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Visualizzazione dei post con l'etichetta nazionalismo

I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Verde, bianco, rosso e a stelle e strisce: l'incredibile parabola del nazionalismo italiano con l'ostentazione del tricolore ovunque

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Ora, pensate per un momento a quello che sta succedendo sotto i nostri occhi. Se persino sul Silos di Monfalcone, un edificio industriale, un pezzo di storia del lavoro — hanno piazzato due tricolori mastodontici, visibili a chilometri di distanza... beh, di cosa ci stupiamo più? Siamo di fronte a quella che, storicamente parlando, è una clamorosa, inequivocabile ostentazione della bandiera nazionale!  E la cosa straordinaria, se ci pensate, è che noi italiani con questa bandiera abbiamo sempre avuto un rapporto, come dire... complicato . Non  è come negli Stati Uniti o in Francia! In Italia non c'è mai stata quella viscerale, profonda simpatia popolare per il vessillo. Perché siamo più regionalisti, perchè l'Italia è composita, complessa, senza dimenticare il passato che sicuramente ha lasciato il segno. E badate bene, è un paradosso incredibile: stiamo parlando della bandiera della Costituzione, la bandiera nata dalle lotte del Risorgimento e poi rifondata dalla Resistenza! ...

La stella rossa sul grattacielo di Fiume, un simbolo dove si mescolano nazionalismo e antifascismo

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Sicuramente ci fu un sospiro di sollievo quando il 3 maggio, giorno della liberazione di Fiume, a causa dell'emergenza coronavirus, l'installazione della stella rossa sul grattacielo della città, non venne effettuata. Ma era solo questione di tempo. Un progetto che rientrava nel programma di Rijeka capitale europea della cultura, che era abbastanza focalizzato sull'antifascismo da un lato e dall'altro dal recupero di quell'identità della Jugoslavia socialista che continua ancora oggi a dividere in una Croazia dove il distretto fiumano pare essere l'unica enclave rossa. Dal Galeb di Tito, nome che casualmente richiama quell'organizzazione clandestina fondata dal noto artista croato Ivan Meštrović che aveva come scopo di far fuori D'Annunzio ed i dannunziani durante la scellerata occupazione della città. A i canti antifascisti nel giorno dell'inaugurazione della capitale europea della cultura, a mostre sul socialismo alla stella rossa che sorge lì do...

Il diritto al ritorno degli oltre 100mila sloveni scacciati dalla "Venezia Giulia"

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C'è chi in questo periodo parla di "diritto al ritorno" nelle terre perdute, come l'Istria, la Dalmazia, Fiume. Un ritorno che deve avvenire dal punto di vista culturale, economico, sociale, anche perché in altro modo sarebbe possibile solo con una guerra. Ma i primi ad essere costretti ad andare via furono gli sloveni, dalla "Venezia Giulia" non appena l'Italia entrò nel pieno possesso amministrativo e politico delle terre occupate con la prima guerra mondiale. Ci sono stati diversi studi sul punto, importanti pubblicazioni.  Ma per ricordare questo esodo di oltre 100 sloveni scacciati dalla Venezia Giulia non ci sarà alcun Magazzino 18, alcuna legge sul giorno del Ricordo, alcun campo profughi che diventerà luogo di interesse culturale. Solo nel cimitero di Miren, alle porte di Gorizia, si può trovare nella piccola sala museale un richiamo a quel fatto tragico. Nel 2001 è stato pubblicato una relazione, redatta dalla Commissione che venne istitu...

