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Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Quello che non hanno fatto due guerre mondiali, tra Ronchi e Duino, può farlo il TAV

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Due guerre mondiali, son bastate per un mondo che sembra non possa fare a meno di vivere situazioni di tensioni, ed armato all'inverosimile. Il Carso, suo malgrado, è stato teatro di due ben guerre mondiali, soprattutto nella prima ne è stato protagonista assoluto, nella seconda, meno. Ne è uscito malconcio, tra gallerie, trincee, bombardamenti, devastazione e migliaia di morti, è arrivato ai giorni nostri, passando dai bunker della guerra fredda, ed i successivi interventi dell'uomo come i tralicci, tutto sommato in modo miracolosamente rispettabile. Perchè il Carso va rispettato ed è rispettato dalla gente che lo vive. E oggi, per risparmiare una decina di minuti, che innegabilmente nel mondo che si sta affermando costituiscono un requisito essenziale per una società che non può più vivere con lentezza, rischia, veramente, di conoscere il suo punto di non ritorno. Quello che due guerre mondiali non sono riusciti a fare, potrebbe riuscirci il TAV, nella tratta tra Ronchi e Dui...

Ritornano i fantasmi delle gallerie nel Carso, nella società dove non si può vivere più con lentezza

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Il Carso è un qualcosa di straordinario, che è stato suo malgrado teatro di conflitti tremendi, la grande guerra, ha lasciato il segno, visibile sul Carso, tanto che quando emerge il rosso dello scotano e del sommacco nell'esplosione dei colori carsici, si racconta che quello è il sangue dei soldati che lì persero la vita. Questo Territorio è innamorato del Carso, ma non è sempre riuscito a difenderlo, a proteggerlo, a renderlo immune da interventi invasivi di una società che non può star a guardare e aspettare il tempo dell'ammirazione. Basta vedere quanti tralicci si susseguono sul Carso per farsi una minima idea di questa invasività. Ma il pericolo più grande arriva dalle gallerie che dovrebbero essere scavate per congiungere la Bisiacaria con Trieste. Progetti ventennali visti, rivisti, e sempre respinti, che ritornano. E, va detto, nonostante le barricate ovvie e scontate, in realtà, delle fessure le trovano. Sempre più grandi. Le trovano soprattutto in una società che co...

Il TAV sul Carso non passerà

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E alla fine ritornano. Ritornano proposte che non meriterebbero neanche di essere commentate per quanto assurde. Eppure ci sono. Sono sul tavolo. Ci son voluti diversi giorni per riscontrare delle prime reazioni da parte della politica in una regione che con il nuovo governo leghista sembra essere favorevole al TAV. Ritorna la proposta del tunnel nel Carso. Poco meno di 23 KM, per poco meno di un quarto d'ora di risparmio di tempo, e quasi 2 miliardi di euro di investimenti, tra consulenze, e lavori e quant'altro. Progetti già rifiutati dalla comunità. Ci son state importanti lotte in questo territorio per dire non al TAV. Qui non serve. E' inutile. Non è una questione di tempo. E' una questione di buon senso e di rispetto dell'ambiente che nel mondo abbiamo devastato anche fin troppo. Il coronavirus ci ha insegnato che si può vivere con lentezza, che un nuovo mondo servirebbe e andrà costruito. Ma il vecchio mondo, duro a morire, avanza con tutta la sua forza e arr...

L'unica grande opera che serve al FVG è la messa in sicurezza del territorio. Collassato con le prime piogge

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L'inverno non è neanche iniziato, e le prime piogge, violente, di questo autunno, hanno piegato anche il Friuli Venezia Giulia. Fatto ignorato dalla maggior parte dei media nazionali, come se questa regione non fosse in Italia, salvo ricordarsene per sterili e vuote cerimonie nazionalistiche, quando allo Stato serve per lavarsi la coscienza od al sistema le proprie mani in stile Ponzio Pilato. A proposito della tanta decantata romanità. Una regione che è stata piegata dalla violenza di un tempo oramai estremo, frutto di cambiamenti climatici con cui i conti abbiamo solo iniziato a farli ora. Siamo  all'inizio di un processo enorme e importante. Invece di preoccuparsi  alcuni di opere inutili, come la TAV, che al FVG non serve ad una beata mazza, dovrebbero piangere e preoccuparsi per lo stato in cui si trova il territorio. Un territorio che ha conosciuto disastri enormi, dalle due guerre mondiali, in prima linea, al Vajont, al terremoto del '76. Ha sempre reagito in mod...

