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Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Andare avanti con il passo del gambero..c'erano una volta i bunker della guerra fredda e GLADIO

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L'organizzazione GLADIO fu voluta non tanto dalla NATO ma dagli americani per costituire un gruppo paramilitare, clandestino e incostituzionale, di migliaia di persone, prevalentemente civili, pronto ad intervenire in caso di invasione da parte dei comunisti jugoslavi od eventualmente sovietici. Come la storia ha insegnato non ci fu alcuna invasione, ma i rapporti tra pezzi di GLADIO e la strategia della tensione rimangono una delle pagine più nebulose della storia repubblicana italiana su cui probabilmente non ci sarà mai piena verità. Collisioni tra massoneria, servizi deviati, neofascisti, con l'obiettivo unico di non consentire l'avanzata del comunismo in Italia ed in Europa, perchè Stay Behind era presente ovunque non solo in Italia, ma quello che accadde in Italia non ebbe eguali nel resto d'Europa.    Attraversando il Carso, devastato dalle trincee, può capitare di imbattersi anche in  alcuni bunker della guerra fredda che dovevano essere utilizzati per cercare d...

Quelle tensioni sul confine tra americani e jugoslavi

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Anno 1945, l'esercito di liberazione jugoslavo si era ritirato dai territori liberati il primo maggio del 1945 e poi occupati e amministrati fino al 12 giugno di quell'anno con le vicende storiche ben note. La situazione al confine era tesa, tanto che verso la metà di dicembre del 1945 si registrarono degli scontri tra jugoslavi e americani. Si raccontava ad esempio dell'uccisione di un Maggiore americano, si raccontava che a Tolmino due ufficiali americani, mentre andavano a caccia, vennero respinti dai partigiani di Tito. Nella notte dal 14 al 15 dicembre — sempre secondo l' agenzia d'informazione americana — si erano presentati al posto di guardia presso il ponte di Lucinico circa trecento soldati di Tito, armati. Tre soldati americani di guardia al posto di blocco informavano telefonicamente della critica situazione i comandi superiori Nella velina si legge che "sopraggiungevano immediati rinforzi che si aggiravano su una cinquantina di indivi...

Il varo della Hague. La prima delle tre motonavi per conto degli USA, realizzata a Monfalcone

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Siamo nel mese di marzo del 1932.  Nei cantieri dell'Adriatico di Monfalcone si sta svolgendo un pezzo di storia. Il varo della prima delle tre motonavi per conto degli USA, la Hague, che batterà la bandiera  della città libera di Danzica. Costruita per la Baltisch-Amerik Petroleum Import G.m.b.H. di Danzica e batteva bandiera "Città Libera di Danzica" anche se al momento del varo a Monfalcone in realtà sventolava la bandiera americana. Siamo nell'Italia fascista, che solo due anni prima aveva varato la nave per l'Unione Sovietica, il bellissimo Vladivostok , ed ora invece vara una nave per i capitalisti americani. A dimostrazione di come il mondo degli affari vivesse di una filosofia politica tutta propria. La città libera di Danzica ebbe vita breve con questo status, contesa dalla Polonia da un lato, dalla Germania dall'altro, creata nel 1920, cessò di esistere con l'invasione della Polonia da parte della Germania nazista all'inizio della seconda g...

Trieste e la sua maledizione della guerra fredda

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  Dai tempi dell'antica Tergeste, Trieste, ha costruito nel bene o nel male il suo futuro intorno al porto. Città portuale, città che sa mescolarsi, contaminarsi, ma che ha conosciuto nel corso della sua lunga storia anche delle nocività di cui ancora oggi se ne intravedono le conseguenze. Il passato che resiste, il futuro che quando sta per arrivare, quando stai per agguantarlo, hai sempre la sensazione che ti stia per scappare di mano. Città che vive la sua maledizione della guerra fredda. Si rischiò quasi la terza guerra mondiale per Trieste, nel mondo diviso tra due blocchi, con la Jugoslavia che quando ruppe con l'Unione Sovietica, divenne terra cuscinetto tra il blocco occidentale e quello sovietico. Città contesa, città divisa, città che rischia di uscirne stritolata dalla nuova guerra fredda. Si è parlato in questi giorni del fatto che la nuova via della seta è in totale fase di stallo. Ed il quadro è ulteriormente peggiorato con l'aggressività americana che sta ce...