Se anche lo sguardo più innocente di Trieste sa di irredentismo

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Mi stavo interrogando se a cent'anni di distanza da quando il Liceo Oberdan venne in sostanza intitolato a Gugliemo Oberdan, fosse giusto collocare una targa che celebrasse altri valori da seguire come esempio sui muri di quella scuola. Scuola intitolata ad Oberdan, su decisione del collegio docenti di allora, nel periodo in cui fioccavano intitolazioni irredentistiche e nazionalistiche. La targa venne apposta, per ricordare colui che fu allievo dal 1869 al 1877 negli spazi di quella scuola, il 20 dicembre del 1920, nell'anniversario della sua morte. C'è una copia della sentenza della condanna a morte "mediante capestro", un busto di Oberdan e soprattutto una targa che nel ricordare l'intitolazione evidenzia il "fulgido esempio" che lui rappresentò. Certamente gli esempi a cui far riferimento oggi a cent'anni di distanza sono ben altri. Non quelli di Oberdan. Nel mentre di ciò, preso dai pensieri, mi sono imbattuto camminando per l...

Fiume e Trieste, unite dallo stesso amaro destino, due città affossate dal nazionalismo italiano

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Fiume e Trieste . L'una sbocco sul mare per l'Ungheria, l'altra, per l'Austria. L'Impero controllava l'Alto Adriatico. Una minaccia soprattutto per Venezia.  Due città che erano caratterizzate da una grandissima autonomia, due città di mare, dove pluralismo, cultura mitteleuropea, erano la normalità, con radici slave, latine, germaniche, magiare.  Due città unite dallo stesso amaro destino. Affossate clamorosamente dal nazionalismo italiano che non sapeva di cosa farsene dei porti di Fiume e di Trieste, che non dovevano fare concorrenza a Venezia. La storia di Fiume fa rima con autonomia, o meglio, ha fatto rima con autonomia. a partire dal 1719, poi persa, per una ventina d'anni, ed essere nuovamente acquisita quando fece parte del Corpus Separatum della corona Ungarica. Dopo la prima guerra mondiale, con l'occupazione della marcia su Fiume, che si concluderà in modo violentissimo, con una sessantina di morti, nel famoso "Natale di san...

L'Europa dei popoli, favorirà "il ritorno" dell'Istria, Dalmazia e Fiume alla "Venezia Giulia"

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Il goriziano Graziadio Isaia Ascoli, nel periodo in cui sulle note di Va pensiero , sui muri di alcune città italiane si poteva leggere W VERDI , a significare W Vittorio Emanuele Re D'Italia , coniò i famosi termini geografico-politici Venezia Giulia, Venezia Euganea e Venezia Tridentina. L'Italia mise come amministrazione piede in quella che veniva contemplata come Venezia Giulia alla fine della prima guerra mondiale. Vi erano le estese province di Gorizia, Pola, Fiume e Trieste. E da quel momento inizierà una peripezia che sarà propria di quel secolo breve che porterà alla frantumazione della "Venezia Giulia" il cui nome è stato anche un gran pasticcio storico mescolando insieme identità e peculiarità che contrastavano con l'anima ora germanica, ora slava, ora latina di quella che doveva essere la Venezia Giulia. Il tutto in un territorio che è una miscela potente di identità, latine, slave e germaniche, che i nazionalismi rispettivi hanno nel c...

Il nazionalismo italiano su Trieste raccontato in Wikipedia in lingua inglese,tedesca e francese

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Cosa leggono di Trieste all'estero? Wikipedia è sicuramente una delle principali fonti ed è interessante vedere come raccontano uno dei capitoli storici che cambieranno in modo profondo la storia di Trieste, quello dell'avvento del nazionalismo italiano dopo la fine della prima guerra mondiale. E in modo più netto rispetto a quello che emerge nella Wikipedia in lingua italiana , se ne evidenzia il carattere disastroso per la città di Trieste. Nella  Wikipedia in lingua francese si legge che  nel 1921 , dopo la prima guerra mondiale che portò alla dislocazione di Austria-Ungheria , Trieste, rivendicata anche dal Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (la futura Jugoslavia ) divenne italiana, insieme alla maggior parte delle terre irredente [rivendicato dall'Italia]. Economicamente, l'Italia non aveva particolarmente bisogno di Trieste: il porto crolla. Un disastro , e serve come base per la nascita del Partito Nazionale Fascista (in proporzione, il maggior n...

