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Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

L'organizzazione O che ha anticipato GLADIO aveva come principale obiettivo il monfalconese ma fu Gorizia ad avere il primato di strutture paramilitari

Da pochi mesi è disponibile una mole di documentazione enorme che riguarda l'attività della commissione Moro (XVII legislatura),  come desecretata dall’Ufficio di presidenza della Camera dei deputati. Tra i vari documenti che interessano le indagini sulle zone ancora oggi tutt'altro che pienamente risolte sull'omicidio di Moro e gli agenti della sua scorta ve ne sono alcuni focalizzati su GLADIO e le organizzazioni di guerra ritenute non ortodosse che hanno avuto affermazione anche nel nostro territorio. Come la Organizzazione O    derivata dalla analoga organizzazione "Osoppo", che a sua volta traeva origine dalla omonima formazione partigiana anticomunista. Secondo quanto affermato in una scheda informativa proveniente dal Sismi alla quale ha attinto anche il Comitato Parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza per la relazione presentata il 4 marzo 1992, dopo la smobilitazione della formazione partigiana, avvenuta in data 24 giugno 194...

Andare avanti con il passo del gambero..c'erano una volta i bunker della guerra fredda e GLADIO

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L'organizzazione GLADIO fu voluta non tanto dalla NATO ma dagli americani per costituire un gruppo paramilitare, clandestino e incostituzionale, di migliaia di persone, prevalentemente civili, pronto ad intervenire in caso di invasione da parte dei comunisti jugoslavi od eventualmente sovietici. Come la storia ha insegnato non ci fu alcuna invasione, ma i rapporti tra pezzi di GLADIO e la strategia della tensione rimangono una delle pagine più nebulose della storia repubblicana italiana su cui probabilmente non ci sarà mai piena verità. Collisioni tra massoneria, servizi deviati, neofascisti, con l'obiettivo unico di non consentire l'avanzata del comunismo in Italia ed in Europa, perchè Stay Behind era presente ovunque non solo in Italia, ma quello che accadde in Italia non ebbe eguali nel resto d'Europa.    Attraversando il Carso, devastato dalle trincee, può capitare di imbattersi anche in  alcuni bunker della guerra fredda che dovevano essere utilizzati per cercare d...

Lo stragismo neofascista che ha seminato il terrore e l'Italia durante la strategia della tensione: un memoriale per tutte le vittime

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La città di Milano avrà un memoriale dedicato alle vittime della strategia della tensione, quel periodo stragista, che dal 1969 al 1980, con l'intenzione di destabilizzare il Paese a colpi di bombe, per imporre un contesto governativo radicalmente autoritario ed anticomunista, ha cagionato centinaia di morti, oltre 500 feriti in un teatro politico su cui ancora oggi non si riesce a fare piena luce. L'Italia è stato un Paese che ha rischiato non uno ma ben tre colpi di Stato, un Paese dove ci sono stati collusioni, depistaggi, tossine che hanno inquinato le Istituzioni, come successo nella strage di Peteano, dove ancora oggi si fatica a riconoscere che degli esponenti delle nostre Istituzioni anziché adoperarsi per fare giustizia su dei propri colleghi uccisi, si mossero in tutt'altra direzione per coprire gli esecutori di quel fatto nefasto. Dimostrazione di questa timidezza è quanto si può leggere nel corposo testo preparato dal Quirinale nel 2008 per le vittime del terror...

In un articolo del New York Times del '78 si parlava già di Stay Behind e del supporto della CIA alla DC contro i comunisti

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La rete occidentale stay-behind era composta dai 16 paesi della NATO più quattro paesi europei neutrali. Gli americani fin dai tempi dello sbarco in Sicilia si posero il problema del dopo, ben sapendo che si sarebbero dovuti fare i conti con la questione sovietica, comunista. Se sul campo di battaglia combatterono contro i nazifascisti, subito dopo la fine della guerra, molti nazifascisti vennero reclutati, furono un riferimento importante per gli "alleati" per debellare il comunismo. La rete stay-behind in Italia sarebbe nata ufficialmente nel 1956 con il nome di GLADIO e se ne parlò pubblicamente solo negli anni '90, anche se della anticipazioni vennero fatte indirettamente sull'esistenza di questa organizzazione da parte di Vinciguerra, reo confesso della strage di Peteano. Eppure di questa organizzazione se ne parlava già pubblicamente sulla stampa nel 1978, ad esempio sul New York Times. Articolo dedicato alla vita delle spie e nel caso in questione si scriveva s...

