Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

 

 
 
Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)”... non poteva esistere una sede più azzeccata! È il posto perfetto per celebrare questo lavoro titanico fatto di pennellate complesse. Anzi, difficilissime! Lo ammetteva Afro stesso. Diceva che la sua arte era perfino più complessa di quella figurativa. E stiamo parlando di un artista che per realizzare certi capolavori straordinari — come il quadro dedicato all'isola del Giglio — ci ha messo dieci anni! Dieci anni per un'opera sola, capite la devozione? Ma c'è di più, perché in quelle mura si intrecciano l'arte, la passione e la grande Storia. Quella fortezza viene tirata su di nuovo dopo il disastro immane del terremoto del maggio 1966, quello che devasta mezzo Friuli. E da quelle macerie nasce una rinascita prodigiosa, quel cosiddetto "modello friulano" che oggi è diventato mito e che non è più replicabile. Unico, irripetibile... proprio come l'arte di Afro!
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