A Fiume si intitola una strada all'autonomista antidannunziano Riccardo Zanella

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"Trg Riccarda Zanelle”. A Rijeka, Fiume, si intitola una via/piazza all'autonomista Riccardo Zanella, oltre che antidannunziano.  Non è forse un caso, come fa notare Radiocapodistria che"al leader autonomista sia stata intitolata proprio la piazza dinanzi al Palazzo in cui Gabriele D'Annunzio aveva preso sede",durante il periodo dell'occupazione della città. Come è noto il Comune di Rijeka, Fiume, ha esposto nel giorno dell'anniversario in cui ottenne, 360 anni or sono, l'attuale emblema che identifica la città, la bandiera storica della città di Fiume. Una bandiera mal vista dalla Croazia, perchè " il colore rosso-giallo-blu, anche se in passato era nella bandiera di Rijeka, è ora utilizzato dall'Associazione del comune libero in rifugiato, cioè l'organizzazione irredentista in Italia". Cosa che dal Comune di Fiume viene contestata. La storia di Fiume fa rima con autonomia, o meglio, ha fatto rima con autonomia. A partire da...

Quella ridicola e pericolosa paura di "italianizzare l'Istria". Effetti collaterali del viva l'Istria italiana

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Qualche irresponsabile, quando disse viva l'Istria italiana o richiamando motti irredentisti, se sapeva quello che stava facendo, o se non sapeva quello che stava facendo, in ogni caso pose in essere un comportamento sconcertante e grave dal punto di vista diplomatico. Se a Lubiana o Zagabria dovessero dire Trieste è nostra, Gorizia è nostra, apriti cielo. Provocazioni figlie di sentimenti nostalgici, che possono essere frutto anche di ingiustizie subite o percepite, ma la storia non la si può cambiare. Certo, niente è eterno, tutto è possibile, ma oggi avere l'Istria italiana, significherebbe semplicemente dover fare la guerra alla Slovenia e alla Croazia. E dalla Croazia arrivano altrettante irresponsabili provocazioni.  Radiocapodistria riporta questa informazione: Nell'intervista pubblicata di recente dal quotidiano Glas Istre il generale in congedo e consigliere municipale rovignese dell'Accadizeta, Sergio Rabar, ha ricalcato i temi a lui cari richiamando ...

Pericolose e irresponsabili provocazioni al Confine. Dall'Italia all'Ungheria, Slovenia e Croazia "sotto attacco"

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Da viva l'Istria, Dalmazia e Fiume italiana, al condividere cartine di "terre" perdute, si prendono di mira in particolar modo la Slovenia e la Croazia. Condotte sistematiche, casuali o non casuali, scivoloni o non scivoloni, una volta gettata la pietra, le acque si agitano, in un territorio già ai ferri corti per la questione delle acque di Pirano, che vedono quasi quotidianamente battaglie tra pescatori e autorità che sfidano i confini marittimi contesi, e le multe, intanto fioccano. Ma Slovenia e Croazia si uniscono però negli intenti contro alcune provocazioni  e non solo che arrivano dall'Italia e dall'Ungheria. Il Piccolo ha reso noto che sul profilo social del portale governativo ungherese è stata condivisa una mappa della vecchia Ungheria che denuncia lo smembramento del territorio. Il Tweet in questione è del 4 giugno. E rimanda a questa dichiarazione : "Il segretario di Stato Árpád János Potápi ha dichiarato che il trattato di Trianon ha...

Il legame tra D'Annunzio e Trieste? Artificio culturale, ma esiste dal punto di vista nazionalistico e politico

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Si discute del legame tra D'Annunzio e Trieste. Se dal punto di vista culturale non sussiste, e in ogni caso è ininfluente e non tale da essere meritorio per dedicare una statua a costui, sussiste, invece, sicuramente dal punto di vista politico e nazionalistico. Lo stesso D'Annunzio nei suoi testi parla di Trieste una pluralità di volte. E si capisce il perchè, in che ottica, in quale prospettiva. Ad esempio,  In Italia e vita scriveva: "come Idria, Postumia aspetta a noi. Se non la tenessimo, il flutto della gente balcanica, il flutto della barbarie schiava, giungerebbe a una ventina di chilometri dalle mura di Trieste ." Difendere l'italianità di Trieste dall'ondata "slava" , concetti che la città ha conosciuto in modo violentissimo con il fascismo, di cui la marcia di occupazione di Fiume, con il suo militarismo ne è stata antesignana per diversi aspetti. Come se gli "slavi" non facessero parte dell'identità storic...