A Ronchi arriverà il freccia rossa a bassa velocità,(per ora). Il futuro della stazione di Monfalcone?

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Arriverà e partirà. Freccia rossa, simbolo dell'alta velocità. Ma sarà una freccia lenta, non rock. E rigorosamente a bassa velocità. Ma quello che conta è che partirà dalla nuova, la terza, stazione di Ronchi. Che avrà il record dei record. Comune di 12 mila abitanti con tre stazioni dei treni, certo una non più in uso, ma poco importa nel mondo dei record. E saranno quattro nel raggio di pochissimi Km con quella di Monfalcone. Ma la sensazione che si ha è che una volta fatta la stazione per l'alta velocità, una volta che arrivano i treni ad alta velocità, a questo punto perchè non chiudere il cerchio? D'altronde son già emerse preoccupazioni in tal senso sul vecchio e contestato progetto che vorrebbe bucare il nostro Carso con varie gallerie. Chissà. Tutto può essere. Ma nel mondo del marketing quello che conta è pubblicizzare un prodotto. D'altronde nessuno ha detto che il treno andrà 300km. Ma si è detto che parte ed arriva il Freccia rossa. Almeno così si ...

Nel 2017 iniziano i lavori del Polo intermodale di Ronchi.Consegna prevista per il 2018. Poi il TAV?

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Il Partito della Nazione in Italia esiste da tempo sulle grandi opere, spesso castelli fiabeschi, neanche belli a dire il vero, costosissimi, per poi divenire luoghi di degrado, inutili, sperperi enormi. Una volta costruiti non verranno più demoliti. Una volta costruiti l'ambiente sarà contaminato per sempre. E' stata una lotta lunga quella del Polo Intermodale di Ronchi.  Ma è stata persa, almeno fino ad oggi. Opera enorme, costosissima, funzionale alla linea per il TAV Venezia Trieste, che prevede gallerie nel Carso. Cemento, grandi opere, che servono solo a chi li realizza, e che daranno certamente dei posti di lavoro, ma per poco tempo. Lo stesso zelo non sussiste per le bonifiche ambientali, anche queste darebbero posti di lavoro, ma al sistema del capitale privato, che ovviamente deve fare il suo lavoro, non interessa.  Lo scalo di Ronchi è da anni in sofferenza, inghiottito dal sistema veneto, non riesce a decollare, nonostante le potenzialità ci sarebbero. E sicu...

#WM1ViaggioNoTav è il libro che racconta la più grande forma di resistenza in Italia dopo il '45

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Un viaggio che non promettiamo breve è probabilmente il libro più difficile che ha scritto Wu Ming 1. Senza togliere nulla al passato, questo libro è diverso dalla sua importante produzione letteraria. Perché non è un semplice libro, un semplice racconto, o saggio, o romanzo, ma è il libro, il primo in assoluto, che racconta e spiega come è nata, come si è formata, come continua, la più importante forma di resistenza in Italia dopo la fine della guerra di liberazione.  Non è un caso che sarà proprio in un luogo sacro per i Wu Ming, sconosciuto ai più, dove si riuscirà a trovare la giusta via per scrivere e comporre l'enorme articolato e complesso organico puzzle di quello che su Twitter è diventato uno degli  hashtag più diffusi, #WM1ViaggioNoTav, di quello che ha attirato subito l'ira dei soliti poteri forti e di quello Stato che tramite le sue articolazioni ha manifestato la nudità dell'essenzialità della morte dello Stato di Diritto. Realizzare, giusta o non giusta...