Dopo Biden,38 membri del Congresso americano chiedono di rivedere i rapporti con l'Egitto.Troppe violazioni dei diritti umani

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Se vincerà le elezioni Biden forse qualcosa in Egitto cambierà, questa è la speranza di molti, stante il fatto che il candidato dei democratici ha scritto nero su bianco chiaramente che l'assegno in bianco per la dittatura egiziana non ci sarà più. Dopo la condanna a 15 anni nei confronti di Bahey el-Din Hassan , si muove qualcosa di importante nuovamente dall'America. Con firme eccellenti. Come quella di  Adam Smith (D-Wash.), Presidente della Commissione per i servizi armati della Camera, comunemente noto come Comitato per i servizi armati della Camera, è un comitato permanente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ed è responsabile del finanziamento e della supervisione del Dipartimento della Difesa (DOD) e delle Forze Armate degli Stati Uniti.  O quella di Ted Deutch (D-FL), presidente della sottocommissione per gli affari esteri della Camera su Medio Oriente, Nord Africa e terrorismo internazionale che insieme a 38 altri membri della Camera, iniziativa che n...

Alta tensione tra USA ed Egitto per gli aerei militari che l'Egitto compra dalla Russia. Pronte le sanzioni

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Delle avvisaglie c'erano già state nel 2019, quando dall'Egitto trapelò la notizia della firma di un contratto con la Russia di Putin, un contratto da 2.7 miliardi di dollari circa, per l'acquisto di 26 Sukhoi Su-35 multi-ruolo. La consegna doveva iniziare nei primi mesi del 2020-2021. A causa del problema coronavirus pare che la consegna dei primi mezzi avesse subito un ritardo. Circolano notizie che un primo lotto di cinque aerei sarebbero stati consegnati dalla Russia, all'Egitto, l'Egitto vorrebbe realizzare due squadroni d'attacco con questi potenti mezzi aerei russi che possono competere con quelli americani e si consoliderebbe così la supremazia egiziana in quell'area strategica. Ricordiamo che l'Egitto è tra i dieci eserciti più potenti al mondo, e vanta attualmente  poco più di 1000 mezzi aerei militari, di cui 300 circa dedicati totalmente all'attacco. Il congresso americano sembra intenzionato a non mollare la presa e a sanzionare l...

L'esercito egiziano pronto ad entrare in Libia dopo la telefonata Al Sisi Trump. Il parlamento autorizza

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È stata la prima seduta segreta di questa legislatura del parlamento egiziano. Seduta che segue alla telefonata tra Trump ed il dittatore Al Sisi. Il Parlamento egiziano ha autorizzato l'esercito egiziano ad entrare in Libia, cosa che era stata richiesta dal parlamento libico. Ricordiamo che l'Egitto ha fatto già una importante esercitazione militare alle porte della Libia e dopo che Al Sisi ha dichiarato Sirte come la zona rossa, il rischio di una guerra contro la Turchia per contrastare il governo di Tripoli è elevato.  Va detto che in Egitto vige una dittatura ed il mandato del Parlamento è solo fumo negli occhi, era scontata l'autorizzazione ad intervenire in Libia stante il fatto che questo era il volere del generale Al Sisi in un Paese retto da una dittatura militare, tanto che ora i militari possono anche candidarsi alle elezioni, d'altronde se il presidente egiziano ha preso il potere con un colpo di stato, viene solo da ridere pensare che in Egitto possa minim...

