Passa ai contenuti principali

Una riflessione sul libro " anticomunista ed antijugoslavo" di Cox, "la corsa per Trieste"



Liberale, capo dell'intelligence office del Generale Freyberg, Cox, che ha vissuto di prima persona i fatti di Trieste e Gorizia nel 1945, con il suo libro la corsa per Trieste, quella che ha visto contrapposti da un lato i Neozelandesi, gli Angloamericani, e dall'altro gli Jugoslavi, se non ha propriamente dato il là alla campagna anti-jugoslava sicuramente è stato determinante per tale fine. Ne è stato determinante per quella letteratura e storiografia che si è affermata sulle vicende del Confine Orientale in ottica anticomunista ed anti-jugoslava. Perché gli schemi che verranno prodotti saranno proprio quelli introdotti dal libro di Cox Un libro farcito di pregiudizialità incredibili, dove addirittura i tremendi Cetnici saranno più presentabili dei partigiani jugoslavi. Così presenterà i Cetnici che inneggiavano contro la Germania ed il comunismo e speravano di allearsi con i neozelandesi "avevano l'assetto di soldati freschi, ben nutriti e ben equipaggiati, in breve un esercito che è stato rifornito in abbondanza, non una banda di partigiani". L'esercito popolare di liberazione jugoslavo, verrà presentato come una banda, di visi tirati, stanchi, vestiti male, le donne con i fianchi larghi, senza trucco. Sarà che si era in guerra, ma con destrezza riesce a lanciare dei sassolini che rimarranno impressi nella mente del lettore. Se da un lato riconoscerà, sforzandosi, che la presa di Trieste e Gorizia è avvenuta per merito di Tito e demerito dei neozelandesi, perché Tito è riuscito a fare in pochi giorni quello che era stato preventivato in un mese, poi, però, si arriverà al nocciolo della questione. Non parlerà praticamente mai delle foibe, che in Italia sono state esasperate fino all'ennesima potenza, ma il contesto con il quale presenterà l'operato dei partigiani jugoslavi e l'ostilità di questi nei confronti di tutto ciò, che a detta sua, si opponeva all'annessione di Trieste alla Jugoslavia, basterà perché l'ignaro lettore possa immaginare Tito come Hitler o Mussolini e non a caso si riporterà un telegramma nel quale si accuserà Tito di essersi comportato come la Germania nazista, od il Giappone nel Confine Orientale. Emergeranno tutte le pressioni che Churchill ha esercitato nei confronti di Truman per spingere ad aggredire l'alleato per allontanarlo da Trieste e Gorizia ed anche da Pola. Insomma dal 2 maggio del 1945, dal giorno in cui i neozelandesi metteranno piede a Trieste, si rischierà un nuovo tremendo conflitto. La guerra fredda è iniziata a Trieste, anche se non vedeva contrapposti il blocco sovietico e quello occidentale, ma quello jugoslavo e quello occidentale, pur sempre comunisti contro capitalisti. E si è andati ad un passo dalla guerra nella guerra. Tanto che sarebbe bastato un solo colpo sparato dagli Jugoslavi per scatenare un putiferio. E di pretesti ne avrebbero avuti a decine, ma non hanno reagito. Non hanno reagito neanche quando è partito il primo colpo tra "alleati".L'unico sparo fu quello di una sentinella dei maori, che tra le altre cose erano gli unici che avevano fraternizzato con gli Jugoslavi perché alcuni di loro erano discendenti di Dalmati, in base a quello che dice Cox. "Uno sparo che colpì i pneumatici posteriori di una macchina militare jugoslava che aveva rifiutato di fermarsi. Ma nonostante le gomme forate la macchina continuò sobbalzando la sua corsa e la vicenda fu dimenticata." Se fosse ciò accaduto da parte avversa, Trieste e Gorizia avrebbero vissuto una catastrofe, altro che foibe od esodo. E' questo il vero rischio che si è scatenato nel Venezia Giulia dal primo maggio del 1945, una nuova guerra  e tra alleati quando ancora il secondo conflitto mondiale non era finito. Il giorno della vittoria sarà il 9 maggio e poi si dovrà attendere la catastrofe della guerra con il Giappone. Un Cox che ha anche minimizzato il fenomeno dell'esodo, contrariamente da come avvenuto in Italia," nel complesso gli eventi riguardarono direttamente appena 250 mila italiani e qualche decina di migliaia di sloveni. Solo una porzione minuscola della nuova frontiera dell'Europa post bellica ne era stata interessata".

