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Europa ed Egitto: Storia di un Amore Sincero e dei suoi 7,4 Miliardi di ragioni che fanno il torto ai diritti umani

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Dal lontano 2013, il caro Egitto ha un "faraone" nuovo di zecca. Prima un comodo e sempre verde colpo di Stato militare, poi una serie di "rigorosissime" ed "imparziali" elezioni farsa, e il gioco è fatto: il trono è assicurato. Nel frattempo, sul fronte dei diritti umani e della libertà di stampa... rullo di tamburi ... non è cambiato assolutamente un beneamato nulla. Ma ehi, a chi vuoi che importi se Giulio Regeni è stato torturato e ammazzato da un regime canaglia? Di sicuro non alla cara e nobile Unione Europea, a cui di tutta questa storia non è mai fregato un fico secco. Certo, la diplomazia europea ci ha regalato momenti d'altissimo teatro: Le storiche Risoluzioni UE: utilissime per pulirsi la coscienza, stampate su carta meravigliosa, perfetta come carta straccia o per fare le barchette. I Valori Etici: comodamente riposti in soffitta per far spazio al vero motore del mondo: i quattrini . La svolta del 2024: Abbracci, Sorrisi e Bonifici Perch...

Bologna l'icona della street art del "nord est"

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Nessun miglior luogo di Bologna vi poteva essere per ospitare la mostra dell'artista anonimo più famoso dell'Universo mondo, Banksy, che con il suo ingegno clandestino è riuscito a compiere ciò che l'arte deve saper osare, far discutere e diventare protagonista ritagliandosi uno spazio nel vuoto cosmico culturale e intellettuale di una società spietata priva di ideologia e retta solo dal dogma assoluto del capitalismo, di cui Banksy ha saputo cogliere i suoi aspetti più controversi sbattendoteli in faccia con le sue opere sparse in ogni angolo di questa società. Dalla Palestina, a Venezia, passando da quella Bristol che ha conosciuto la più importante repressione dell'arte di strada che il mondo della street art abbia mai vissuto nel corso della sua opera. Bologna è una città in profonda metamorfosi, assediata come tutte le città di noialtri dal turismo, si omologa con le prime proteste comprensibili di cittadini che da Trieste a Bologna alzano la testa per dire no ad u...

Giorno del Ricordo:Comune di Bologna e USR patrocinano concorso per la scuola su come D'Annunzio si esaltò a Fiume

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Cosa c'entrerà mai il Giorno del Ricordo, con la marcia su Fiume? In realtà c'entra. Se il tutto lo si legge in chiave nazionalistica. D'Annunzio inventandosi il concetto della vittoria mutilata, partendo dall'anonima Ronchi, dove venne arrestato Oberdan, con degli eversori  andò alla direzione di Fiume per occuparla ed annetterla all'Italia. 500 giorni di dittatura, di distruzione socioeconomica di Fiume, e soprattutto si posero le basi fondamentali per far scivolare Fiume verso il Fascismo, nel 1924. E le conseguenze di questo disastro le pagarono anche gli italiani. I rapporti in quella che era una città multiculturale, plurale, furono pesantemente compromessi, a causa del nazionalismo italiano, prima, del fascismo, poi, per l'antislavismo che connotò il tutto. E le conseguenze le si vedono ancora oggi, dove in una Fiume che è città della capitale europea della cultura non si riesce ad avere un programma scritto in lingua italiana, perché italiano per ...

Via Sant'Ambrogio di Monfalcone come via Petroni di Bologna.Una "battaglia" inutile e persa in partenza

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Monfalcone è stata plasmata nel '900 praticamente dai cantieri navali. Appartiene ai cantieri navali che ne determinano forma e sostanza e fisionomia. Vita e morte. Cittadina del Friuli Venezia Giulia, terra di mezzo tra il Friuli ed il territorio di Trieste. In Bisiacaria.  Il nucleo della città si è sviluppato fino alla fine del 1800 all'esterno delle mura, di cui è rimasto qualche frammento che ai più non dice niente, verso ovest, verso est, verso sud. Il nucleo storico principale di Monfalcone era ed è soprattutto via Sant'Ambrogio.  Una via che da decenni è oggetto di tentativi di riqualificazione e che nella relazione del Comune che suddivide il centro in zona 1 e zona 2, zona verde e rossa, in quella rossa vi rientra appunto via Sant'Ambrogio , stante i forti divieti previsti, si tende a presentarla in modo contraddittorio. Se da un lato scrivono che "Questa zona rappresenta l’area del centro cittadino che costituisce carattere identitario dell...