No PIM, no al polo intermodale di Ronchi, cattedrale nel deserto funzionale al TAV Trieste Venezia, a rischio il Carso

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Diciamolo pure, ma i cittadini di Ronchi cosa pensano realmente del polo intermodale di Ronchi? Opera faraonica da circa 13 se non più milioni di euro, funzionale per alcuni aspetti all'aeroporto, che rischia la privatizzazione nonostante l'investimento di ingenti capitali pubblici? Opera che stravolgerà il panorama, spariranno le campagne in loco, che avrebbero potuto ospitare orti comunali, ad esempio, arriveranno colate di cemento, parcheggi per uno scalo che funziona ai regimi minimi ed i cui parcheggi attuali sono più che sufficienti, decine di fermate bus, e soprattutto funzionale al mai realmente tramontato TAV Trieste Venezia ? Che prevede decine e decine di Km di gallerie nel nostro Carso? Bene comune da tutelare? E' possibile che tutto questo deve avvenire nel silenzio più totale, o peggio ancora, nella complicità più totale? Perché a Ronchi vi è stato un buon movimento sulla problematica del TAV, ed ora è tutto silenziato? Quando il rischio non è mai morto?...

Pasolini e se coloro che hanno cambiato la storia sono quelli che hanno saputo dire no

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Ha colpito molto, nel film Pasolini il poeta maledetto, quanto affermato dal grande ed immenso poeta, ucciso brutalmente in quel litorale di Ostia divenuto noto ultimamente specialmente per la questione di "mafia capitale".  "Quelli che hanno cambiato la storia  non sono stati né i cortigiani né gli assistenti dei cardinali ma chi ha saputo dire no". Ed ha realmente ragione. La forza del no, della disobbedienza consapevole, del dissenso, del contrasto nei confronti di chi, protetto dallo scudo della propria arroganza, impone atti, decisioni, che sconvolgono non tanto il quieto vivere ma il bene comune. La forza del no è quella che ha determinato la resistenza, un no tramutato nel sì ai valori fondanti la rivoluzione francese, libertà, uguaglianza, fratellanza. Un no è quello che guida da oltre 25 anni la più importante lotta contro i poteri forti nel nostro disastrato Paese, quella No Tav, un no è quella forza che, giorno dopo giorno, porta nelle scuole i docen...

Riforma costituzionale: ecco perchè è a rischio l'autonomia e la specialità del FVG

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Si è svolta  a Ronchi, una importante iniziativa a sostegno del no al referendum costituzionale, organizzato da Sinistra per Ronchi- Rifondazione Comunista con le relazioni di Raffaele Tecce della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista, e l’avvocato Ottavio Romano membro del Comitato goriziano per il NO al Referendum e segretario provinciale del PCI.  Una delle cose più rilevanti che vengono ben evidenziate in tutte le iniziative a sostegno del NO alla riforma costituzionale, oltre al noto combinato disposto tra legge elettorale e riforma costituzionale, diabolico, ( e comunque anche senza combinato disposto, la riforma che richiama in mente per diversi aspetti quella della P2 è ugualmente inaccettabile) è quella che riguarda la specialità del FVG.  Ad esempio l'articolo 117 della Costituzione è stato riscritto in modo invasivo nei confronti dell'autonomia delle Regioni, e tale invasività incide anche su quella delle Regioni a Statuto Speciale, p...

