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I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Sciopero per la libertà d'informazione. Per una settimana non compriamo i quotidiani

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Chiedo la diffusione, se condiviso, di questo appello. E' innegabile che la libertà d'informazione, come attuata e vigente in Italia, sia una libertà relativa. Relativa perché ogni quotidiano ha un proprio editore che risponde all'interesse di una data lobby economica e di potere e si arroga il diritto di informare. Diritto concesso dalla società. Relativa perché la notizia viene governata per fini di potere. Relativa perché la stampa che condiziona l'opinione pubblica governando la notizia è piegata al volere predeterminato non rispettoso di quella oggettività che dovrebbe fondare il tempio dell'informazione. Libertà di informare, di essere informati. Una libertà legata al concetto del profitto, una libertà schiavizzata dal sistema. Chi pretende di informare i cittadini, si assume una enorme responsabilità sociale, etica e morale. Chi può farlo è colui che ha mezzi e strumenti economici. Ed ovviamente indirizza l'opinione pubblica ver...

Se le primarie del Pd “sospendono” la lotta

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24 novembre. Una data attesa, non disattesa dalla voglia di chi crede che un mondo migliore sia possibile, disattesa invece da chi, per ragioni ovvie e politiche, ha addomesticato il conflitto sociale che velocemente piombava verso una tensione a dir poco esplosiva. Appelli e timori, ed alla fine, rispetto al 14 novembre, si sono registrate in sostanza la metà della metà dei manifestanti in piazza. Per esempio a Trieste dai 3000 reali del 14 novembre si è passati ai 600 reali del 24 novembre. Così come accaduto nel resto d'Italia. Certo i numeri sono importanti, sono lo specchio del dissenso o del consenso, ma nello stesso tempo devono indurre alla riflessione seria. E' emersa una copertura mediatica eccezionale, i Cobas, per la prima volta dopo anni di pessima informazione e censure, hanno avuto una visibilità incredibile, oltre ogni previsione. La Cgil è sparita dalle piazze, non ha partecipato al corteo con gli studenti, ma non è stata l'unica. Vuoi ...

Per il Ministro dell'Interno c'è il "pericolo" di rivoluzione?

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Non esiste un concetto definito di rivoluzione, perché la rivoluzione è in permanente evoluzione e definire la rivoluzione vorrebbe semplicemente significare la fine stessa della rivoluzione. Il termine rivoluzione ultimamente è stato utilizzato per vari eventi politici e sociali rilevanti, come la Primavera Araba, la prima elezione di Obama alla guida degli Usa, ma anche per semplici spot pubblicitari. A parer mio la rivoluzione altro non è che la rottura di quelle catene che legano una moltitudine di individui ad una collettività amorfa adattata all'ordine sociale ed economico come imposto da una cerchia elitaria indirizzante l'equilibrio sociale oggi esistente. Equilibrio fondato sulla non equità, sulla non solidarietà, sull'austerità, sull'ingiustizia sociale. La rivoluzione dovrebbe mirare alla realizzazione di un sistema sociale fondato sull'equità, solidarietà e giustizia sociale rispettosa dei diritti umani. Già, perché oggi giorno il conc...

Forze dell'Ordine: quanto è utile il codice identificativo?

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Il Capo della Polizia, nella sua breve intervista a Ballarò, ha dichiarato che l’abbraccio tra il poliziotto e lo studente mi sembra una scena bizzarra. Questa frase lascia ben intendere quale sia la situazione, ognuno ha i suoi ruoli, il suo lavoro, i suoi doveri. L'unione pacifica tra forze dell'ordine e manifestanti difficilmente potrà divenire realtà, nonostante sia evocata da molti, confidando nello spirito proletario che caratterizzerebbe le componenti che si confrontano o scontrano in piazza. Lo stipendio da sopravvivenza non basta da solo per unire le componenti sociali. Ma è chiaro che se un giorno questa svolta avverrà sarà ed altro non sarà che per la realizzazione di un vero processo rivoluzionario. Ma ritorniamo con i piedi per terra, ritorniamo alla realtà italiana, ritorniamo al disastro sociale, economico destinato a peggiorare nel 2013, l'anno delle rivolte e dalle immense tensioni sociali. Quello che ora stiamo vivendo è solo un pi...

Dopo il 14 novembre la Polizia è in “movimento”?

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Dopo il 14 novembre qualcosa di diverso si è innescato in questo non più Bel Paese. E' singolare, ma non deve stupire, che il tutto parte in particolar modo dalle dure proteste del settore della Scuola, dell'Università, dai luoghi ove è in itinere, con la complicità di tutte le forze politiche istituzionali, un vero processo di distruzione del sapere critico e del futuro lavorativo per intere generazioni. Se da un lato arrivano provocazioni governative a dir poco autoritarie, come l'estensione del DASPO, acronimo di D ivieto di A ccedere alle manifestazioni SPO rtive , per le manifestazioni politiche e sociali, che dovremmo chiamare dunque DAMPOS ( Divieto di Accedere alle Manifestazioni Politiche e Sociali), ricordando che potrebbe essere esteso anche nei confronti di soggetti minori di anni 18, che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età (in tal caso, il divieto è notificato a coloro che esercitano la patria potestà), dall'altro, forze di polizia e mani...

Dopo le 24 ore ore è il momento dei docenti “inidonei” e del Pdl Aprea/Ghizzoni

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Quando la scuola si mobilita la politica trema. Vuoi perché è un bacino elettorale a dir poco rilevante, vuoi perché ora si è in campagna elettorale, vuoi perché la determinazione di chi protesa, in modo legittimo e variegato, smuove le acque dormienti di una passività che sembrava regnare sovrana. A pochi giorni dallo sciopero generale del 14 novembre, e dopo vari giorni di mobilitazione, che comunque continueranno, arriva la proposta di annullare quella violenza non solo contrattuale ma anche verso ogni diritto degno di tal nome. Ma fino a quando non verrà approvato il testo della Legge di Stabilità, fino a quando non verrà formalizzato nero su bianco il tutto, con la volontà effettiva e reale di cestinare sia oggi che per l'avvenire anche in sede contrattuale l'aumento dell'orario di lavoro del personale scolastico, vi è poco da brindare anche perchè alla fine dei conti si toglieranno fondi sempre alla scuola per evitare quella nefandezza giuridica e sosta...

A novembre previsti oltre 90 scioperi

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--> Nel solo settore del pubblico impiego si registrano oltre 90 scioperi. Da semplici scioperi di che riguardano singole vertenze di piccole realtà cittadine a grandi eventi di rilevanza nazionale, come lo sciopero europeo del 14 novembre, proclamato dai Cobas in Italia, a cui ha aderito ora anche la CGIL ma con solo 4 ore di sciopero, a quello potenzialmente unitario nel solo settore della scuola del 24 novembre. I luoghi di lavoro sono in movimento. Assemblee anche autoconvocate dai lavoratori per i lavoratori, forme di boicottaggio, rifiuto di svolgere attività non obbligatorie e non dovute, insomma lo sciopero con tutte le sue varie articolazioni, nonostante tutto, resiste. La politica istituzionale non è più rappresentativa della volontà popolare. Recentemente la risata di alcuni giornalisti ha travolto, in modo ironico, il commento freddo del Premier Monti, sulla questione spread. Parla l'ex Premier Berlusconi e lo spread sale. Ma vi ...