Passa ai contenuti principali

Se l'Italia ha "perso" alcune terre del confine orientale, la colpa è del suo nazionalfascismo

Quando fai una passeggiata in Istria, od a Zara, od in quella che è stata buona parte dell'ex provincia di Gorizia, molti italiani ti diranno, questa è stata terra nostra. E' vero. Lo sono state per un periodo inferiore agli anni di Cristo, ma le pietre sicuramente non parlavano e se parlavano non parlavano solo italiano, anzi. Terre occupate e conquistate nella grande carneficina che è stata la prima guerra mondiale. Discorso diverso per Fiume, occupata con la nota marcia reazionaria, razzista, eversiva e militarista di D'Annunzio ed annessa all'Italia nel 1924 da e per Mussolini, per il tramite del burattino Re d'Italia. Ma l'Italia fin dal suo avvento ha non tanto sbagliato strategia, ma mostrato il suo lato peggiore, disumano, bestiale. Paese giovane, nato da e per diverse guerre, nato sotto il segno del sangue, quel sangue che verrà fatto sputare al popolo slavo. Sarà sotto il nazionalismo italiano che avverrà il simbolo delle persecuzioni contro gli sloveni, l'assalto del Narodni Dom, emulato poi a Pola. Ed il tutto ancora prima della marcia su Roma, anche se anticipata nella sostanza da quella su Fiume del 1919. E sarà in pieno fascismo che avverrà la stessa cosa a Gorizia, nel giorno della vittoria, nel 1926, colpendo il Trgovski Dom. Nazionalismo e fascismo, una continuità unica, che è stata la causa del male dell'Italia, il cancro di questo Paese. Il nazionalfascismo è stata la causa principale della "perdita" di quelle terre occupate e conquistate nella prima guerra mondiale, che di grande ha avuto solo il prezzo delle vite umane massacrate per qualche fazzoletto di terra di cui i soldati non conoscevano neanche l'esistenza. Ma nella storiografia del sistema, nelle canzoni, negli spettacoli, ed anche nei film che sono in arrivo, che trattano tale questione, non emerge alcun mea culpa. No. Un solo filo conduttore continua ad animare il tutto, che la colpa è stata degli altri non dell'Italia e del suo nazionalfascismo. Nazionalismo? Non pervenuto. Fascismo? Non pervenuto. La colpa è solo dei nazisti, la colpa è solo dei cattivi "schiavi slavo comunisti", o dei francesi, e degli americani, o degli inglesi, o dei neozelandesi, o dell'ex Unione Sovietica, o dei comunisti italiani filo-jugoslavi reputati traditori della patria e della Costituzione, ancor prima della nascita della nostra Costituzione. 
Hanno anticipato in questo Paese le leggi razziali di qualche decennio, hanno trattato il popolo slavo come razza inferiore, come barbari, come schiavi, come scimmie, come porci, hanno praticato sistematicamente, dalla fine della prima guerra mondiale alla caduta del fascismo, una politica sola, nazionalizzare per massacrare l'identità di popoli reputati inferiori ai miti retorici e violenti della secolare (in)civiltà imperiale romana prima e veneziana poi di questo Paese nato sotto il segno del sangue. Se l'Italia ha "perso" quelle terre la colpa è del sistema che ha governato questo Paese dalla fine dell'ottocento in poi, esasperando il Risorgimento, che altro effetto non ha avuto che comportare la morte anticipata su terre ove le pietre non parlavano da secoli o millenni l'italiano. Ma tale menzogna e sistema calunnioso di fare storia continua in gran parte ancora oggi. In un Paese che non si vuole assumere le sue responsabilità, che non si è mai assunto le sue responsabilità per i crimini sistematici di guerra e contro l'umanità come compiuti nelle zone del Confine Orientale ma non solo in quelle zone, ma è di queste zone che ora si parla. E' inutile dare la colpa a chi colpa non ne ha. 
Eppure nel Paese che vive nell'apparenza della dottrina dei vangeli, pur essendo utopicamente Laico, ha continuato a gettare la prima pietra, come se fosse senza peccato, pur avendo da sempre peccato un peccato che non ha mai confessato e mai confesserà, perché per confessarlo è necessario un bagno di umiltà, è necessario condannare buona parte della storia dell'ottocento e del primo novecento di questo Paese, è necessario condannare le fondamenta che hanno fatto dell'Italia un Paese unito, che avrebbe anche voluto fare gli italiani, ma fallendo. Ora, alcuni, specialmente i giovani, potranno dire, ma chi se ne frega di tutto ciò. Siamo nel 2016. Ma per essere si deve conoscere, e per conoscere si deve studiare la storia, almeno quella dei nostri luoghi, altrimenti non solo non si sarà, ma si vivrà in balia della volontà altrui, della menzogna, della falsità. Se non conosci questa storia, non potrai comprendere il presente che vivi, questa non è la solita banale demagogia o noiosa retorica, ma la pura realtà. 

Commenti

Post popolari in questo blog

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian"

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian". Non mi sorprende la denuncia effettuata sul Piccolo di Trieste e pubblicata come lettera del giorno. Solo che questa volta chi ha subito tale aggressione verbale razzista ha avuto il coraggio di prendere carta e penna e scrivere e denunciare pubblicamente quanto accaduto. Diverse volte per i muri di Trieste sono apparse scritte che riportavano quel concetto bestiale e puntualmente e giustamente venivano rimosse. Ma non mi sorprende, perchè ciò in linea con i tempi. Tempi dove se un reato viene compiuto da un migrante viene percepito socialmente come più deprecabile rispetto a quello compiuto da un comune cittadino italiano. Tempi dove l'omofobia è una normalità, dove un Gay pride non può passare per ragioni di opportunità innanzi ad un Duomo, tempi dove qualcuno propone processioni riparatorie per sanare il peccato della marcia dell'amore del Gay pride.  Tempi dove ritornano i pregiudiz…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

FVG pride se la marcia evita il duomo di Udine

Si svolgerà ad Udine il FVG Pride e la notizia del 15 maggio, quando è stato reso noto il percorso è che la marcia eviterà il duomo. Il comitato organizzatore, come è emerso al TG3 del FVG, ha deciso di evitare il duomo e di mantenere le vie "storiche" dove vi è stata maggiore accoglienza e soprattutto in sostanza per evitare polemiche ecc ecc. Che dire? Che passare davanti al duomo non sarebbe stata una provocazione, anche perchè quante persone che parteciperanno al Gay pride sono credenti o cattoliche? Ma in Italia siamo ancora a questi livelli, quasi da medioevo, e se posso capire le preoccupazioni di chi fino all'altro giorno non poteva neanche uscire di casa perchè omosessuale, perchè in questo Paese vi è un tasso di omofobia inquietante, allora da laico quello che auspico è che le processioni o manifestazioni religiose evitino da questo preciso momento luoghi simbolici importanti, come le scuole od i Municipi, per non turbare le coscienze di chi non è credente.
M…