Estetica della sicurezza antitetica della libertà

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Lì in alto uno striscione che pubblicizza una mostra che si inserisce all'intero di quella rivoluzione russa che ha cambiato il mondo, e celebrata con poca enfasi in quell'Italia che ha fatto tremare l'Occidente quando aveva il partito comunista più importante di questa sfera mondiale. Giù, in basso, ecco invece in fila indiana, ordinati, solidi, un finto ornamento che ha la funzione di ostacolare quella corsa furibonda del terrorismo del terzo millennio che ha già ovunque seminato terrore ed orrore. Una contraddizione visiva dei nostri tempi, dobbiamo rassegnarci a vivere la libertà solo attraverso l'arte di un tempo che non ritornerà più? Sicurezza e libertà non potranno mai baciarsi e sposarsi, cammineranno su due strade parallele e quando si incroceranno sarà la libertà a dover cedere qualcosa non la sicurezza. Banalità, ovvietà che porterà a quell'estetica della sicurezza antitetica della libertà. Sintomo di questa società, nulla di straordi...

Quando nel nome del decoro si anticipa il partito della nazione da Bologna a Monfalcone

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Sull'ideologia del decoro hanno scritto bene, partendo dal caso di Trieste, Andrea Olivieri e Tuco su GIAP .     Una ideologia che nella sostanza non conosce colore politico, destra e sinistra governativa hanno spesso, proprio nel nome del decoro, anticipato una sorta di partito della nazione. Decoro urbano, contro il degrado urbano. Politiche definite a colpi di ordinanze, puntualmente rinnovate, prorogate, con uno scopo chiaro, eliminare l'apparenza, colpire l'apparenza, per non entrare nella profondità del problema sociale ed avere la coscienza politica pulita. Mentre la centrale a carbone continua ad operare, mentre alla Fincantieri i problemi continueranno ad essere sempre gli stessi, mentre il picco dell'amianto deve ancora arrivare, intanto, occupiamoci di decoro. Ordinanze similari li troviamo in amministrazioni di colore politico opposto, da Bologna, dove si puniscono i Writer, a chi vende bevande alcoliche oltre un certo orario, a Monfalcone. Monfalcon...

Dal trio Saba, Svevo Joyce a Trieste, passando per Matos a Zagabria e Dalla a Bologna

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Nella indimenticabile disperato erotico stomp , cantava Lucio "  Girando ancora un poco ho incontrato  uno che si era perduto  gli ho detto che nel centro di Bologna  non si perde neanche un bambino  mi guarda con la faccia un po' stravolta  e mi dice: "Sono di Berlino".    Bologna città a dimensione umana, ma nello stesso tempo città multiculturale, e cosmopolita, che vorrebbe essere metropoli nel suo essere grande paese e non è mica una offesa ciò. Nel centro di Bologna a pochi passi dalla grande incompiuta, la Basilica di San Petronio, per un breve periodo è stato possibile vedere la statua in bronzo dedicata all'amico Lucio . Lui con il suo tipico stile, braccio disteso, sorridente e con in mano un sacchetto aperto. Non so perché, diciamo così, ma in mente mi viene una di quelle pubblicità che si possono vedere in TV che sponsorizzano una nota marca di patatine. Chissà cosa avrebbe detto Lucio di quella statua. Oggetto di cul...

Una riflessione sulla proposta a San Lazzaro(Bo) di vietare le piazze a chi non "rinnega" il fascismo

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L'ANPI di San Lazzaro, importante Comune situato alle porte di Bologna aveva proposto un appello che è stato raccolto da una consigliera di questo Comune in materia di agibilità democratica, per la concessione di spazi pubblici, a chi non rinnega formalmente il fascismo. Si chiede di rivedere il regolamento per la concessione del suolo pubblico, "affinché le richieste di occupazione temporanea da parte di partiti politici, onlus e associazioni di promozione sociale siano concesse solo dopo previa sottoscrizione di una dichiarazione di adesione ai principi della Costituzione con particolare riferimento alla XII disposizione transitoria e finale".  Continua su Blastingnews di Marco Barone 

Bologna: il fallimento delle città blindate, e non chiamateli antagonisti ma antifascisti

