Quel che resta del confine: le scritte di Ronchi che rischiamo di cancellare

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  Prima o poi doveva succedere. È una di quelle cose che noi storici guardiamo quasi con un sospiro di rassegnazione: per anni ci sono stati interventi,su questo tema ne ho fatti diversi, ma alla fine, quando si tratta di fare qualcosa di concreto   niente , non si muove un dito. E così rischiamo di veder sparire per sempre delle testimonianze storiche straordinarie. Mi riferisco a delle scritte in vernice rossa, tracciate sui muri a partire dal 1946. Un pezzo di storia che per qualcuno è un po’ scomodo, qualcosa che sarebbe molto più semplice infilare in un cestino e dimenticare. Per altri, invece, è la prova tangibile di quanto fosse immensamente complessa la vita sul confine orientale. A Ronchi, per dire, già il 1° maggio del 1945, durante la marcia di liberazione, sul manto stradale di Largo Petrarca la gente scriveva messaggi inneggianti alla resistenza slovena e alla solidarietà tra italiani e sloveni. Esistono delle fotografie bellissime che hanno immortal...

Arriva la quinta risoluzione dell'Europa contro l'Egitto. Sarà la volta buona o di nuovo solo "ciacole"?



E siamo a cinque. Cinque risoluzioni del Parlamento europeo sulla questione egiziana. Non è la prima volta che si parla di Giulio, ora il tono è diventato più duro, si affrontano anche altre questioni, violazioni dei diritti umani, liberazione di detenuti politici, revisione dei rapporti, e quant'altro. Ma ad oggi l'Europa con l'Egitto nonostante le sue risoluzioni pregresse non è che si sia comportata in modo coerente con quanto approvato nel corso di questi anni. Anzi. 

Siamo alla quinta risoluzione sulla questione egiziana

Si esprime un chiaro e "forte sostegno politico e umano alla famiglia di Giulio Regeni per la sua costante e dignitosa ricerca della verità; ricorda che la ricerca della verità sul rapimento, sulle torture e sull'omicidio di un cittadino europeo non spetta soltanto alla famiglia, ma si tratta di un dovere imperativo delle istituzioni nazionali e dell'UE che richiede l'adozione di tutte le necessarie azioni diplomatiche". 

Non c'è molto da aggiungere e da dire. Il tempo delle parole è finito da un pezzo. Servono fatti. Se a questa risoluzione non seguirà nulla di concreto, l'Europa perderà definitivamente ogni credibilità e si confermerà un fiume di "ciacole".  Ricordiamo che a settembre 2020, dunque solo tre mesi prima dell'approvazione di questa risoluzione, l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza ha assicurato tutto il sostegno europeo al Cairo.  Tanto per iniziare l'ambasciatore europeo al Cairo o chi ne fa le veci dovrebbe essere "richiamato" a Bruxelles o dove volete voi, basta che se ne vada dall'Egitto. Ambasciatore che così si presentava a settembre 2020: “Sono onorato di servire come ambasciatore dell’Ue in Egitto, umm al dunya (madre dell’intero universo), e di offrire i miei più sentiti saluti e il mio più profondo rispetto al popolo egiziano”, ha detto Berger. “Ue ed Egitto sono partner stretti e godono di una longeva amicizia, oltre che di relazioni forti in molti campi. L’Ue è il maggiore partner commerciale dell’Egitto e il principale investitore straniero diretto. Insieme lavoriamo anche su questioni globali che sia l’Ue sia l’Egitto devono affrontare, inclusa la pandemia attuale”.

mb

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