Monfalcone ed i nomi delle scuole: il tempo si è fermato alla prima guerra mondiale, e c'è anche il caso di una scuola dedicata ad un reclutatore di GLADIO

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Nell'osservare i nomi delle scuole di Monfalcone si rimane impressionati dalla concentrazione di intitolazioni a favore di militari, irredentisti, a dimostrazione che il tempo sembra essersi fermato alla prima guerra mondiale, nella migliore delle ipotesi. Vi è la scuola Giacich Ezio, volontario nella Prima Guerra Mondiale, Sottotenente di Fanteria caduto il 15 novembre 1916 e decorato con Medaglia di Bronzo al Valor Militare alla memoria. Vi è la scuola Nazario Sauro, cui è intitolata la Scuola del Rione di Panzano che si arruolò come volontario nella Regia Marina italiana "tradendo" l'Austria, e per questo perse la vita, vi è la scuola Giovanni Randaccio, massone e militare che perse la vita nella grande guerra, la scuola Enrico Toti, invalido civile volontario di guerra, il 6 agosto 1916 partecipò ad uno scontro bellico all’attacco di Quota 85 ad est di Monfalcone dove perse la vita, vi è la scuola intitolata al "Tenente Cassinis" colp...

Furono attentati di fascisti per colpire il MSI, ma pensarono a "zingari" e comunisti o esaltati

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Tra il 1971 e 1972, nel momento in cui si stava ponendo il disimpegno degli americani verso Gladio, si realizzò una guerra intestina violentissima tra neofascisti che esplose a colpi di bombe ed ebbe il suo epilogo in Friuli Venezia Giulia con la strage di Peteano. Si contarono diversi attentati in regione, che si scopriranno poi aver avuto come matrice gruppi neofascisti, come aderenti ad Ordine Nuovo. Ad esempio gli attentati del 26 e 27 marzo 1971 sulle linee Trieste-Venezia e Udine-Venezia, il 15 settembre 1971, al monumento dei caduti di Latisana, il 28 dicembre 1971 attentato dimostrativo al sindacalista CISNAL Giampiero Zaro, il 26 gennaio 1972 attentato dimostrativo contro il deputato del MSI de Michieli Vitturi , tutti attribuiti anni dopo ai gruppi di estrema destra, ed alcuni di essi eseguiti con l'impiego di esplosivo T/4, il medesimo usato per la strage di Peteano, non in commercio in Italia e di difficile trattamento come provarono le indagini di allora. Ma la cosa ...

Gladio, organizzazione ingiustificabile e attiva anche nell'isontino

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La nascita ufficiale risalirebbe al 1 ottobre del 1956 quando in vista della programmazione operativa stay-behind, che interessava i principali Paesi occidentali, fu costituita all'interno dell'Ufficio «R» del SIFAR (l'Ufficio «Ricerche all'estero», con compiti di spionaggio) la sezione SAD (Studi ed addestramento), suddivisa in quattro gruppi, uno dei quali specificamente incaricato di tenere i contatti con il servizio americano. L'operazione «Gladio» emerse sostanzialmente per la prima volta con questo nome nell'incontro del 18 ottobre 1956 tra i rappresentanti del SIFAR (colonnello Giulio Fettarappa Sandri, maggiore Mario Accasto) e i rappresentanti della CIA (Bob Porter, John Edwards). Ed il reclutamento iniziò nell'estate del 1959, come raccontano gli atti della relazione sull'inchiesta condotta sulle vicende connesse all'operazione Gladio approvata dalla Commissione nella seduta del 14-15 aprile 1992. Lo scopo era quello di reclutare segretamen...

Quella farsa giudiziaria sulla strage di Peteano, una vicenda che va oltre l'incredibile dove la "verità" si è appiattita

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La strage di Peteano, passata alla storia come quella dimenticata, rimossa, perché imbarazzante per le Istituzioni, visti i depistaggi attuati da alcuni esponenti delle forze dell'ordine e della magistratura, ha veramente dell'incredibile. Eppure tutto è vero, tutto è successo, a partire dal modo in cui fu redatta la requisitoria. Tanto che venne realizzata una specifica interpellanza per denunciarne la gravità della situazione. Per redigere la requisitoria conclusiva relativa alla strage di Peteano, il procuratore della Repubblica ha dovuto battere personalmente le 70 cartelle di testo, non avendo dattilografi a disposizione servendosi di una macchina per scrivere ormai da destinare a museo e che non si riesce a sostituire. Siamo nel febbraio del 1974 quando si stava svolgendo il processo verso gli innocenti goriziani.  Come è noto, dovettero passare le pene dell'inferno, perché le indagini di polizia giudiziaria, dirette da un ufficiale superiore già implicato nelle not...

