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Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

Il coronavirus ha messo a nudo l'Italia fondata sulle diseguaglianze sociali

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In Italia subito dopo il fascismo e gli occupanti nazisti, il nemico numero uno da abbattere si chiamava comunismo. Il capitalismo doveva imporre il proprio ordine mondiale, i nemici di ieri, divennero gli amici di oggi, perchè in comune avevano il diavolo rosso, da fermare, ad ogni costo. E così fu. Anche nell'Italia dove il socialismo era sempre stato una minoranza al potere, ma un sentimento largamente diffuso nel Paese, tanto che si arrivò a dire che in Italia c'era il partito comunista più potente d'Occidente. Ci fu il '68, il '77 ma anche la marcia dei 40 mila. Nell'Italia dove le divergenze tra Nord e Sud erano potenti, marcate, sempre di più e che solo con il ventennio berlusconiano si ridurranno. Ma non perchè il Sud diventerà più ricco. Perchè il ceto medio diventerà sempre più sottile, perchè anche il ricco Nord inizierà a conoscere la crisi, e si avvicinerà al Sud.  Si impoverirà anche il ricco Nord Est. La mazzata delle mazzate verrà data poi...

Dal rogo dei libri in Polonia, al pane calpestato di Roma

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«Quando i libri vengono bruciati, alla fine verranno bruciate anche le persone» Questa è la frase che si può ancora oggi leggere a Berlino a Bebelplatz, in ricordo del rogo di 25 mila libri compiuto dai nazisti. Contro i libri del male. La frase è del poeta tedesco Heine. Anno 2019. In una Polonia sempre più invasata dall'odio reazionario, si bruciano dei libri. Addirittura quello di Harry Potter. Istigano al male. Sono blasfemi. Come blasfemo è l'essere omosessuale e dichiararsi tale, in Brunei vieni lapidato, in città come Trieste, al #gaypridefvg , il primo della sua storia, viene negata la centrale piazza dell'Unità, perchè non in linea quell'evento con lo spirito di chi oggi governa la città. Si calpesta il pane per i Rom, a Roma, c'è chi invoca il rogo, in un Paese in preda all'odio sociale. E chi festeggia quando i migranti diventano cibo per pesci. Non è una banale guerra tra poveri, non c'entra niente tutto ciò. Nel calcio ritorna il ...

In Italia si è sull'orlo di una "guerra civile" per i diritti civili

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No. Non ci saranno carri armati, F35, Mig, mitra o pistole. Ma parole, due visioni di società diverse, opposte, due espressioni di culture diverse, una progressista, l'altra reazionaria, che si fronteggiano e si scontreranno, pesantemente.Da un lato un ritorno al passato miserabile, dall'altro, una società degna di essere definita civile e rispettosa dei diritti umani. Due mondi opposti, incompatibili, inconciliabili. Quanto accaduto a Verona è un qualcosa di una gravità inaudita. Ha fatto il giro del mondo, dai principali media internazionali che hanno ben evidenziato come l'Italia e l'Europa stiano cadendo in una sorta di fascismo, in un medioevo culturale, spaventoso. Si mettono in discussione diritti sacrosanti, come l'aborto, l'autodeterminazione delle donne, in un Paese dove le donne sono vittime di violenze fisiche, morali, come non mai, e discriminazioni enormi. Si ritorna a parlare di dio, patria e famiglia come caposaldo della società, si ritorna a...

L'allarme OCSE, va evitata ulteriore recessione. "Economia globale affronta ostacoli sempre più gravi"

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Il comunicato dell'OCSE è chiaro. "Le prospettive economiche sono ora più deboli in quasi tutti i paesi del G20 rispetto alle previsioni precedenti. Le vulnerabilità derivanti dalla Cina e l'indebolimento dell'economia europea, associate a un rallentamento del commercio e della produzione globale, a un'elevata incertezza delle politiche e ai rischi nei mercati finanziari, potrebbero minare la crescita a medio termine solida e sostenibile a livello mondiale. " L'economica globale a rischio recessione?  I dati prevedono che l'economia mondiale crescerà del 3,3% nel 2019 e del 3,4% nel 2020. Le prospettive e le proiezioni coprono tutte le economie del G20. Invece, rendono noto che, "Le revisioni al ribasso delle precedenti previsioni economiche del novembre 2018 sono particolarmente significative per l'area dell'euro, in particolare la Germania e l'Italia, nonché per il Regno Unito, il Canada e la Turchia. " "L'...

