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Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Il FVG nella top ten per incidenza stranieri, ma la provincia di Gorizia è "solo" 18^ nonostante Monfalcone

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Prato, con il 20,6% continua ad essere la provincia italiana con la più alta incidenza di stranieri in Italia, ma non il comune, questo "primato" continua a rivestirlo Monfalcone, che negli ultimi cinque anni praticamente ha visto arrivare in città lo stesso numero di stranieri che è approdato in città in questi vent'anni. il FVG è una regione a serio rischio spopolamento e la popolazione di nazionalità straniera è un faro importante per la nostra regione, si va oramai verso il 10% della popolazione residente con circa 155 nazionalità rappresentate, praticamente quasi tutte, ne mancherebbero all'appello poco meno di una quarantina per arrivare ad avere in FVG rappresentate tutte le nazionalità del mondo. Gorizia come provincia italiana, nonostante il caso Monfalcone, stranieri centrico verrebbe da dire, anche per lo sgretolamento in questi anni del mandamento monfalconese che oramai esiste solo sulla carta, è solo 18^ per l'incidenza dei cittadini stranieri rispet...

La chiusura dei confini non è mai stata la soluzione, la soluzione è la politica di una Nazione

Per la seconda volta, nella sua storia, da quando è entrato in vigore Schengen, il FVG dovrà fare i conti, nell'arco di pochi anni di distanza, con la chiusura o sospensione temporanea dell'area di confine, della libera circolazione delle persone. Prima l'emergenza era il COVID, e come ben sappiamo quella misura di chiusura dei confini è stato un palliativo inefficace, ora, per ragioni di sicurezza nazionale dovute al terrorismo e questione emigratoria. Quando ci fu il fenomeno record di migrazioni con la rotta balcanica non si arrivò a queste radicali decisioni. Il vero punto nodale della questione è la politica che una Nazione intende adottare. L'esempio degli esempi è quanto accaduto con il minuto di silenzio voluto dalla UEFA per le vittime del terrorismo. Deliberatamente quel minuto di silenzio, contestato nella notte di Wembley da migliaia di timidi fischi, non è stato pensato per le vittime palestinesi della reazione spropositata israeliana, siamo arrivati ad o...

Fortezza "FVG" una regione con quasi 500 castelli e fortificazioni

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  Il FVG è una regione composita, piccola, ma complessa e dalla storia enorme. Tirata per la corda dall'Italia, da una parte, dal resto del mondo, dall'altra, con diverse identità e minoranze, quelle storiche riconosciute sono tradizionalmente la slovena, la friulana e la tedesca, che hanno consentito a questa terra di diventare autonoma e speciale. Ed in tale specialità in Friuli Venezia Giulia, che ancora non riesce a fare pace con il trattino, ci sono la bellezza di quasi 500 fortificazioni e castelli storici, che interessano tutte e quattro le province politiche di Trieste, Gorizia, Udine e Pordenone. Dal castello di Miramare, a quello di Trieste, dal castello di Gorizia, alla rocca di Monfalcone, dal castello di Udine, a quello di Pordenone, passando da torri, castellieri, porte, insomma, un grande tesoro diffuso che merita di essere scoperto e vissuto. mb

FVG terra di miti e leggende, dal tesoro nascosto di Aquileia, a Palmanova disegnata da Leonardo da Vinci, alla beffa del Diavolo di Cividale

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Il Friuli Venezia Giulia è una terra dalle plurime identità, plurime radici, latine, slave, germaniche, e ciò lo si vede e vive tra le storie, i miti e le leggende che si diffondono tra gli angoli di questa regione italiana. E ve ne sono tante. Tra le più interessanti sicuramente quella del tesoro nascosto di Aquileia e addirittura si parla del sacro Graal. Aquileia fu una città importante per l'Impero romano, una delle capitali e purtroppo conobbe l'inizio del suo declino con l'avvento di Attila e si narra che la popolazione intorno al 452 d.c per tutelare i propri beni decise di nascondere preziosi, oro in un "puteum auero", pozzo auereo, mai ritrovato e ancora ricercato, per evitare che i tesori friulani finissero nelle mani di Attila. Altro che Codice da Vinci, verrebbe da dire. E rimanendo sempre su Attila, si narra che ad Udine il colle del castello sarebbe stato formato artificialmente dai soldati di Attila con lo scopo di creare per il loro capo un punto...