La strage di Peteano, il primo attentato neofascista, con delle vittime, in FVG

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  I carabinieri Ferraro, Poveromo e Dongiovanni, vittime della strage neofascista di Peteano, nel 2010 vennero insigniti anche della medaglia d'oro di vittima del terrorismo per gli alti valori morali espressi nell'attività prestata presso l'Amministrazione di appartenenza e per i quali, a Peteano di Sagrado (GO), il 31 maggio 1972, vennero uccisi, per mano terroristica, nel corso di un servizio di controllo, dall'esplosione di un'autovettura. Fu una strage che sconvolse il goriziano ed il FVG, l'impatto fu meno importante nel resto del Paese. E quella di Peteano è da considerarsi in FVG come la prima strage dal dopoguerra di matrice neofascista con delle vittime. Perché di attentati ve ne furono diversi, nel corso degli anni. La sera stessa di quell'evento nefasto il Presidente Leone chiuse la sua agenda consultandosi con Aldo MORO, ex Presidente del Consiglio dei ministri. L'evento del 31 maggio 1972 non occuperà pienamente le prime pagine dei princi...

Maggio del '72: tra il ritrovamento di 16 bombe a mano all'obelisco di Trieste e la strage di Peteano

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  A fine maggio 1972 si sono verificati dei fatti che meritano di essere letti nell'insieme di quel contesto storico e politico che ha caratterizzato tremendamente la storia del nostro Paese. Nella mattinata del 29 maggio del '72 all'obelisco di Trieste, nei pressi di Opicina, venivano ritrovate 16 bombe a mano del 1964. Ben tenute e con l'etichetta che ne riportava la data. Lo scopo, evidentemente, era quello di renderne possibile l'identificazione. Avvolte in due giornali datati rispettivamente 8 dicembre e 12 dicembre 1971. Date casuali?Difficile a dirsi in un contesto dove ci si parlava anche così, con questi messaggi. L'8 dicembre era il giorno in cui in Italia doveva realizzarsi il colpo di Stato di Borghese, il 12 dicembre, era il giorno della strage di piazza Fontana, quello che diede inizio alla maledetta strategia della tensione. Certo, non si era nel 1971 per quanto concerne i due episodi ora citati, ma nel 1969 nel caso di Milano, nel 1970, nel caso ...

Quando gli americani spiavano i preti di Nova Gorica ed i preti sloveni a Gorizia, il caso di monsignor Miha Toros

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Un documento interessante dell'intelligence americana degli anni '50 focalizzato sulla città di Nova Gorica. Un documento che prova come gli americani monitorassero anche l'attività dei preti nel confine orientale, come nel caso di monsignor Miha Toros. Non stiamo parlando di uno qualunque, ma di un monsignor messo a capo dell'arcidiocesi dell'area goriziana in Jugoslavia. Si racconta brevemente della sua attività nella diocesi di Nova Gorica e Parenzo, il cui posto a Parenzo venne preso da un monsignor croato di 38 anni, Nezic. Si relaziona della telefonata che Miha Toros ebbe all'incirca i primi del settembre del 1950 con il ministro dell'Interno della Repubblica di Slovenia, Boris Kraigher. Kraigher è stato presidente del Consiglio esecutivo della Repubblica socialista di Slovenia dal 15 dicembre 1953, al 25 giugno 1962 ed è stato un noto membro della Lega dei comunisti della Slovenia. Si afferma che il loro colloquio fu cordiale e che discussero generica...

Monfalcone merita la medaglia d'oro per la Resistenza. Oltre 200 i caduti partigiani monfalconesi

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Monfalcone nella seconda guerra mondiale aveva circa 20 mila abitanti. Apparteneva alla provincia di Trieste, dopo il 15 settembre del 1947 passerà alla provincia di Gorizia, come "frontiera" italiana praticamente verso il TLT. Città che venne liberata dai partigiani e l'esercito popolare di liberazione jugoslavoil primo maggio del 45, per essere governata fino al 12 giugno del '45 dal comitato esecutivo italo sloveno e poi dal GMA per passare all'Italia con il Trattato di Pace. Una città che ha subito una devastazione importante durante la seconda guerra mondiale soprattutto a causa dei ripetuti bombardamenti aerei. Furono ben sette quelli ricordati nella medaglia d'argento al Valor militare conferita alla città, e 143 furono le vittime civili di Monfalcone durante la seconda guerra mondiale. Anche se in realtà le vittime in relazione ai bombardamenti in città vengono individuate in più di sette date e quella peggiore che segnò il maggior numero di ...