Va recuperata la bellezza del territorio per ritrovare il senso del bene comune

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Anche dove c'è bruttezza, puoi trovare bellezza. Quella bellezza che è costituzionalizzata implicitamente nella nostra Grande Carta, ma se ne propose l'integrazione, espressa. Si deve ripartire dalla bellezza, dalla bellezza del territorio, spazzando via brutture, per recuperare quel senso del bene comune che abbiamo con grande colpa smarrito. Passo, dopo passo. mb

Sta per scoppiare un gran casino

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Sta per scoppiare un gran casino. Questa è la sensazione che si ha. Saranno timori totalmente infondati, speriamo. Siamo in balia di situazioni che sfuggono ad ogni controllo, non che mai avessimo avuto il controllo di chissà cosa, noi comuni mortali. Ma a guardare la direzione intrapresa dal mondo, ovunque, dalle cose di casa "nostra" a ciò che circonda casa "nostra, è come se il tutto fosse finito in una sorta di imbuto. Lo spazio si è ristretto. I nodi stanno per venire al pettine. In cosa consisterà questo gran casino, non lo so. La storia non si ripete mai allo stesso modo, pur avendo in comune diverse peculiarità con il passato. Ma quello che so, o che meglio si percepisce nell'aria, come quando senti l'odore di tempesta, è che questo gran casino lo senti arrivare. mb foto bussola

A Ronchi il commercio è in crisi?

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Non si può non vedere quello che sta accadendo. Da mesi. Quello che pare essere un deprimente effetto domino. Con cui fare i conti. Conti che avranno fatto sicuramente i commercianti prima di prendere la decisione di chiudere baracca, come si suol dire. Tirare giù la serranda. Anche per trasferirsi altrove. Da un lato ci sono stati annunci in pompa magna, come l'attesa apertura di una mega birreria in uno storico edificio nel centro di Ronchi. Se ne è persa traccia, come di qualche albero, tirato via, pare. Mentre ha aperto, pur senza tanta pubblicità, un ristorante sushi che ha fatto il boom nei primi giorni di attività. Ronchi è un paese di poco più 10 mila abitanti, noto perchè ospita lo scalo regionale, di cui è stato espropriato anche del nome, visto che si chiama Trieste Airport, un paese che non ha un corso, come tante altre località del FVG, ma che ultimamente qualche domanda deve farsela.Dalla desolante piazza Oberdan che attende una riqualificazione da tempo im...

Alla fine in Italia rimarranno solo le vacche sacre

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La Calabria ha dato il nome all'Italia ma l'Italia terra che potrebbe essere la regione più bella del mondo, la più bella del mondo non lo è.  Come può esserci bellezza in un Paese dove si registrano discriminazioni, razzismi, disumanità che si scagliono anche contro i bambini? Come può esserci bellezza in un Paese devastato dall'abusivismo edilizio, dalla cementificazione selvaggia e da un degrado sociale e culturale pazzesco? Un Paese dal quale i giovani fuggono, dove non c'è alcuna progettualità per il futuro, dove si passa il tempo ad andare alla ricerca del capro espiatorio perfetto, dove si è persa la voglia di fare e con le corde sempre più tese, mentre i paesi si svuotano. Tradizioni, chiusure, lamentazioni ereditate dalla teatralità greca e latina, piagnistei costanti, il farsi i cazzi propri, hanno favorito il marciume nel Paese che ha il primato di non avere solo una mafia, ma una pluralità di mafie che a stagione si passano il controllo del trono, ora l...