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Più di 500 agenti delle forze dell'ordine, zone rosse, soliti divieti, che alla fine dei conti altro non rischiano che diventare pretesti per alzare la tensione. Si è perso il conto delle manganellate che son volate a Bologna in questa giornata primaverile d'autunno. Nessun volto coperto, mani alzate, visi scoperti, cartelli e striscioni, e poi quel suono plastificato, fastidioso, secco, freddo. Il manganello. Si è perso il conto delle manganellate che in questo otto novembre son volate a Bologna. Da un lato centinaia di antifascisti ed antirazzisti, dall'altro una Piazza Maggiore diventata teatro della peggiore destra italiana della seconda Repubblica o meglio fine seconda Repubblica. I finti cento mila , perché non erano cento mila, erano molti di meno, leghisti e destri hanno occupato il salotto buono di Bologna. Perché è stata loro concessa quella Piazza? Avrebbero potuto,anzi dovuto evitarla per una miriade di motivi. Così non è stato. E per garantire la de...

Il lapidario di Santo Stefano a Bologna ed i caduti in Spagna ed in Africa Orientale

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Che il complesso delle sette chiese, di Santo Stefano di Bologna, sia a dir poco particolare, è fatto noto. Meno noto però è la celebrazione per la patria, per il nazionalismo, per i “caduti”che lì sussiste. Esistono per esempio più di 60 lapidi dedicate alle vittime bolognesi nella prima guerra mondiale ed oltre, e pare che complessivamente vi siano elencati ben 2536 nomi di soldati caduti, con il nome, il rispettivo grado ed arma e la data di morte. Lapidario che venne inaugurato nel 1925 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III.  Non mancherà di leggere qualche frase condita con la solita retorica, “i più veloci a tramutarsi in croci”. Ed ancora “vestono il colore della morte ma sono la più bella espressione di vita”. Per ricordare gli allievi Bersaglieri.  Ma il peggio deve ancora arrivare. 

Dalla Bologna 2015 a Sredi Polje

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Passi, ed ancora passi, tra volantini non volanti, lì fermi come una distesa di covoni nelle praterie meravigliosamente selvagge delle campagne dell'est dopo aver osservato rapidamente, pur camminando con lentezza, nella città dove è oggi difficile lavorare con lentezza, una bottiglia, scotch ghiacciato da una indifferente brezza d'inverno, un palo nella variabile ed imprevedibile arte in movimento per strada. E poi respirerai l'aria di quel '77,sì, ancora vivo, nonostante tutto. E poi il cratere verticale, che si pone in continuità con quella macchia orizzontale di cemento, un vetro, dal quale potrai leggere, stazione di Bologna centrale. La sala d'aspetto.  L'esplosione. E morte. Verità, per quell'ora maledetta da dio. Le 10 e 25. Un passaggio, due passaggi e quattro binari,16,17,18 e 19 ad alta velocità e cinque piani sotto terra. Scale,corridoi, una stazione Tiburtina oltre moderna in chiave bolognese. Allucinazione re...

Per un archivio Stefano Tassinari, una proposta su GIAP da sostenere

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Uomo d'altri tempi, tempi che ritagliati nello spazio del presente, consentono di conoscere meglio la vita, la società la necessità di divenire comunità tramite quella consapevolezza quello stato critico, quelle parole, gesti e sonorità che oggi sempre più perle di rarità sono diventate nella frenesia di tal mondo, di questa epoca, che pur volendo pretendere, nel nome della globalità di andare oltre ogni confine e frontiera, impone confini sempre più possenti e frontiere illusorie. Alcuni compagni ed alcune compagne avevano in passato lanciato questo appello:  «Chiunque abbia una registrazione della voce di Stefano (o ripresa video di Stefano che usa la voce), per favore ce lo faccia sapere, ci spieghi di cosa si tratta, che storia ha etc. L’intenzione è di raccogliere la maggior quantità possibile di materiali acustici, e renderli ascoltabili/scaricabili da un sito ad hoc dedicato a Stefano, accompagnati da note, testi e interviste in cui vari suoi “fono-collaboratori” (pe...

Da Bologna a Las Palmas continua il viaggio di MINDFULNESS

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Mindfulness , è la seconda ala del progetto fotografico ed artistico Open Mind di Laura Barone. Ancora una volta e non casualmente le maschere sono le protagoniste, che tra le loro diverse e multiformi ed anche ciniche espressioni mobili, pur nella staticità del loro artificio, ben delineano quel contrasto, quel conflitto, quella battaglia, che vive la donna in primo luogo e l'essere umano in secondo luogo per essere semplicemente liberi da ogni diabolico pregiudizio. Un sé contro i mille sé, un sé di fondo che non si adegua, non si adatta, ma raggira e sfugge al sé dell'omologazione. Bianco e nero, cavi e tubi, nudità e sana improvvisazione per andare oltre l'apparenza. L'essere umano non è un robot, eppure qualcuno lo vorrebbe come tale. E Laura, con le sue foto, ben evidenzia cosa significa divenire non essere robotizzato, ben facendo trapelare che dietro ogni piccola o grande maschera vi è sempre una emozione e l'emozione non si arresta e l'emozione pu...