Il peso delle parole e l'istigazione a delinquere

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Nel Paese delle stragi, nel Paese dove la verità è latitante, dove la giustizia è un miraggio, beh certo bisognerebbe anche capire cosa si intende per giustizia, dove corruzione e malaffare e mafie continuano a regnare sovrane, minando, ogni passo della mai esistita sovranità popolare, oggi, nel 2014, scrivere o dire “La Tav va sabotata. Le cesoie sono utili perché servono a tagliare le reti” ti comporta un rinvio a giudizio per istigazione a delinquere. Il tutto ha una sua logica, esistono dei reati, esiste un codice penale vecchio e d'ispirazione fascista, per molti suoi articoli, esiste una volontà istituzionale chiara e certa, esiste la possibilità di reprimere la parola con i fatti del giudizio penale. Non perché l'essere intellettuale, scrittore od artista, debba essere una scriminante rispetto al trattamento che debba essere riconosciuto a tutti i cittadini, ma un Paese nato sulla diseguaglianza sociale, fondato sulla diseguaglianza sociale, vedrà la legge,nel suo...

Chiara, Claudio, Mattia, Niccolò semplicemente liberi

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In questo strano Paese, che più non amo e maledettamente strano, e senza etica alcuna, fiumi di parole  diventano  piccoli torrenti che bagnano strade, vie di città e periferie, con lo scopo di educare al pensiero unico. Pensiero unico significa praticare la condivisione della memoria, una sola, in base a fonti create e  selezionate , una per una, con cura maniacale, dal sistema con l'unico e chiaro, quanto cupo, fine di salvaguardare se stesso dall'eventuale senso del dubbio.  Dubbio.  Dubitare , ovvero ragionare, ovvero criticare, ovvero porre in discussione, ostacolare, lottare ma anche sognare.  Nessun dubbio, ma certezza, certezza autoritaria, che con l'ausilio dello strumento legislativo, governato con il timone del potere, con il vento dell'oligarchia, spacciato tramite l'eco dell'illusione come sentimento di democrazia, impone la verità,il dogma,l'assioma assoluto.   Nell'attesa che i processi del sistema possano avere luogo,chi h...

Quando la lotta paga, nel senso che paga multe salate, il caso Venezia dopo la Val di Susa

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Aveva creato scalpore la notizia di sanzioni pecuniarie pesantissime che si erano abbattute come un macigno sulla testa dei manifestanti che da decenni si battono contro l'abbattimento della natura nella Valle che non si arrende. Ma la solidarietà sociale, collettiva, internazionale oltre che nazionale, ha risposto. Raccolti i fondi per pagare quelle maledette sanzioni. Non bastano le norme penali, i reati di opinione, le diffide, le censure, le campagne mediatiche di non informazione, no. Assediano la lotta con tutti gli strumenti a disposizione, ora è il momento delle sanzioni pecuniarie, salate,  come le acque di quella laguna che nel settembre del 2013 molti manifestanti hanno attraversato per fermare lo scempio continuo e senza sosta, quello delle grandi navi a Venezia

Quando No Tav è anche una condizione di vita

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Da Torino a Trieste da Asti a Caltanissetta, il 22 febbraio la bandiera bianca e rossa No Tav sventolerà ovunque. In questo periodo storico si parla spesso di resistenza, di lotta, di difesa dei diritti, valori ed anche etica che si pongono in netta contrapposizione con quell'insieme di morali figlie del  potentato  economico che condiziona la non libertà d'informazione favorendo l'omologazione della nozione e della comprensione di fenomeni reali, che seppur sconnessi, in realtà sono connessi.  Penso, come ultimo caso, ai lavoratori che lottano contro il sistema degli appalti nella vicenda "Granarolo " , che si battono contro le condizioni di lavoro indegne oltre che per la difesa del posto di lavoro. Due fatti collegati ma non scontati, specialmente il primo, la difesa delle condizioni di lavoro. Condizione, ovvero le modalità con cui si può svolgere ed adempiere un rapporto contrattuale. Il problema è che il lavoratore non è più parte contrattuale,  per...

