Oggi c'è la necessità di un nuovo manifesto per l'arte

Un tempo c’era la vita, c’era il sangue, c’era l’ardimento! C’erano i Futuristi che sputavano in faccia al passatismo, c’era Filippo Tommaso Marinetti che incendiava le accademie, c’era Mario Schifano che aggrediva la tela con la furia di chi vuole conquistare il mondo! C’erano i manifesti, c’era un’idea comunitaria, violenta, estatica dell’arte! E oggi? Oggi il nulla! Il deserto assoluto dell’anima! Siamo circondati da individualisti, rinchiusi nel loro microscopico  guscio. L'arte contemporanea è diventata come il calcio: una manica di mercenari! I galleristi non sono sempre critici, sono procuratori d’assalto. Ma serve una rivoluzione! C’è un bisogno disperato, assoluto, di un nuovo Manifesto! Qualcosa che torni a far vomitare i perbenisti e a far piangere d’estasi chi sa ancora vedere! Abbiamo bisogno di una pittura che torni a essere carne, di pennellate che squarcino la tela immortalando questo vuoto pneumatico del terzo millennio per distruggerlo! Basta con questa mercificaz...

Bruxelles e le vetrine hot


Bruxelles, come è noto, è sede delle più importanti istituzioni dell'Unione Europea.
Una città affascinante, particolare, simbolo dell'alta borghesia, dove architettura moderna e tradizionale cercano, con poco successo, di convivere.
L'Unione Europea rivendica spesso principi che ruotano intorno alla dignità delle persone, no alla donna oggetto, penso per esempio alla Risoluzione sulla discriminazione della donna nella pubblicità del 1997 al cui punto 10 si scriveva testualmente che il Parlamento europeo invita il settore della pubblicità a rinunciare in concreto e interamente a sminuire la donna a oggetto sessuale dell'uomo attraverso espedienti tecnici e raffigurazioni immaginose come il ridurre il ruolo femminile alla bellezza fisica e alla disponibilità sessuale .
Certo, comprensibile.
Ma a pochi minuti dal Parlamento europeo esiste un vero e proprio quartiere a luci rosse.
Esistono anche agenzie di escort, club privati-scambisti, e donne in vetrina, come oggetto, in Rue d'Aerschot, vicino alla stazione nord di Bruxelles ed a pochi minuti dal Parlamento europeo.
Donne, prevalentemente dell'Est, esposte in vetrina proprio come accade ad Amsterdam.
Quanto è credibile una Unione Europea che si batte contro la donna oggetto, quando a pochi minuti dal luogo ove si discute ed evocano principi in tal senso, vige, con tolleranza, una situazione a dir poco indegna?


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