Passa ai contenuti principali

No PIM, no al polo intermodale di Ronchi, cattedrale nel deserto funzionale al TAV Trieste Venezia, a rischio il Carso



Diciamolo pure, ma i cittadini di Ronchi cosa pensano realmente del polo intermodale di Ronchi? Opera faraonica da circa 13 se non più milioni di euro, funzionale per alcuni aspetti all'aeroporto, che rischia la privatizzazione nonostante l'investimento di ingenti capitali pubblici? Opera che stravolgerà il panorama, spariranno le campagne in loco, che avrebbero potuto ospitare orti comunali, ad esempio, arriveranno colate di cemento, parcheggi per uno scalo che funziona ai regimi minimi ed i cui parcheggi attuali sono più che sufficienti, decine di fermate bus, e soprattutto funzionale al mai realmente tramontato TAV Trieste Venezia? Che prevede decine e decine di Km di gallerie nel nostro Carso? Bene comune da tutelare? E' possibile che tutto questo deve avvenire nel silenzio più totale, o peggio ancora, nella complicità più totale? Perché a Ronchi vi è stato un buon movimento sulla problematica del TAV, ed ora è tutto silenziato? Quando il rischio non è mai morto? Anzi, ritorna e ritornerà con forza grazie soprattutto a quello che rischia di essere una vera cattedrale nel deserto, quale il PIM? Forse è il caso di iniziare a darsi una svegliata, visto che i lavori del PIM partiranno a breve. Anzi, alcune opere funzionali al PIM sono già partite. In Italia abbiamo ben visto a cosa sono servite le grandi opere, e soprattutto come queste rischiano di attirare la criminalità organizzata e favorire la devastazione del territorio. Non so se questo accadrà anche a Ronchi, certamente il TAV docet, amaramente,  basta leggersi l'ultimo libro di Wu Ming 1, sulla lotta no TAV per capire il tutto, quello che so è che il PIM non ha alcun senso, salvo per coloro che lo costruiranno, e che si sta per realizzare una grande, immensa inutile colata di cemento, nell'indifferenza più totale. Ed è inutile dire che si tratterà di opera che darà lavoro ed i soliti bla bla bla, questi ragionamenti sono delle banali cazzate. Anche la creazione dei muri, dei reticolati contro i migranti danno lavoro, e per questo significa che devono essere realizzati? Ma fatemi il piacere.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

E' necessario produrre una filmografia sulla resistenza e realizzare musei sulla sua storia

I tempi son mutati ed è di fondamentale importanza, per non rischiare di essere sommersi dall'ignoranza, dal revisionismo storico, dall'indifferenza,  trasmettere i valori della resistenza anche attraverso strumenti e mezzi che ad oggi per ragioni a dire il vero incomprensibili sono stati poco utilizzati. Libertà, uguaglianza, fratellanza, pace, riscatto morale ed etico del nostro Paese, internazionalismo, diritti dei lavoratori, diritti delle donne, diritti civili, ovvero antinazifascismo. Concetti che quotidianamente vengono sistematicamente e metodicamente messi in discussione. E' vitale, per la memoria umana storica attivarsi in ogni ovunque per promuovere una filmografia sulla nostra resistenza, necessità che viene espressa non solo da storici, ma anche da scrittori, registi, e cittadini, nonché promuovere spazi museali affinché si possano raggiungere con maggiore facilità e coinvolgimento, anche emotivo e fisico, le nuove generazioni. Esistono musei di ogni tipo in …

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

L'Italia entro il 2065 rischia di perdere quasi 20 milioni di abitanti, con anche spopolamento enorme nel Sud

Siamo un piccolo Paese, che ha raggiunto la soglia di 60 milioni di abitanti e che probabilmente non solo non supererà mai più ma che rischia di vedere con il binocolo per i prossimi decenni. Certamente viviamo in una società di 7 e passa miliardi di persone, siamo troppi, ma chi pagherà più di altri lo spopolamento saranno i Paesi poveri e tra questi vi è ovviamente anche l'Italia. Se il Sud rischia di vivere uno spopolamento pazzesco, nell'Europa, l'Italia è come il suo sud, vivrà uno spopolamento importante. Cosa comunica l'ISTAT? 
"La popolazione residente attesa per l'Italia è stimata pari, secondo lo scenario mediano, a 58,6 milioni nel 2045 e a 53,7 milioni nel 2065. La perdita rispetto al 2016 (60,7 milioni) sarebbe di 2,1 milioni di residenti nel 2045 e di 7 milioni nel 2065. Tenendo conto della variabilità associata agli eventi demografici, la stima della popolazione al 2065 oscilla da un minimo di 46,1 milioni a un massimo di 61,5. La probabilità d…