La CNN sul FVG, ma quanti errori, da Trieste capitale del Friuli, a Gorizia la Salisburgo d'Italia, a Udine piccola Venezia

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Non è la prima volta che la CNN dedica spazio alla nostra regione, il FVG, l'ultimo articolo, abbastanza corposo, è quello pubblicato sul sito americano nel mese di gennaio 2023. Una contemplazione di bellezza per la nostra regione, che ultimamente è meta di crociere, anche se va detto che la maggioranza dei croceristi se ne vanno in giro per altre località, da Venezia a Pirano, piuttosto che andare alla scoperta della nostra regione, e su ciò c'è non solo da riflettere ma anche agire. L'articolo in questione però contiene alcuni "errori". Come prima cosa non sfugge nella mappa pubblicata l'assenza di Gorizia. Che sarebbe tra l'altro capitale europea della cultura nel 2025 insieme a Nova Gorica, cosa di cui non si fa menzione. E Gorizia viene liquidata in due righe in questo modo: "Gorizia, al confine con la Slovenia, è conosciuta come la Salisburgo d'Italia". Finisce qui la descrizione di Gorizia. Ma come è risaputo Gorizia è nota come la ...

Quell'impressionante mappa delle stragi nazifasciste in FVG. Oltre 2000 vittime

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Se si va a guardare il contesto territoriale dell'attuale Friuli Venezia Giulia, si registrano nell' A tlante delle stragi nazifasciste in Italia , 246 episodi che hanno portato alla morte 2000 vittime, se poi si va a vedere la mappa con la vecchia Venezia Giulia, includendosi i territori istriani, e di Fiume e Dalmazia, si arriva quasi a 2200 vittime per un totale di 279 episodi. E tra questi vi rientra la quarte strage più rilevante compiuta dai fascisti e nazisti, a Lippa, un massacro di 269 civili avvenuto il 30 aprile del 1944. Una carneficina pazzesca, che dovrebbe far inorridire. Questo Atlante andrebbe fatto visionare nelle scuole, per riflettere e comprendere la reale consistenza del nazifascismo nel Regno d'Italia. mb

Sarà anche prima gli italiani, ma con le destre gli stranieri continuano ad aumentare. La banalità della retorica

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Prima gli italiani, poi, non si sa. E cosa significhi oggi questo prima gli italiani non è dato sapere, dal momento che qualsiasi norma che metta "prima" gli italiani rispetto agli stranieri verrà cassata poiché non conforme alla Costituzione ed alla normativa comunitaria. Ma questo a chi specula sulla pelle degli altri interessa poco. Prima gli italiani in un Paese dal tracollo demografico inarrestabile, si perderanno milioni di cittadini italiani, e per riconoscere la cittadinanza italiana si devono far pagare mille pene, illusioni e speranze, si consolerà contemplando la propria decadenza e la nostalgia di un tempo che non tornerà più. Perchè ogni epoca è irripetibile, per quanto ci possano essere momenti di somiglianza. In tutto ciò è interessante notare come nonostante il prima gli italiani che ha portato in un Paese dove l'astensione è la normalità, ad ottenere il 25 settembre 2022, il Parlamento con la maggioranza più destra della storia repubblicana, Paese delle f...

Emergenza demografica in FVG tra quarant'anni si scende sotto 1 milione di abitanti, male l'isontino

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I numeri che continua a presentare l'ISTAT sono tutt'altro che strepitosi. il FVG è in continuo e costante declino demografico. Cosa che già sapevamo, ma la situazione non sembra essere destinata a migliorare da qui ai prossimi decenni. Il tutto si pone in linea con un Paese, quale l'Italia, che nella peggiore delle ipotesi potrebbe arrivare a toccare nel 2070 quota 41 milioni di abitanti, nella migliore delle ipotesi, la perdita si attesterebbe a 5 milioni di abitanti, per dire. Una enormità comunque. Venendo alla nostra bella e complessa regione, che dovrebbe iniziare ad interrogarsi su questa problematica, piuttosto che farsi trascinare da sterili campanilismi, vede la popolazione al momento a quota 1.195.580,  la provincia di Gorizia,  con 138.631, con Gorizia che continua a perdere abitanti, ora ferma a 33.814, cresce lentamente Monfalcone che punta quota 30 mila, ora ferma a 29.857, cresce lentamente Ronchi, 11.786,  ma quota 12 mila abitanti al momento è lontana, p...

