Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Anche a Trieste arriva l'assemblea autoconvocata nella scuola



Quando scrivo che le scuole sono in movimento, intendo che sono in movimento verso la lotta e per la difesa della dignità di una scuola pubblica statale semplicemente da edificare ex novo.
Il 14 novembre si svolgerà un grande sciopero generale europeo che travolgerà anche la scuola.
Nell'attesa del 14 novembre ma andando anche oltre il 14 novembre, anche a Trieste il 12 novembre presso l'Aula Magna del Liceo Dante alle ore 16.00 è stata convocata una vera e propria assemblea cittadina da parte delle RSU di alcuni Istituti Scolastici locali.
Un titolo semplice e forte, ora basta, e l'indicazione di una mail assembleascuola@yahoo.it, ove far pervenire le adesioni, caratterizza il breve ma importante comunicato che in questi giorni circola per le scuole di Trieste, circola nel luogo ove il pensiero critico deve essere formato ed acquisire sostanza.
Poche righe per evidenziare che si discuterà,del disastroso disegno di legge Aprea/Ghizzoni, la cui evoluzione è stata difesa da alcune forze politiche anche di sinistra istituzionale, si discuterà della problematica del sistema Invalsi, della insicurezza dell'edilizia scolastica e della scuola come bene comune.
Il confronto e la discussione non riguarderà dunque solo la questione delle 24 ore, che probabilmente verrà rimessa alla contrattazione collettiva . Anzi sarebbe auspicabile che i lavoratori della scuola spingessero anche in quella sede per un chiaro no all'aumento dell'orario di lavoro, lavoratori e lavoratrici che dovrebbero pretendere l'estensione delle 18 ore in tutti i gradi ed ordini di scuola.
Un passo importante, innovativo per questa società, che da lungo lunghissimo tempo non vedeva nelle scuole l'affermazione di momenti assembleari autoconvocati. Da Genova a Roma dalla Sicilia a Trieste, la comunità scolastica, studenti, docenti, personale Ata, genitori e semplici cittadini, si ritroveranno insieme per la realizzazione di una democrazia realmente partecipata e diretta.
La voce della comunità scolastica non potrà non essere ascoltata.

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