Alla fine cosa è cambiato dai tempi della cortina di ferro?

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    La celebre frase di Churchill «da Stettino, sul Baltico, a Trieste, sull’Adriatico, una cortina di ferro è calata attraverso il continente» faceva parte di un discorso pronunciato a Fulton, nel Missouri (Stati Uniti), il 5 marzo 1946.  L'inglese aveva utilizzato l’espressione «cortina di ferro» quasi un anno prima, in un telegramma personale inviato al presidente Truman il 12 maggio 1945.   Si tratta di un messaggio accorato, nel quale Churchill esprime la propria «profonda inquietudine» riguardo alle intenzioni dei russi nell’Europa orientale: “ Una cortina di ferro è calata sul loro fronte [dei russi]. Non sappiamo che cosa stia succedendo dietro di essa. Non c’è dubbio che l’intera regione ad est della linea Lubecca – Trieste – Corfù sara presto completamente nelle loro mani. A ciò inoltre bisogna aggiungere l’enorme area tra Eisenach e l’Elba che gli americani hanno conquistato e che presumo i russi occuperanno fra poche settimane, quando gli americ...

Più di 500 giorni di violenza neofascista e nazionalista dal '45 al '54 per l'italianità di Trieste

Si parte con il 12 giugno 1945, quando elementi di destra e collaborazionisti infiltrati nel corteo dei manifestanti inneggianti all'Italia, provocano numerosi incidenti e scontri nel primo giorno dell'amministrazione anglo-americana a Trieste. 
Nei pressi di piazza della Borsa le truppe Jugoslave, che il primo maggio avevano de facto liberato la città dall'occupazione nazifascista, vengono salutate con braccio teso, simbolo del fascismo, da gruppi di dimostranti mentre scandiscono slogan ed intonano canti del regime fascista, per arrivare al 26 ottobre giorno del passaggio dall'amministrazione alleata a quella italiana con iniziative di squadre di estrema destra che provocano la popolazione slovena di Opicina, all'attentato neofascista ai danni del circolo comunista di Gretta. Ma queste violenze, che si pongono in continuità con il nazionalismo italiano della prima guerra mondiale e poi con il fascismo, hanno continuato a trovare affermazione sino alla fine degli anni '70.Lo scopo di tutto ciò era deslavizzare la Venezia Giulia e Trieste ed il Friuli, decomunistizzare la regione, in nome e per conto di quella italianità che doveva dominare e regnare sovrana nella Trieste d'Italia.
Questo 26 ottobre ci sarà l'ennesima ricorrenza del “ritorno di Trieste all'Italia, tra iniziative istituzionali e politiche, sono da segnalare anche cortei nazionalistici nonché un concerto di "camerati" organizzato per l'occasione.  
500 giorni di violenza fascista dalla caduta formale del fascismo, 500 giorni di attentati, sparatorie, lancio di bombe, aggressioni, ove non sono mancate né vittime né feriti, 500 giorni di nazionalismo estremo tutelato dal governo centrale di Roma ed anche alleato e non è un caso che il germe nefasto di Gladio e quello delle strutture parallele paramilitari eversive che avranno un ruolo importante nel periodo così detto della strategia della tensione nascerà proprio a Trieste in alcuni suoi rioni. Hanno attaccato, attraverso azioni terroristiche, per imporre, strumentalizzando il concetto della difesa, il nazionalismo estremo italiano, anticamera del fascismo e l'anticomunismo seminando nel tempo condizioni e sentimenti ed odi finalizzati anche a conseguire la restituzione delle così dette terre contese, partita ancora oggi aperta.



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