Il FVG è la più bella regione d'Italia e anche la meno nota (per fortuna)

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  Ha tutto ed è successo di tutto. Contesa, conquistata, circondata dai confini, luogo senza più frontiere, attraversata da mari e fiumi, monti e colline, doline e Carso, lunghe distese di verde, e riserve naturali, storia, quanta storia, e arte, cibo e tradizioni, una mescolanza di identità, il tutto in una piccola fetta di terra incastonata in questa costola del nostro mondo, bisogna onestamente riconoscere che il Friuli Venezia Giulia è la più bella regione d'Italia e anche forse quella meno nota, e a dirla tutta, per come le vanno le cose, meglio così, in questo nostro disastrato Paese. Perchè se si riesce ancora a preservare, da certe contaminazioni, è proprio per questo motivo. Vi è ancora chi pensa che Trieste sia all'estero o addirittura vicino a Milano. Di problemi ve ne sono,ovvio, di situazioni problematiche, anche,non è l'isola felice dell'universo mondo, ma sicuramente è la meno infelice del nostro Paese e di ciò bisogna esserne orgogliosi. mb

Quel Trattato di Osimo che ancora oggi fa discutere ma che pose fine a trent'anni di tensione tra Italia e Jugoslavia. Deluse più i triestini e gli esuli che i rimasti

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Firmato in fretta e furia, non se ne diede più di tanto notizia eppure fu determinante per mettere la parola fine, in teoria, alle vicende dei confini nel confine orientale italiano. Il 10 novembre del 1975 nella cittadina di Osimo, nelle Marche, si consumò quello che per tanti ancora oggi viene definito come un tradimento, per altri, come la giusta parola fine ad una vicenda iniziata nel maggio del 1945, la contesa delle terre nel confine orientale italiano. Atto che divise definitivamente alcuni territori, pose fine ai sogni del Territorio Libero di Trieste. Il Trattato di Osimo . Firmato il 10 novembre del 1975, dopo il Memorandum di Londra, e solo un mese dopo il via libera del Parlamento, ancora oggi fa discutere. Tra chi lo definisce quasi come una sorta di atto di tradimento per la patria, perché c'era chi sperava ancora di riprendersi quelle terre occupate dal Regno d'Italia dopo la fine della prima guerra mondiale, chi lo maledice per la questione della mancata co...

Radio Capodistria, modello straordinario di come sia possibile una regione transfrontaliera senza confini

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  72 candeline. Son tante, per una radio che ha attraversato buona parte del ‘900 e i primi anni venti di questo nuovo millennio, affrontando turbolenze geopolitiche di ogni tipo. C’era una volta la Jugoslavia, nata nel 1949 dopo il Trattato di Pace di Parigi del 1947, nata nel momento in cui la Jugoslavia era filo sovietica,   conoscerà il periodo della rottura tra Tito e Stalin, con lo shock enorme per molti comunisti che erano andati a costruire il socialismo che vivranno sulla propria pelle l'incubo degli incubi, conoscerà il periodo d’oro della Jugoslavia, terra cuscinetto tra l’Occidente e l’Unione Sovietica,   vivrà la fine dell’utopia socialista con una guerra tra popoli tenuti insieme più che dall’ideale forse da un contenitore voluto soprattutto dagli inglesi, un contenitore che andrà a pezzi, la prima a filarsela sarà proprio la Slovenia, si inventerà Stato, verrà seguita dalla Croazia e poi da quelle guerre degli anni ’90, le ultime tradizionali sul suolo eu...

In FVG: il 1° luglio la giornata regionale della restituzione dell'onore ai soldati fucilati nella prima guerra mondiale. Prossimo passo revocare intitolazioni a Cadorna e non solo

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" L'esercito italiano ha registrato in assoluto il più alto numero di fucilati e giustiziati tra quelli coinvolti nel primo conflitto mondiale, cioè di eserciti che hanno mandato a combattere molti più uomini e che sono stati impegnati dieci mesi in più del nostro (la Francia, ad esempio, aveva al fronte il doppio quasi dei nostri soldati e porta davanti al plotone circa 700 soldati): già solo questo fatto fa comprendere l'asprezza senza pari utilizzata dai comandi italiani ". Questo è uno dei passaggi che si può leggere nella proposta di legge regionale firmata dal Presidente Zanin e dai consiglieri Bordin, Moretti, Nicoli, Sergo, Di Bert, Moretuzzo, Centis, Giacomelli, Honsell, Mazzolini, Boschetti, Marsilio, Bernardis con la quale si vuole porre a livello di memoria giustizia storica. Giustizia storica sulla questione delle decimazioni mosse dall'esercito italiano contro i propri soldati. Mentre l'Italia tarda, il FVG si muove. La proposta di legge prevede ...