Dalla questione di Riace, al reddito di cittadinanza, ai migranti, all'Europa, come si è trumpizzata la politica italiana dal governo all'opposizione

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Calcio vetrina del Paese Il calcio è la vetrina dell'Italia. Si è detto e ripetuto quasi come fosse un dogma, un comandamento indelebile ed eterno inciso sulla roccia primitiva dall'ira di qualche divinità pagana. Il calcio italiano se la passa male, dai problemi cronici della Nazionale, ad una Serie B e LegaPro nel caos più totale ad una SerieA che a parte qualche eccezione miliardaria, si è schiantata a causa di mancanze di visioni, di progettualità e di governance pessime. Sì, in questo il calcio è la vetrina dell'Italia. Vi è una condizione, diciamo, di reciprocità.  Dove è finita la verità? Ma in questo momento storico si ha la sensazione che il tutto sia veramente ridotto ai limiti dell'assurdo e dell'accettabile, tanto che non si capisce più dove stia la verità, la menzogna, si è perso il lume della ragione. Buio profondo nella nostra maltrattata Italia. Si esaspera ogni cosa, ognuno tira l'acqua verso il proprio mulino, tra doppie morali e tu...

Un Paese senza spirito di umanità, è un Paese votato a quel male che pensavamo di aver sconfitto

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Le leggi sono leggi, ciò che è legale non è detto che sia legittimo. Anche le leggi razziali furono legali, ma non per queste furono legittime. Viviamo in un tempo dove le parole chiave sono legalità, disciplina, fermezza. Un tempo si sarebbe detto ordine e disciplina. Siamo lì. Si censura ciò che infastidisce, ciò che può sollevare anche un minimo risveglio della propria sopita coscienza, per chi la coscienza ancora la possiede, si bandisce ciò che non è conforme al proprio pensiero, intraprendendo la via del pensiero unico, e cercando di motivare il tutto tramite scusanti ridicole, perchè non hanno a volte neanche il coraggio di rivendicare le proprie azioni, rischierebbero di essere sbeffeggiati dal resto del mondo che ci guarda inorriditi. Non è un momento facile per l'Italia, un Paese dove il razzismo che è stato sempre un problema, ora è coperto e legittimato dal sentimento dominante diffuso, un Paese dove si arresta, casualmente alla vigilia del 3 ottobre, Giornata nazio...

Quell'ordinanza tutta italiana sulla birra calda da Bologna a Rimini da Pisa a Monfalcone

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Lotta al degrado con il pugno duro. Fermezza e amen. Che poi, casualmente, questi provvedimenti vadano a colpire soprattutto esercenti stranieri, sarà una casualità. Chissà cosa direbbe Homer Simpson sull'ordinanza della birra calda che da alcuni anni circola in Italia tra Bologna, Rimini e Pisa ed ora anche Monfalcone. Certo, diciamo che Bologna , con la nota via Petroni, traversa della storica via Zamboni e vicino alla piazza Verdi, cuore della zona universitaria, sono decenni che combatte una battaglia che ha portato alla fine dei conti alla militarizzazione della zona. Passando dall'ordinanza del divieto di vendere birra fredda con lo scopo di "contrastare l’abuso di alcol nella zona universitaria” imponendo ai negozi alimentari  la chiusura entro le 9 di sera, in un periodo che andava da luglio ad ottobre circa e vietando a tali esercizi che interessavano soprattutto attività gestite da stranieri in particolar modo dal Pakistan e Bangladesh, “di detenere bevande...

Quella nostalgia per un mondo in bianco e nero che non tornerà più

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Ultimamente vi è una moda in alcune località. Collocare delle foto in bianco e nero, che raccontano i luoghi di una volta, la società passata. Come a Grado, come prossimamente a Monfalcone e chissà ancora altrove. Foto piccole o grandi che vorrebbero fermare il tempo e raccontare ciò che è stato. Un salto nel passato, nostalgico, che non tornerà più. Foto che hanno un loro fascino, una loro storia, una loro bellezza, un loro senso e anche scopo. Che può essere turistico e anche politico. Il mondo di oggi è diverso, un mondo che corre verso i 10 miliardi di esseri umani, plurale, multietnico, che trasformerà i luoghi, le culture, le tradizioni, i contenitori cambieranno insieme ai contenuti. Ed allora  per alcuni forse  sarà anche meglio trovar riparo in qualche foto, in quel tipico e fumoso era una volta, c'era una volta. Già, c'era una volta, come iniziavano le favolette per bambini, che grazie al cielo non tornerà più. Così mentre percorrerai una strada che oggi fati...