Che il 19 ottobre sia una “prova” di maturità

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Si partirà dalla piazza delle polemiche, San Giovanni, dal luogo ove, per l'ennesima volta, sono emerse rilevanti divergenze tra i movimenti in movimento, in quel lontano, forse poi non tanto per alcuni aspetti, 15 ottobre 2011. Si partirà dalla piazza degli errori per arrivare a Porta Pia . Una settimana di diverse mobilitazioni che vedrà nella giornata del 18 ottobre il primo sciopero generale di questo autunno indetto dal sindacalismo di base, e che culminerà con il 19 ottobre. Come sempre una certa informazione fomenta allarmismi, identifica quella manifestazione esclusivamente come no tav, quando non è e non sarà manifestazione solo no tav, ma di tante realtà, parla di violenti, di possibili scontri e così via discorrendo verso quel simulato modo di informare. Vi saranno diverse realtà, alcune hanno aderito, seppur criticamente, all'ultimo momento, probabilmente  quel giorno emergerà uno confronto di forza tra le realtà eterogenee di movimento, nessuna d...

NoTav violata la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea

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Freni tranciati, atti di vandalismo, intimidazioni, minacce, espropri illegittimi, falsificazione della realtà,misure di repressione, lesione di ogni dignità, della libertà di pensiero e si potrebbe discorrere per l'infinito. Più di due decenni di lotte e battaglie, ma lo Stato ha sempre evitato un confronto pubblico sia direttamente che indirettamente, si poteva per esempio ricorrere alla Televisione pubblica. Perché negare un confronto tra tecnici proTav e NoTav? In questi ultimi tempi l'attenzione è stata magistralmente spostata sulla questione pseudo-sabotaggio, pseudo-violenze, solo di parte, solo imputate a simpatizzanti o aderenti al movimento che si batte contro la TAV, non si parla delle violenze di chi vuole la TAV, non si parla più di cosa è la TAV, salvo quando la materia tocca qualche interesse politico od elettorale e conseguentemente,  per difenderti da tali attacchi, sei costretto a spendere le tue energie per smontare i castelli di accusa che vengo...

Il 19 ottobre una giornata di lotta intelligente

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Da qualche settimana, da più voci, partono proclami per le ribellioni. Ma a dirla tutta è da luglio che dicono che questo autunno sarà caldo ed a rischio di rivolte. Peccato che a dirlo non sono sempre i diretti interessati, chi vive il problema della casa, del lavoro, del diritto allo studio, ma a farlo sono spesso esponenti del potere. Ad oggi, fine settembre 2013, si respira una sorta di quiete, una quiete che non lascia presagire alcuna volontà condivisa e partecipata da parte del popolo italiano di rivoltarsi, ribellarsi contro il sistema. La tensione sociale esiste, questo è indiscutibile, ma non è tale da giustificare qualsiasi gesto violento di rivolta. In molte realtà, specialmente del nord est, cresce la voglia secessionista, si promuovono referendum e manifestazioni, anche molto partecipate ma ignorate dalla stampa nazionale, per conseguire l'indipendenza dall'Italia. Come è noto il 18 ottobre vi sarà lo sciopero generale del sindacalismo di b...

La Val di Susa è l'eloquenza del dissenso popolare e democratico

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Quando un sistema vive uno stato di delirio, inizia, appunto, a delirare. La democrazia, intesa come forma e sostanza di governo del Popolo, in Val di Susa è stata non sospesa ma interrotta. La burocrazia pretende di sostituirsi alla democrazia ed ecco l'autoritarismo burocratico che tramite norme, atti, regolamenti pro-sistema, viola ogni dignità, libertà e volontà del popolo. Nessuna consultazione preventiva reale e partecipata ha mai avuto realmente luogo. Un bel giorno il sistema capitalistico occidentale si sveglia e decide che in quel pezzo di terra deve riciclare il proprio danaro. Violenta la terra, violenta madre natura, violenta la dignità, violenta la democrazia, ed il Sistema come potrebbe essere giudice di se stesso? Non può. Ed allora ecco che quando un popolo dice no alla violenza, dice no al sistema imposto e mai scelto, appellandosi anche ai principi costituzionali fondamentali che reggono la Costituzione italiana, questo reagisce chiudend...