Prospettiva fallica: da Bologna ad Osor con uno sguardo insolito a Trieste

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Così scriveva Wu Ming 1 in un suo recente post: “”Se fissiamo il Nettuno del Giambologna da una particolare angolatura, di scorcio, vedremo realizzarsi una magia: il pollice sinistro spunta dal fianco e diviene un fallo eretto con tanto di glande enfio e turgido. Una leggenda locale parla di uno scherzo del Giambologna alle monache dell’adiacente convento: guardando dalle finestre, vedevano il dio esibire una poderosa erezione. Ecco che irrompe il conflitto, ecco che l’Uno (la statua) diventa due (lo scultore irriverente e le suore), e poi molti, perché uno pensa al potere committente, alle persone che sapevano della burla, a quelli che se ne sono accorti da soli, a chi tramanda la leggenda, e poi, chissà se è davvero «solo» una leggenda… Ecco un’allegoria di quanto cerchiamo di fare nei nostri libri”. Ed ha ragione. Quella statua di Bologna è nota proprio per tale particolarità “fallica”, una delle prime cose che si fanno notare ai non bolognesi, appena giunti nello splendido s...

Iniziava l'agosto del 1980

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Era il primo agosto 1980, io ancora non ero nato, sì nascerò qualche giorno più avanti, nel mese che rimarrà nella storia noto per la strage del due agosto di Bologna, quella Bologna in cui ho vissuto alcuni degli anni più importanti della mia formazione individuale e politica e sociale. Sono figlio della così detta strategia della tensione, che io chiamo strategia di fascistato, d'altronde come tanti e tante. Siamo figlie e figlie di un periodo che ha inizio certo e nessuna fine,  perché senza verità e giustizia certa nulla potrà avere mai ed ancora mai fine. Era il primo agosto del 1980 e le notizie del giorno erano inquietanti, in linea con l'Italia dell'inquietudine, dei cattivi affari, della corruzione che ha deviato questo Paese verso il buio più totale della menzogna.  Si leggerà, nella stampa di quel periodo, che il Senato, con un colpo di mano della maggioranza, non concedeva l'autorizzazione a procedere nei confronti di un Senatore, ex sottosegre...

Quando parlano i muri e quando tace il sistema: i muri di Bologna

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Erano anni, tanti anni, che non capitava di leggere, variegate nello stile, uniformi nella direzione del messaggio, scritte, tante scritte, sui muri di Bologna. Non più i soliti canonici muri, ma cento e più muri del centro, il triangolo della rivolta si allarga e conquista sempre maggior spazio. Una Bologna che con il suo passeggio da T Days potrebbe indurre all'errore, potrebbe far pensare che è una città che ben si armonizza con il presente, il presente dell'omologazione del linguaggio politico e sociale. Siamo alle porte delle politiche comunitarie, importanti per l'Europa, non tanto per l'esito del voto, ma per quella legittimazione di cui necessita, per andare avanti con i suoi processi riformatori e liberisti, crudi e rigidi ed austeri.  L'Europa vuole, per la sopravvivenza della propria immagine, che la gente vada a votare, e si pompano all'ennesima potenza fenomeni minimi, seppur importanti ed in ogni caso da contrastare senza condizione alcuna, ma...

L'armata dei sonnambuli un'armata di emozioni

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Lo prenoti. Aspetti e vivi l'ordinario corso,  dalla direzione non sempre definita, del tempo e dunque arriva l'atteso e non disatteso momento. Ma prima di comprare il libro, in quella Ronchi dei Partigiani che si appresta a ripristinare dignità  al proprio essere antifascista, revocando, finalmente, il 14 aprile, la cittadinanza onoraria a Mussolini, primo atto di una non rappresentazione ma piccola ed importante vittoria figlia della cultura resistente che, se tutto andrà bene , riserverà altre sorprese, se tutto andrà male, possiamo sempre dire di averci creduto e provato e nulla di intentato, ebbene lì incontrerai, presso la locale Anpi, la memoria storica che vive. Parlerai con un compagno che ha creduto nella settima federativa, che è andato in Jugoslavia per l'edificazione del socialismo reale, e poi  il rammarico e la non comprensione. "Eravamo sempre compagni", ti dirà. Compagni che potevano avere una pur idea diversa, ma sempre compagni. F...