Quante baggianate pericolose realizzate nel nome dell'anticomunismo,da Gladio alle mine atomiche di Gorizia

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Riflettevo in questo periodo su quella che era una vera ossessione. E vengono in mente le prime battute di una nota canzone dei Subsonica quando scrivevano "tutto si muove, non riesco a stare fermo. Tremando ti cerco in tutti i canali. È alta tensione ma senza orientamento. Sbandando ti seguo in tutti i segnali. Fuori controllo e ormai mi pulsi dentro. Sento il contagio di un’infezione.". Infezione, ossessione, non riuscire a stare fermo, essere fuori controllo, errare e sbandare per contrastare i Sovietici od i cattivi Jugoslavi comunisti. Si sono inventati di tutto. Mondo di spie, di agenti segreti, di organizzazioni allucinanti, come stay-behind che in Italia sarà nota come Gladio. Certo, erano altri tempi, la guerra fredda rischiava di divenire calda e continuerà anche dopo la caduta del muro di Berlino ed a dirla tutta continua ancora oggi. Ma veramente si deve credere alla barzelletta che l'Italia rischiava di essere invasa dai cattivi Sovietici? O cattivis...

Guerra fredda del terzo millennio

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Ricordate il vecchio progetto South Stream? Al quale vi partecipava anche l' ENI, cioè il capitalismo italiano, cioè una parte del capitalismo americano? Bene. Perché la guerra fredda oggi sussistente tra il blocco russo e statunitense, con l'Europa scudo per gli Stati Uniti, ha la sua origine reale proprio da quel fattore. Un tempo vi erano le ideologie che fungevano da maschera, comunismo sovietico, e democrazia americana, con la Jugoslavia di Tito che fungeva, invece, da muro, flessibile verso l'Occidente, basta pensare agli aiuti, corposi, ricevuti dall'America, dal grano, alle armi, ai finanziamenti, e rigido con la Russia di Stalin prima di Chruščëv dopo. D'altronde se Tito è stato nominato per il nobel della pace, se è stato universalmente riconosciuto come uomo di pace, anche da esponenti di primo piano della Chiesa, un motivo vi sarà stato. Ma ora quella Jugoslavia non esiste più. Esiste una frammentata Europa e dunque debole, sotto attacco da dive...

Nel 1946 ad Udine si stava preparando una marcia su Fiume?

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Un bellissimo  reportage  del giornalista dell'Unità, Riccardo Longone, dal titolo viaggio in Friuli pubblicato il 24, 26 e 31 luglio del 1946, denuncia delle situazioni di una gravità inaudita che  stavano  prendendo  piede  in Friuli. Situazioni che poi, come la storia ha insegnato, apriranno la via  anche della strategia della tensione. La sua prima tappa sarà ad Udine dove rileverà che questa città, come tante altre, è “stata duramente colpita dai bombardamenti, ma la crisi degli alloggi  qui è aggravata oltre che dalle requisizioni alleate, dalla presenza di profughi venuti da tutta la  zona occupata dalla Jugoslavia. In realtà si tratta di una particolare categoria di profughi. Quasi tutti devono appartenere alle classi agiate (..) visto che sono ben forniti di mezzi, come sta a indicarlo il loro tenore di vita. Invece sinistrati di Udine alloggiano in vagoni abbandonati nella stazione, ma quelli venuti dalla zona B sono ...

I viaggi in Jugoslavia durante il sequestro Moro

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Nel pregresso intervento ,dal titolo:“Quali legami tra la strategia della tensione e la questione Jugoslava? Dal caso Moro a Bologna”, ponevo una riflessione complessiva, offrendo una prospettiva diversa su quel periodo buio ed ancora per diversi aspetti coperto da tanti misteri, quale quello della strategia della tensione, incentrando l'attenzione in particolar modo sui rapporti tra Italia e Jugoslavia con uno sguardo importante alla questione del Trattato di Osimo.  D'altronde l'Italia, ad esempio, nella Prima Guerra Mondiale, ha rotto lo stato di neutralità e mandato al macello più di 500 mila persone, anche e soprattutto per quelle terre che ancora oggi vengono contese. E non dovrebbe stupire il fatto che parte della strategia della tensione possa essere stata funzionale all'esercizio di interferenze o pressioni anche per la risoluzione della questione dei confini e per quelle terre, quale Istria, Dalmazia e Fiume e non solo.   E come ho scritto nell...