Se anche a Riace e a Rosarno il primo partito tra i votanti è la Lega...che conquista anche la provincia di Vibo

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Come scrive WU MING, è vero, non ci si deve far abbagliare dalle percentuali. Se proprio si vuole ragionare in termini di percentuali, ragionando sul 100% reale vediamo che la Lega ha il 19%, il PD il 12%, il M5S il 9,5%. Sono tutti largamente minoritari nel Paese. (...)Sono nove milioni di persone su sessanta circa. Non ha con sé «gli italiani». Anche se guadagna voti e ha il consenso di un elettore su cinque, rimane largamente minoritari. Abbiamo visto anche in FVG, la situazione . Voti per la Lega: 244.818. Pari al 42,57%. E corrispondente, comunque, circa, al 23,5% del totale del corpo elettorale. Ma dei dati non possono comunque lasciarti indifferente.  A partire da Riace . Simbolo dell'accoglienza diffusa integrata, demolito in modo pesante, dall'attuale governo, e che ha visto nella Lega il primo partito.  In una Calabria dove risulta essere il secondo partito sul corpo elettorale votante, il primo è il M5S, e a Riace è il primo partito. Con 297 voti! Il 30...

Per chi voteranno le minoranze autoctone slovene in Friuli Venezia Giulia, e italiane in Slovenia e Croazia?

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Queste elezioni europee oramai sono arrivate.  Scontro cruciale si è detto tra nazionalismi ed europeismo, probabilmente si tratta di una prima resa di conti politica importante che vedrà forse nei prossimi cinque anni diventare le elezioni europee  il vero ago della bilancia, il bivio definitivo. Quello che in tanti si domandano è come voteranno le minoranze autoctone italiane in Slovenia e Croazia e slovene in Friuli Venezia Giulia.  Diciamolo pure. Il bilinguismo in queste elezioni è stato un disastro su entrambi i fronti. Disattese le comunicazioni in bilinguismo. Anche se bisogna dire che almeno dalle parti del FVG i tabelloni elettorali non è che siano pieni, anzi. Sono più quelli vuoti che quelli pieni.  Un bilinguismo che arranca, che pur nell'Europa unita nella diversità è tutt'altro che pienamente affermato. Così in Italia, così in Slovenia e Croazia. Le denunce sono quotidiane. Bisogna dire che sia nel caso degli italiani in Slovenia e Croazia e c...

Europee 2019. Recarsi alle urne, per votare contro i nazionalismi. Istruzioni per il voto

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E' importante recarsi a votare il 26 maggio per dare un primo segnale "democratico" di arresto ai nazionalismi che hanno alzato la testa in modo spaventoso in questi ultimi anni, grazie anche allo scivolo degli errori politici commessi in questi anni da sinistra a destra a livello governativo. Importante votare, votare contro i nazionalismi, e per l'Europa. Siamo tutti consapevoli che questa Europa così non va. Va riformata, va ribaltata, va capovolta, va tutto, ma va salvata l'idea di Europa Unita. Il problema è ovviamente il contenuto oltre che il contenitore. Ed il capitalismo, che accomuna nazionalismi ed europeismi in genere, è il problema dei problemi. Che perdura da secoli. Si vota per il rinnovo del Parlamento europeo, l'unica assemblea transnazionale al mondo a elezione diretta, che in teoria dovrebbe rappresentare gli interessi dei cittadini dell'UE a livello europeo. Elegge il Presidente della Commissione europea, nomina i suoi commissari ...