Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

 

Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte? Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte. Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate per essere riconosciuto, e il ricco ha bisogno dell'arte per apparire, per mostrare la propria egemonia culturale ed economica. E allora cosa succede? Succede che se tu riesci a entrare nella cerchia giusta... beh, a quel punto anche un coniglietto scarabocchiato a mano, disegnato proprio come lo traccerebbe uno che di arte non sa assolutamente nulla... ecco, persino quel disegno diventa un capolavoro! Perché l'arte, alla fine, non si discute: l'arte la si vive! Ognuno avrà i suoi gusti, ci mancherebbe altro. Ma quello che conta, e di cui oggi abbiamo un bisogno disperato, è proprio questo: il senso della bellezza, la ricerca di qualcosa che sia capace di lasciarci a bocca aperta, di stupirci e di aprirci, finalmente, la mente.  Pensiamo ad esempio a Donatello,figlio di un umile cardatore di lana, venne sostenuto fin da giovane dai Medici, che gli garantirono commissioni e protezione per tutta la vita, elevandolo al vertice della scultura fiorentina, a  Cézanne: Per decenni   era stato considerato un pittore mediocre o una "eccentricità" provinciale, rifiutato dai Saloni ufficiali e ignorato dal pubblico. Vollard visitò il suo studio, acquistò decine delle sue tele a basso costo e organizzò nel 1895 la sua prima mostra personale. Quell'atto di intuizione borghese e fiuto commerciale trasformò un ritirato pittore di campagna nel "padre dell'arte moderna" a  Pollock: Agli inizi degli anni '40, Pollock era un giovane lavoratore precario, con gravi problemi di alcolismo e sconosciuto al grande pubblico. Peggy Guggenheim ne intuì immediatamente il potenziale rivoluzionario, gli diede uno stipendio mensile fisso per permettergli di dipingere a tempo pieno, gli commissionò una celebre opera per il proprio appartamento e gli organizzò la prima mostra personale alla galleria. E possiamo continuare all'infinito. Questi personaggi dimostrano come il mecenatismo borghese non sia stato solo una questione di ostentazione di ricchezza, ma una vera e propria capacità di scommettere sul capitale umano, offrendo risorse, libertà economica e visibilità a chi altrimenti sarebbe rimasto nell'anonimato.

mb 

 

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