Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

A novembre previsti oltre 90 scioperi


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Nel solo settore del pubblico impiego si registrano oltre 90 scioperi.
Da semplici scioperi di che riguardano singole vertenze di piccole realtà cittadine a grandi eventi di rilevanza nazionale, come lo sciopero europeo del 14 novembre, proclamato dai Cobas in Italia, a cui ha aderito ora anche la CGIL ma con solo 4 ore di sciopero, a quello potenzialmente unitario nel solo settore della scuola del 24 novembre.
I luoghi di lavoro sono in movimento.
Assemblee anche autoconvocate dai lavoratori per i lavoratori, forme di boicottaggio, rifiuto di svolgere attività non obbligatorie e non dovute, insomma lo sciopero con tutte le sue varie articolazioni, nonostante tutto, resiste.
La politica istituzionale non è più rappresentativa della volontà popolare.
Recentemente la risata di alcuni giornalisti ha travolto, in modo ironico, il commento freddo del Premier Monti, sulla questione spread.
Parla l'ex Premier Berlusconi e lo spread sale.
Ma vi è poco da ridere.
I mercati e la finanza governano il sistema Italia.
Saranno loro, anche con il ricatto dello spread, a decidere chi dovrà governare questo Paese.
Se il candidato destinato a vincere le politiche  od il vincitore delle elezioni non sarà di loro gradimento, son certo che assisteremo ad un nuovo attacco da parte della finanza speculativa sulla sovranità popolare oggi assopita.
Eppure chiunque andrà a governare dovrà soddisfare i vincoli di bilancio come imposti dall'Unione Europea.
Dunque pochi, pochissimi margini di intervento variabile.
Da ciò si desume, cosa ben compresa nei luoghi di lavoro e confermata anche dal forte dato dell'astensionismo elettorale siciliano, che il voto sarà, se le cose non muteranno, inutile.
Una delegittimazione popolare forte caratterizzerà il futuro governo, così come delegittimato è l'attuale governo.
Ma i lavoratori protestano.
Lo sciopero è uno strumento, non un fine.
Si passa lentamente dallo sciopero collegato a singole e specifiche rivendicazioni allo sciopero politico.
Il fine è e non può che essere un diverso sistema sociale.
Demagogia? 
No, la verità laica e sociale.


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