Marco Barone 

Commenti

  1. Un libro che ha dato il la' alla campagna anti jugoslava? Mi dia l'indirizzo del suo pusher...

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Quattro studentesse dell'Università di Padova in Egitto per una tesi. Era proprio indispensabile?

Circola in rete la notizia che  quattro ragazze Unipd vanno  “alla conquista” dell’Egitto, per lavorare alla loro tesi di laurea e frequentano il corso di Progettazione e gestione del turismo culturale, Dipartimento di Beni Culturali dell'Università di Padova. Si legge  con grande enfasi che  "La loro tesi si è concentrata sulla riprogettazione e sul riallestimento della Sala dei Cimeli nel Sacrario militare italiano. Il Sacrario è un edificio costruito per commemorare i caduti italiani durante le battaglie di El-Alamain, che si sono svolte nel 1942 durante la Seconda Guerra Mondiale."
Ora, non so se vi sono già state altre iniziative del genere da quando è stato assassinato Giulio Regeni, quello che so è che  il rettore dell'Università di Padova, Rosario Rizzuto, ha dedicato la giornata dell'inaugurazione del 794° anno accademico a Giulio Regeni con queste parole "Voglio inoltre ricordare in questa occasione con affetto e dolore Giulio Regeni, il g…

La comunità di Ronchi abbraccia la famiglia di Giulio Regeni

Non esiste altro modo che definire come un grande ed immenso abbraccio quello che si è realizzato nella serata di sabato 11 novembre a Ronchi nella sala della Chiesa di Santa Maria Madre. L'abbraccio alla famiglia di Giulio Regeni, a papà Claudio, alla mamma Paola, alla sorella Irene, ad una famiglia meravigliosa che non ha mai smesso per un solo giorno in questi oltre 21 mesi da quel maledetto 3 febbraio 2016 di battersi per la verità e giustizia per Giulio.

Diciamolo pure, quello che è successo dopo la barbara uccisione di Giulio per mano e volere di chi qualcuno lo vorrebbe ancora come innominabile, è un qualcosa di assolutamente straordinario pur nella drammaticità di questa storia, che è diventata la nostra storia. Da quasi due anni continua a resistere, a crescere, a battere colpi ogni giorno ed essere sempre lì in rete la parola chiave, verità per Giulio. E' in continuo movimento. Internazionale, globale, senza età, Ha raggiunto ogni angolo di questo nostro mondo. Ha p…

Quando venne soppressa la provincia di Gorizia perchè troppo slava e l'italianizzazione dei cognomi a Ronchi

Il libro il " fascismo di Confine" di Degrassi, pubblicato in collaborazione con il Comune di Ronchi, offre dei dati storici interessanti. Principalmente incentrato sulle vicende complessive del Confine Orientale e della Venezia Giulia, si addentra anche su come il fascismo ha condizionato e stravolto la vita soprattutto a Ronchi passata dalla provincia di Gorizia a quella di Trieste, a cui vi rimarrà fino al '47, per poi ritornare a quella di Gorizia successivamente fino all'attualità che la vede nell'UTI Carso Isonzo Adriatico.

Le elezioni del 1921 segnarono l'inizio della fine della provincia di Gorizia come determinatesi dopo la fine della grande guerra. In quel collegio vi erano 117 mila abitanti di lingua italiana, 193 mila di lingua slovena, pari al 60%, circa 4 mila di lingua tedesca e circa 5 mila di altre lingue . Dunque era una provincia a forte connotazione slovena. La batosta che verrà subita a livello elettorale dal primo blocco fascista, dove no…