroghe ci rimarrà non solo fino al processo, ma anche dopo. Perchè si è ben capito che più si denuncia l'illegalità della detenzione di Patrick e più il regime reagisce come un bambino capriccioso. Tenendolo dentro. È sacrosanto denunciare quanto succede in Egitto, battersi per la libertà di Patrick come di tanti altri detenuti politici in un Paese dove i diritti umani vengono calpestati quotidianamente. Ma a questo punto forse è il caso di valutare un cambio di strategia. Silenzio per la libertà di Patrick, perchè possa uscire il prima possibile. Forse mi sbaglierò, forse è una grande sciocchezza quella che sto scrivendo, ma questo pensiero inizia ad essere più diffuso di quanto si possa credere. Non significa alzare bandiera bianca e neanche di darla vinta agli egiziani e di rinunciare alla battaglia contro il regime. È solo una questione di strategia perchè Patrick possa uscire e vivo il prima possibile da quelle terribili prigioni.
Trieste, Triest, o Trst, Udine, Udin, Weiden o Viden. Due città distanti poco meno di 100 km. Con una cultura profonda, una storia complessa, che ancora oggi divide. Due città capoluogo di due regioni differenti, con identità differenti, il Friuli, Udine, la Venezia Giulia, Trieste per fondersi e confondersi con una mescolanza spesso mal digerita nell'unità del Friuli Venezia Giulia senza più alcun trattino divisore passando dal cuscinetto della Bisiacaria. Nonostante nel complesso si sia in una regione poco più piccola della sola provincia di Bari per popolazione. La sua area è pari a 7.924 km² cioè di poco superiore alla provincia di Sassari o Torino o Cosenza o Bolzano ad esempio. Ma con o senza trattino la divisione e la rivalità tra queste due città esiste, persiste e resiste. Dai dileggi, ai giochi, dallo sport, dal basket al calcio, a tutto ciò che può portare alla rivalità. Due bellezze contrapposte se non opposte, dalla bora di Trieste all'eleganza di Udine, ...
Il 13 novembre in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale della Gentilezza, nata da una conferenza del 1997 a Tokyo e introdotta in Italia dal 2000. Per questa propongo una storia per le classi di scuola primaria. La storia che segue, ambientata a Trieste, ha per protagonisti tre supereroi ed una nonna, Rosellina. Il disegno è stato fatto in una classe di una scuola dove la storia è stata letta. mb I tre supereroi e la nonnina Rosellina C’era una volta, anzi no. C’erano una volta tre supereroi. Avete presente quelli con i super poteri che si vedono nei film? Nei cartoni animati? Nei fumetti? Sì, proprio loro. E si trovavano in una bellissima città italiana, Trieste. Non erano mai stati prima a Trieste. Rimasero stupiti nel vedere quanto era lungo il molo sul mare, e quanto era enorme la piazza con due alberi di due navi dove sventolavano le bandiere, ogni tanto. Dopo essersi fatti un selfie sul molo Audace che è costruito sui resti di una vecch...
Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione? La matematica non è una opinione qualcuno disse... 1) per un calcolo della superficie e della capienza, il limite preso di misura è un numero di 4 persone/mq, 2) Piazza del Popolo ha una metratura di di 17.100 mq con una capienza massima e teorica di 68.400 ; 3) Piazza san Giovanni ha una superficie di 39.100 mq, con una capienza totale, quindi, di 156.000 persone. Direi che è arrivato il momento di non dare più i numeri... Marco B. MANIFESTARE A ROMA, QUANDO I PARTITI DANNO I 'NUMERI' - La fisica, con il principio della impenetrabilità dei solidi, insegna che due oggetti non possono occupare lo stesso spazio. Eppure c'é chi ritiene che questo classico teorema non si applichi alle persone, soprattutto se convocate in un determinato luogo ad esprimere pubblicamente la loro opinione politica. Fuor di metafora: quando si tratta di conteggiare i partecipanti alle manifestazioni, i partiti "danno i numeri"...
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