Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Alta tensione tra USA ed Egitto per gli aerei militari che l'Egitto compra dalla Russia. Pronte le sanzioni

Delle avvisaglie c'erano già state nel 2019, quando dall'Egitto trapelò la notizia della firma di un contratto con la Russia di Putin, un contratto da 2.7 miliardi di dollari circa, per l'acquisto di 26 Sukhoi Su-35 multi-ruolo. La consegna doveva iniziare nei primi mesi del 2020-2021. A causa del problema coronavirus pare che la consegna dei primi mezzi avesse subito un ritardo. Circolano notizie che un primo lotto di cinque aerei sarebbero stati consegnati dalla Russia, all'Egitto, l'Egitto vorrebbe realizzare due squadroni d'attacco con questi potenti mezzi aerei russi che possono competere con quelli americani e si consoliderebbe così la supremazia egiziana in quell'area strategica. Ricordiamo che l'Egitto è tra i dieci eserciti più potenti al mondo, e vanta attualmente  poco più di 1000 mezzi aerei militari, di cui 300 circa dedicati totalmente all'attacco. Il congresso americano sembra intenzionato a non mollare la presa e a sanzionare l'Egitto. Gli americani possono sorvolare sulle violazioni costanti dei diritti umani in Egitto, ma sulle questioni militari no, non sorvolano. Così funziona il mondo.
Se ciò dovesse accadere significherebbe una rottura dei rapporti tra Egitto e USA ed un chiaro avvicinamento della dittatura egiziana di Al Sisi a quella russa di Putin. D'altronde Trump difficilmente verrà rieletto e già Biden ha dichiarato chiaramente che l'epoca dell'assegno in bianco per Al Sisi è finito. Il mondo che sta armando l'Egitto prima o poi qualche domanda dovrà farsela, perchè non solo in quel Paese i militari sono al potere, tenendo in ostaggio 100 milioni di persone, con tutti i meccanismi tipici delle dittature, ma anche perchè quel potere militare prima o poi l'Egitto lo farà valere anche oltre i propri confini. Il teatrino libico al momento ne è stata solo una ridicola messa in scena, ma qualche segnale dovrebbe darlo a chi non ha il prosciutto sugli occhi. L'Egitto si sta armando per diventare la principale forza militare di quell'area e continuare ad essere di supporto soprattutto per l'Arabia Saudita, in quel triangolo di fuoco che va dall'Israele all'Iran, e non si esclude che gli egiziani si stiano preparando ad affrontare una guerra che li vedrà protagonisti. Ricordiamo che tra i Paesi che stanno armando l'Egitto, oltre alla Russia in prima fila c'è anche il nostro Paese.

mb

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