Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Iniziano i boicottaggi dei docenti, no alla funzione di coordinatore di classe





Le scuole italiane sono in movimento.
Da giorni, sia le assemblee dei lavoratori che i collegi docenti, da Trieste a Palermo, producono centinaia di documenti che hanno come scopo quello di mettere nero su bianco il no a tutte quelle attività che non sono obbligatorie per i docenti, ma semplicemente facoltative. Il tutto per dire no al PDL Aprea/Ghizzoni, all'Invalsi, alle violazione delle prerogative contrattuali.
Arrivano però voci, come sollevate da alcune realtà sindacali che più che tutelare i lavoratori sembrano voler tutelare i ruoli gerarchici nella scuola, che non si può rifiutare l'attività di coordinatore di classe.
Questo è un falso clamoroso.
Come prima cosa deve essere ricordato che quella del coordinatore di classe è una figura sui generis non prevista nell'ordinamento giuridico che caratterizza la vita scolastica del personale docente.
E' prerogativa del Dirigente scolastico quella di coordinare ma è pur vero che con atto scritto avente valore di delega, dopo aver previsto la scuola tale figura all'interno del POF, può conferire la detta funzione ad un docente che ha manifestato la disponibilità in tal senso.
Dunque può e disponibilità.
Non si deve e né è obbligatorio.
Il Coordinatore di classe di norma si occupa di varie attività come mantenere la collaborazione con gli altri docenti, verificare la regolare frequenza degli studenti, segnala i problemi che si possono verificare in una data classe . Spesso che si assume questa delega vive personalmente un ruolo di gerarchia improprio esplicando la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa.
Ma essendo una figura non obbligatoria, fondata sul principio della libera disponibilità, il docente in qualsiasi momento può produrre le dimissioni. La motivazione non è richiesta e non è neanche obbligatoria.
Il Dirigente scolastico se vuole imporre questa attività altra possibilità non ha che quella di emettere ordine di servizio, ma che rischia di essere palesemente illegittimo, per i motivi appena citati, incrementando dunque l'inevitabile contenzioso che verrà.
Ma se l'ordine di servizio verrà emanato probabilmente si verificherà anche una risposta collettiva all'intero della scuola medesima, poiché queste battaglie non sono più individuali ma collettive, finalizzate a ripristinare il carattere pubblico ad una scuola di stampo aziendalista.
Nessuna colpa potrà essere addebitata ai docenti se le scuole cammineranno con lentezza.
D'altronde una sana lentezza può essere utile per riflettere meglio sul ruolo dell'istruzione pubblica che vive una involuzione a dir poco preoccupante.

Marco Barone
xcolpevolex









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