Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

Immagine
Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Nel 2017 iniziano i lavori del Polo intermodale di Ronchi.Consegna prevista per il 2018. Poi il TAV?

Il Partito della Nazione in Italia esiste da tempo sulle grandi opere, spesso castelli fiabeschi, neanche belli a dire il vero, costosissimi, per poi divenire luoghi di degrado, inutili, sperperi enormi. Una volta costruiti non verranno più demoliti. Una volta costruiti l'ambiente sarà contaminato per sempre. E' stata una lotta lunga quella del Polo Intermodale di Ronchi.  Ma è stata persa, almeno fino ad oggi. Opera enorme, costosissima, funzionale alla linea per il TAV Venezia Trieste, che prevede gallerie nel Carso. Cemento, grandi opere, che servono solo a chi li realizza, e che daranno certamente dei posti di lavoro, ma per poco tempo. Lo stesso zelo non sussiste per le bonifiche ambientali, anche queste darebbero posti di lavoro, ma al sistema del capitale privato, che ovviamente deve fare il suo lavoro, non interessa. 
Lo scalo di Ronchi è da anni in sofferenza, inghiottito dal sistema veneto, non riesce a decollare, nonostante le potenzialità ci sarebbero. E sicuramente non decollerà con il Pim, anzi, quello che si teme è che una volta finito il Pim lo scalo del FVG verrà venduto, dopo che il pubblico ha investito ingenti risorse. Ma quello che si teme anche è che dopo il Pim sarà più facile legittimare il TAV, perchè diranno, fatto il Pim, fatta la stazione per l'alta velocità, dopo aver speso tutti questi milioni di euro, vuoi non fare il TAV? Soliti schemi visti e rivisti e ben contrastati nell'Ovest d'Italia. Su questo Pim le discussioni sono state aspre, ma i lavori partiranno a breve, nel 2017, e la consegna dell'opera è prevista, a tempo di record, nel 2018. Decine e decine di fermate per bus, altri parcheggi, altro cemento, che rischieranno di rimanere vuoti o buoni per divenire una pista di go-kart,  altro tutto, che stravolgerà per sempre l'ambiente circostante che continua ad essere degrado crescente. Non è più una questione che interessa la sola zona di Ronchi o del monfalconese,ma l'intera zona ipoteticamente coinvolta dal futuro passaggio del fumosissimo TAV Venezia Trieste. 

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?