Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Domenica 14 aprile 2013, l'ultima passeggiata al sentiero Rilke



Seneca scriveva “ Quid de rerum natura querimur? Illa se benigne gessit: vita, si uti scias, longa est.”
Ovvero, quale delle cose della natura lamentiamo? Essa si è comportata con generosità: la vita è lunga se sai usarla .
Appunto, se sai usarla.
Ma è anche importante il come sai usare la natura e per quali fini.
Ritorno per l'ennesima volta sulla questione del sentiero Rilke. Il 15 aprile verrà, salvo cambiamenti improbabili dell'ultimo momento, come avevo già anticipato più volte, chiuso.
I motivi ufficiali sono noti, costi, responsabilità giuridiche e scadenza della concessione.
Fino agli anni Settanta il sentiero, chiamato Passeggiata Duinese, era poco frequentato.
Prima l'installazione del campeggio Marepineta nel 1973 e dagli anni 80 i soldi pubblici, dunque nostri, spesi dall' Amministrazione Provinciale di Trieste, la quale è intervenuta con opere di consistente fattura, allargando anche i margini e dotandoli di adeguate protezioni e la conseguente manutenzione ordinaria , hanno reso quel sentiero dal 1987, quando venne inaugurato con il nome di Sentiero Rilke così omaggiando il poeta e le sue “Elegie duinesi”, famoso anche oltre i confini regionali e dunque ben frequentato.
Un terreno la cui proprietà è della famiglia della Torre e Tasso.
Maliziosamente ed anche per senso di rabbia si potrebbe pensare che senza l'intervento dell'Amministrazione Pubblica, che con soldi pubblici e con il conseguente omaggio a Rilke ha reso noto in tutto il mondo quello splendido tratto naturale, probabilmente oggi nessuno sarebbe interessato a spendere circa 400/500 mila euro per acquistare quel sentiero, questo il prezzo di vendita. Certo, un prezzo irrisorio, oggi, rispetto alla effettiva valenza attuale di quel sentiero per i motivi sopra esposti, ma è pur sempre una cifra considerevole.
Ed allora invito tutti e tutte il 14 aprile a recarsi al Sentiero per l'ultima passeggiata e riflettere su cosa è bene comune, su cosa è la proprietà privata, su cosa è la natura, su cosa è la cultura, su cosa è la cattiva politica, su cosa è profitto, mai allontanando dalla propria mente le non sepolte dall'oblio parole profetiche di Seneca.



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