Dopo Biden,38 membri del Congresso americano chiedono di rivedere i rapporti con l'Egitto.Troppe violazioni dei diritti umani
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O quella di Ted Deutch (D-FL), presidente della sottocommissione per gli affari esteri della Camera su Medio Oriente, Nord Africa e terrorismo internazionale che insieme a 38 altri membri della Camera, iniziativa che nasce dal mondo dei Democratici, sollecitando il Segretario di Stato Mike Pompeo a rivedere i rapporti con l'Egitto a causa dell'evidente e ripetuto mancato rispetto degli standard sui diritti umani. I firmatari della lettera sono i seguenti membri del Congresso americano:
Adam Smith, Ted Deutch, Eliot Engel, James P. McGovern, Adam B. Schiff, Ruben Gallego, Barbara Lee, Jamie Raskin, David E. Price, Ilhan Omar, Donald S. Beyer Jr. , Alcee Hastings, Jim Cooper, Ro Khanna, Susan Wild, Bobby L. Rush, Steve Cohen, David Trone, Stephen F. Lynch, Jan Schakowsky, Tom Malinowski, Cheri Bustos, Alan Lowenthal, Thomas R. Suozzi, Eleanor Holmes Norton, Maxine Waters, Gerald E. Connolly, Rashida Tlaib Betty McCollum, Bonnie Watson Coleman, Pramila Jayapal, Adriano Espaillat, Juan Vargas, William R. Keating, Karen Bass, Veronica Escobar, Lois Frankel, Emanuel Cleaver, II, Brenda Lawrence, Gregory W. Meeks.
Nella lettera
firmata da 38 membri della Camera si evidenzia sin dalla
premessa la preoccupazione per le "significative
continue mancanze di diritti umani e di un giusto processo" da
parte delle autorità egiziane, sottolineando l'uso da parte
dell'Egitto della detenzione arbitraria e della reclusione, anche
contro cittadini statunitensi e altri con stretti legami con gli
americani. E si esortano le massime autorità americane a
utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per considerare
l'Egitto responsabile del mancato rispetto degli standard sui
diritti umani e porre fine alla detenzione arbitraria di cittadini
statunitensi, e di individui con stretti legami con l'America e di
altri detenuti arrestati per ragioni politiche.
Si
riportano alcuni casi come quello di Mohamed Soltan la cui
famiglia è stata presa di mira dalle forze di sicurezza egiziane in
raid e diversi dei suoi parenti sono stati arrestati. Si cita il caso
di Nora Younis, la direttrice del sito di notizie Al-Manassa ed ex
giornalista del Washington Post, e Sanaa Seif, un'attivista per i
diritti umani, entrambe arrestate. I membri della famiglia di Seif e
Soltan, compreso il padre di Soltan, rimangono in prigione. Inoltre,
l'Egitto, denunciano i democratici, non ha ancora risolto
adeguatamente il caso dell'americana April Corley, ferita in un
orribile attacco dell'esercito egiziano nel 2015.
Si
ricorda il caso di Mohamed Amashah e Reem Desouky rilasciati
all'inizio di quest'anno, ma la continua detenzione arbitraria e la
detenzione di individui è inaccettabile. Amashah è stato detenuto
per 486 giorni e Desouky per 301 giorni prima di essere rilasciato.
Il loro rilascio è seguito alla tragica morte del cittadino
statunitense Moustafa Kassem nel gennaio di quest'anno, morto dopo
uno sciopero della fame per protestare contro la sua prigionia e le
condizioni di detenzione disumane. Nel 2018, Kassem era stato
condannato a 15 anni di carcere. Oppure si parla del caso di Ola
al-Qaradawi e Hosam Khalaf, una coppia con lo status di
residente permanente legale negli Stati Uniti, rimasta incarcerata in
custodia cautelare senza accuse formali per oltre tre anni. E
la lettera si conclude sulla questione che poi alla fine è quella
che pesa di più nei rapporti tra gli americani e gli egiziani.
Quelli economici e militari. Si legge "Nel disegno di legge
sugli stanziamenti per l'anno fiscale 2020, il Congresso ha
trattenuto $ 300 milioni di fondi del Programma di finanziamento
militare destinato all'estero fino a quando non si certifica che il
governo egiziano adotterà le misure efficaci per migliorare i
diritti umani, rilasciare i prigionieri politici e fornire ai
detenuti il giusto processo. Recenti azioni dimostrano che
l'Egitto non riesce ancora a compiere "passi concreti ed
efficaci" per compiere progressi in queste materie".
Concludendo, rivolgendosi al Segreratio degli USA di chiarire al
governo egiziano che relazioni di sicurezza più strette e legami
bilaterali sono condizionati dal miglioramento della situazione dei
diritti umani in Egitto.
Insomma, qualcosa si muove da parte del mondo USA verso la dittatura egiziana e ciò magari potrà essere di auspicio anche per come l'Italia si comporterà con l'Egitto, visto che se gli americani cambieranno rotta e rivedranno i rapporti con la dittatura egiziana, gli italiani non potranno sicuramente continuare a fare finta di nulla, stante la dipendenza ed i rapporti che esistono dalla fine della seconda guerra mondiale tra il nostro Paese e gli americani.
mb
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