Come il Dipartimento di stato americano riporta le notizie sull'omicidio di Giulio Regeni

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Come è noto l'Egitto nato dal colpo di stato del luglio del 2013, in relazione alle rivolte del 30 giugno, che porteranno Morsi in galera e Al Sisi al potere, è deliberatamente sostenuto dall'Italia, è più che mai allineato con l'Arabia Saudita ed in stretti rapporti con gli USA. Attualmente l'Egitto viene etichettato dagli americani al livello di sicurezza 2 su 4. Si sottolinea nei siti governativi americani che la legge locale egiziana proibisce di protestare o di manifestare senza un permesso. Scrivono che "essere vicini alle proteste antigovernative può attirare il controllo della polizia e delle forze di sicurezza egiziane. I cittadini statunitensi sono stati arrestati per aver partecipato a proteste e per aver pubblicato contenuti sui social media percepiti come critici nei confronti dell'Egitto o dei suoi alleati". Parlano del rischio di terrorismo, ma tutto ciò per gli americani non è idoneo ad alzare il livello di rischio in Egitto. Quell...

Volando ad Atlanta, l'aeroporto più importante al mondo per numero di passeggeri

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Mi scrivono da Atlanta city nello stato della Georgia, chiedendo di dare spazio ad un sito, non ufficiale, che racconta della storia del loro magnifico aeroporto. Ciò dopo aver letto alcuni post di questo blog dove si raccontava di alcuni scali aeroportuali, tra cui quello di Atlanta. Il sito in questione è ATL- Airport , e in segno di gemellaggio, mettiamola così, non si può che segnalarlo. Quello di Atlanta è l'aeroporto più importante al mondo per traffico di passeggeri, arriva ad accogliere oltre 100 milioni di passeggeri, più 250. 000 passeggeri al giorno e oltre 900 mila voli. Una roba mostruosa, impressionate. E pensare che questo scalo, come si racconta nel sito internet in questione, prima di diventare quello che è oggi, una realtà incredibile in cui si trova l'Aeroporto di Atlanta Hartsfield Jackson, in passato fu una superstrada di Atlanta e una pista abbandonata.     Realizzata dal fondatore della Coca-Cola e sindaco di Atlanta nel 1909 su quell...

Quando Trump mise un like ad un post che invitava ad iniziare una guerra per evitare l'impeachment

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Continua nei social ad essere la parola più diffusa, #WWIII o #TrumpWar oltre che a #IranUSA. D'altronde le recenti dichiarazioni da parte iraniana hanno fatto ben intendere quale sarà la loro politica, occhio per occhio, dente per dente. Una guerra iniziata dagli americani, a colpi di droni e missili, che pretendono di essere dalla parte giusta della storia e minacciano ritorsioni pesantissime se l'Iran oserà fare quello che qualsiasi Paese sarebbe tenuto a fare quando subisce una dichiarazione di guerra. Difendersi, colpendo. Insomma, si rischia una spirale difficile da controllare che richiama per alcuni aspetti quanto accaduto più che con la seconda guerra mondiale, con la prima guerra mondiale. In ogni caso, se dovesse scoppiare la terza guerra mondiale, statene certi, non saremmo qui a raccontarla nei social, perché sarà distruzione totale. Mentre l'America rischia di trascinare anche i Paesi colonizzati, in situazioni di alta tensione, come l'Italia, che far...

Via gli americani dal FVG. Va chiusa la base militare di Aviano

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Dagli anni '50 è la base NATO in FVG, e la si ricorda soprattutto per i bombardamenti in Serbia nella guerra degli anni '90. L'Italia, ancora oggi, continua a pagare il prezzo della seconda guerra mondiale. L'essere stati trascinati in una guerra catastrofica dalla vigliacca dittatura fascista. Quella guerra l'abbiamo persa, ma il prezzo lo abbiamo pagato. Non si può continuare a distanza di oltre 70 anni continuare ad essere un feudo degli Stati Uniti d'America. Ciò non è sintomo di garanzia di libertà, ma di neutralizzazione della nostra indipendenza e sovranità costituzionale territoriale. Siamo pieni in FVG di armi nucleari ed ospitiamo una base militare che mina la sicurezza del nostro territorio stante anche le solite scellerate iniziative made in USA. Il rischio della guerra con l'Iran ne è l'ennesima prova. E ciò conferma l'urgenza di dire una volta per tutte via gli americani dal FVG con la chiusura della base militare di Aviano. Per rit...