I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Quando la lotta paga, nel senso che paga multe salate, il caso Venezia dopo la Val di Susa



Aveva creato scalpore la notizia di sanzioni pecuniarie pesantissime che si erano abbattute come un macigno sulla testa dei manifestanti che da decenni si battono contro l'abbattimento della natura nella Valle che non si arrende. Ma la solidarietà sociale, collettiva, internazionale oltre che nazionale, ha risposto. Raccolti i fondi per pagare quelle maledette sanzioni. Non bastano le norme penali, i reati di opinione, le diffide, le censure, le campagne mediatiche di non informazione, no. Assediano la lotta con tutti gli strumenti a disposizione, ora è il momento delle sanzioni pecuniarie, salate,  come le acque di quella laguna che nel settembre del 2013 molti manifestanti hanno attraversato per fermare lo scempio continuo e senza sosta,quello delle grandi navi a Venezia
che danneggiano un bene universale dell'umanità quale la città sospesa sull'acqua grazie all'invisibile foresta sottomarina verde speranza che, nonostante tutto, persiste e resiste. Non è la prima volta che si ricorre a multe salate, ma ora le cose hanno preso una piega diversa. Si colpiscono più indistinte persone, tra chi manifesta attivamente e chi manifesta solidarietà attraverso la parola e la scrittura. Un modo indegno per il sistema di fare cassa in tempo di crisi ed ovviamente uno strumento di intimidazione legale. Cassa sulle spalle di chi lotta e la lotta in questo caso paga, paga il prezzo della repressione monetizzato in cifre elevatissime. Il Comitato No Grandi Navi denuncia che a Venezia in questi anni si stanno battendo per la salvaguardia della città e dei suoi abitanti e contro il devastante transito delle grandi navi, e lo lo sperimentano sulla loro pelle poiché sono oggetto di inammissibili intimidazioni. La Capitaneria di Porto ha emesso 38 multe da 2.071 euro, per contravvenuto “divieto di balneazione”, nei confronti dei manifestanti che il 21 settembre 2013 si sono tuffati nel Canale della Giudecca per protestare contro il passaggio delle grandi navi.. Quattro membri del comitato NoGrandiNavi che il 10 maggio 2013 accompagnavano in barca (due a motore e una a remi) una troupe televisiva tedesca per filmare il passaggio delle grandi navi in canale della Giudecca sono stati multati per “manifestazione non autorizzata” con la somma di euro 3.950. Le associazioni nazionali Italianostra, Lipu, e Luciano Mazzolin in qualità di portavoce dell’Associazione AmbienteVenezia, il giornalista Giannantonio Stella e il Corriere della Sera sono chiamati a pagare un risarcimento di duecentomila euro per diffamazione della soprintendente arch. Renata Codello. Essi hanno chiesto le dimissioni della signora Codello, perché nel suo ruolo di Soprintendente ai Beni Ambientali ed Architettonici non si è mai preoccupata di intervenire sulla questione del transito di navi da trecento metri sotto i suoi uffici di Palazzo Ducale”
La somma totale tra multe e richieste di risarcimento è di  288.000 euro – duecentottantottomila. Quest gli estremi per versare il contributo
Comitato NO GrandiNavi -Laguna Bene Comune
IBAN - IT 66 W 08990 02002 016010000512
BIC - ICRAITRRRIO

Quale sarà la prossima mossa del sistema quando capirà che la solidarietà funziona, anche in tale caso?


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