Oltre 400mila km in autostop. Il record di Miran Ipavec

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Ha superato la bellezza di 400 mila km in autostop, lo sloveno Miran Ipavec. Tutto ebbe inizio negli anni '80. Un pollice alzato e l'avventura poteva avere inizio. Erano certamente altri tempi, era un mondo diverso, più sociale rispetto alla socialità virtuale di oggi. E questo mondo conosciuto dall'Italia alla Russia, attraversando tutta l'Europa, viene raccontato in modo giocoso, coinvolgente, e geniale, in quel museo in movimento, appunto dell'autostop,  che in questa estate ha fatto stop anche a Gradisca. Infatti, passeggiando per la bella cittadina friulana, vedi quel cartone ad altezza di uomo che ritrae una persona intenta a fare l'autostop. Uno zaino penzolante dal muro con delle scarpe ed una vetrina con esposti alcuni oggetti e scritto museo dell'autostop. Neanche il tempo di capire cosa fosse tutto ciò che questa persona, sorridente, con un cappello in testa, in inglese prima, italiano poi, ti invita ad entrare. Ed ...

Altro che aspettando Godot. Qui si aspetta una visione del futuro

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Prima o poi. Lo ripetiamo sempre. Giorno dopo giorno. Vivendo il presente, rimpiangendo un passato non vissuto,ognuno il proprio, non conosciuto, non riuscendo più a sognare o programmare o immaginare alcun futuro. Abbiamo una visione del futuro? Cosa farò? Dove andrò? Boh. Ed al boh son state anche dedicate delle canzoni. Non poteva essere altrimenti. Ci lamentiamo, ci incazziamo con chi ci ha ridotto in queste condizioni, ci consoliamo con il fatto che poteva andare peggio, alla pensione non ci pensi proprio per niente, perchè tanto sai che non l'avrai ma il punto è cosa accadrà quando arriverà il momento fatidico? Chi vivrà,vedrà. Viviamo così. Tra prima o poi e chi vivrà, vedrà, tanto così non dura, tanto crolla tutto, tanto e tanto e tanto. Aspettando non più Godot ma una visione del futuro.   Marco Barone

In FVG ci saranno gli alpini ad ogni guardia medica per proteggere i medici. Toccherà poi alla scuola?

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"Amico alpino accompagnami". Si chiama così il protocollo sottoscritto dal presidente dell'Ordine dei medici di Pordenone, dal direttore generale dell'Azienda per l'assistenza sanitaria n.5 pordenonese e dal presidente della sezione di Pordenone dell'Associazione nazionale alpini. Documento che consente di avviare una collaborazione per affiancare "due alpini ad ogni guardia medica impegnata nel turno notturno, con la finalità di ridurre il rischio per gli operatori sanitari di subire aggressioni o violenze" come si legge sul sito della Regione del FVG . Si tratta di intesta condivisa dal Prefetto, dal Questore e dai Comandanti dei Carabinieri e della Guardia di finanza. I dati comunicati sono effettivamente inquietanti. "Due operatori su tre nello svolgimento del proprio lavoro hanno subito un'aggressione violenta verbale o fisica e di questi il 70 per cento è donna." I motivi possono essere vari, dovuti anche ad un siste...

L'Italia è a pezzi come un narghilè smontato e abbandonato per le vie di Ronchi

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Camminando per le vie di Ronchi, che deve fare i conti con un degrado oramai tipizzato in tutta Italia, da Palermo a Torino, pensando alla situazione attuale dell'Italia, vedendo quel narghilè smontato, a pezzi e gettato lì in balia del nulla, l'immagine che ti si prospettava era effettivamente quella del nostro caro Paese. Un Paese a pezzi, da Nord a Sud, in declino, corrotto, devastato, maltrattato, con diseguaglianze e povertà non più nascoste, dove tutto è stato messo in discussione senza certezze, con laureati che vanno a far lavori dove il titolo richiesto poteva essere il diploma di scuola, con persone senza titolo che vanno al governo del Paese, tra nepotismo e clientelismo, disoccupati, buche, erba incolta in ogni ovunque. Comuni senza soldi, disoccupati, inattivi, un Paese dove neanche gli immigrati vengono più, dove non si nasce in più, dove del pronto soccorso è rimasto solo il titolo, perchè la lentezza è la normalità, ma in un mondo dove si vive con frenesia...