Si insedia Renzi ma i precari della scuola primaria di Bologna iniziano lo sciopero della fame

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Renzi ha dedicato molto spazio alla scuola nel suo primo discorso al Senato, per ottenere la fiducia.  U n discorso generalista, tipico del buon politico e demagogo , che deve farsi votare sia dalla destra che dalla sinistra, per la fiducia, un discorso che non entra nel merito delle cose concrete e calde, come quella anticipate dal ministro Giannini, valutazione, Invalsi, scatti di anzianità, anzi, a dirla tutta il discorso di Renzi serve proprio a placare gli animi infuocati dopo le dichiarazioni del nuovo ministro.  Ma i precari della scuola nonostante le belle parole espresse, non ci stanno.  Il gruppo precari della scuola primaria dei Cobas scuola di Bologna inizia lo sciopero della fame a staffetta, richiamando metaforicamente quella staffetta che vi è stata tra Letta e Renzi, lasciando intendere che nella scuola non vi saranno,  probabilmente, con riferimento al personale, certamente novità volte a salvaguardare la dignità di questi lavoratori e lavor...

L'assemblea di Bologna di Civati, sarà una nuova bolognina?

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Bologna, la casa del PD, ma anche della bolognina, si appresta ad ospitare l'assemblea dei democratici che seguiranno l'appello di Civati .  Nel suo sito è stato pubblicato un questionario, una sorta di sondaggio, che vuole capire cosa pensano gli italiani, non solo gli elettori del PD, della situazione attuale, se votare o meno la fiducia a Renzi. Questo governo, nato in fretta, che ha scaricato Letta in modo glaciale, ma altrettanto gelida è stata, giustamente, la risposta dell'ex premier, personalità come la Bonino, a prescindere dalla validità del suo operato o meno, messa da parte in fretta e furia, è chiaramente figlio della "cultura" del peggior berlusconismo. Divisi per vincere , scrivevo in passato. Le riforme che si appresta ad attuare il governo #berlurenzi, in tre mesi, sono  fantascientifiche , per i tempi della politica italiana. Ma i tre mesi forse non sono casuali. Se entro giugno Renzi non porterà a casa le sue tre riforme come urlate al mond...

Salvaguardiamo i simboli della guerra sui palazzi triestini

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In alcuni rioni di Trieste spesso capita di intravedere simboli, indicazioni, di difficile comprensione per chi non ha memoria storica od ignora totalmente alcuni processi storici. Non sarà difficile  trovare le indicazioni rosso e bianche, spesso senza l'indicazione US( uscita di sicurezza), perché cancellata dal tempo, oppure delle stelle, la cui origine non riesco a decifrare, ma il tempo, esercitando il suo inesorabile ruolo, tende a divorare questo pezzo di memoria storica. A Bologna sono state salvaguardate e tutelate alcune scritte diffuse sui muri della città, che indicano i luoghi ove si potevano trovare i rifugi, in caso di bombardamento, con tanto di numero di telefono. Andrebbero effettuati dei monitoraggi per individuare quante sono le indicazioni ancora esistenti, i simboli di una guerra che gli italiani hanno voluto dimenticare e in fretta o ricordare solo il convenevole.

Bologna, la lettera della Ds contro l'occupazione degli studenti

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A Bologna la protesta studentesca continua, si protesta contro i tagli che mai sembrano avere fine, si protesta per la difesa del diritto all'assemblea, per maggiore spazio e libertà dentro le scuole, si propone anche l'apertura pomeridiana, per esempio, e per farsi ascoltare i ragazzi occupano. Occupano le scuole. All'occupazione dell'ISART di Bologna risponde la Dirigente scolastica, sul sito della scuola, con una lettera aperta e destinata alla comunità scolastica e dove chiede, in caso di condivisione,  la sottoscrizione della stessa. La Ds evidenzia la sua preoccupazione in relazione al fatto che l'occupazione rischia di compromettere l'ordinario percorso educativo come intrapreso nella scuola, di far saltare i progetti europei messi in cantiere, stage e percorsi. “Per andare avanti lungo questa strada dobbiamo poter lavorare e offrire ai nostri studenti una buona preparazione. Siamo impegnati nel nostro lavoro di educatori e ne sentiamo tutt...