Ma come è giusto chiamare le città dei vari Paesi? Nella loro lingua o nella propria lingua?

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Roma deve essere Roma oppure può essere anche Rome? Oppure  Rom ? Berlin è giusto chiamarla Berlino? E Paris è giusto chiamarla Parigi? Marseille, Marsiglia? E Napoli perchè deve diventare Naples? E Venezia diventa Venice o Venise o Venedig ?   Anche perchè tale questione riguarda poi i nomi delle città più importanti. Perchè difficilmente città minori saranno caratterizzate da questi processi di adattamento linguistico. Il punto è, per rispetto della storia e delle identità dei luoghi,  se questi luoghi vanno chiamati nella loro lingua "madre", facendo salve le identità delle varie minoranze linguistiche tutelate dalla legge, oppure è giusto l'uso e costume di quella globalizzazione che ne storpia il nome per ragioni di convenienza e praticità e per marchiare con la propria lingua la lingua altrui?  Marco Barone

In una società senza rispetto e in un Paese in declino non poteva che arrivare il governo più destro di sempre

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In un Paese in declino come il nostro, massacrato da orrori politici del passato più recente in estrema continuità, dalla corruzione, dalle mafie, dal non senso del bene comune, non poteva che arrivare il governo più destro di sempre. Nulla di straordinario. E chi ha favorito questa situazione e si candida eventualmente ad esercitare l'opposizione in Parlamento in modo intransigente farebbe miglior figura a tacere, a star zitto, o zitta, visto che le responsabilità principali, se ci troviamo in questo stato, sono proprio di costoro. Di un gruppo di potere diventato oggi minoranza, che ha mandato l'Italia e gran parte degli italiani in rovina e che rischia l'estinzione come quella dei dinosauri, solo che i dinosauri li rimpiangerai, alcuni di costoro proprio per niente.  A furia di rincorrere le destre, di emularle, l'originale ha prevalso e non poteva che prevalere. Il razzismo, la xenofobia, l'intolleranza, l'odio, hanno autostrade spianate per govern...

Nella società senza rispetto dove internet ha rotto ogni freno

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Zero. Cioè nulla, niente, nihil, nada. Non è una questione di autorità, che spesso si mescola con l'autorevolezza passando dal rispetto, sarebbero tre questioni distinte se non separate. Ci può essere autorità ma senza autorevolezza, ci può essere autorevolezza senza autorità, ci può essere rispetto senza autorevolezza o autorità. Dipende da tante questioni. Internet ha rotto i freni inibitori. Ora tutto è accessibile a qualsiasi età. La volgarità è una costante, la normalità. Non si rispetta più il ruolo che l'individuo può esercitare nella società, pensiamo a quello del docente, del medico, delle forze dell'ordine, del giudice, del giornalista, dell'avvocato, dell'operaio dell'essere semplicemente cittadino. Non importa chi tu sia o non sia. Non si rispetta l'essere umano in quanto tale.  Stiamo tornando anche alla legge del branco, che si espande ovunque. Perchè con internet tu sei il tuo dio, tu devi essere sempre al centro dell'attenzione, de...

Fatti i cazzi tuoi, ca campi cent'anni, mai detto più sincero ci fu nell'Italia di ieri e di oggi speriamo non di domani

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Altro che un bel tacer non fu mai scritto» o «il bel tacer non fu mai scritto, Fatti i cazzi tuoi, ca campi cent'anni. Questo è il vero motto dell'Italia di ieri, di oggi e si spera non del domani. Non vedo, non sento, non parlo,  un detto che rappresenta tre scimmie, le tre scimmie sacre anche se poi in realtà sarebbero quattro ed hanno anche dei nomi. Si racconta di "Mizaru", “scimmia che non vede”, "Kikazaru", “scimmia che non sente il male” e "Iwazaru", “scimmia che non parla del male”, "Shizaru" la quarta scimmia, quella non sempre presente che a detta di molti simboleggia il principio del “non compiere il male”ì e viene  raffigurata con le mani incrociate verso il basso. L'Italia per la sua cultura è da tempo millenario,ancor prima della nascita dell'Italia politica, caratterizzata dal motto tutto nostrano che nella sua semplicità e banalità è di una profondità unica e poeticità volgare notevole. Quel fatti i cazzi t...