La rosa di Nova Gorica dove il tempo si è fermato oltre la linea del confine

Immagine
Qui non siamo semplicemente su una collina; siamo su una faglia della storia, un punto dove le placche tettoniche della memoria europea hanno deciso di scontrarsi e miracolosamente, di restare in equilibrio. Immaginate la scena. Una scena reale, perché esiste e non è generata dall'I.A.  Siete lì, vi guardate intorno. Da una parte c'è il Castello di Gorizia , la fortezza, il Medioevo che è diventato nazione, con quel Tricolore che sventola a dire: "Qui siamo in Italia". Ma poi basta girare la testa, appena un po', ed ecco che la storia vi tira a modo suo per la giacca, sulla montagna di fronte, il Sabotino, quella scritta monumentale, TITO , che urla ancora oggi a tutto il mondo che Nova Gorica non è nata per grazia divina o per eredità dinastica. No, l'ha voluta il socialismo jugoslavo, l'ha creata l'uomo dal nulla, per sfida, sulla linea di confine. E in mezzo a questo scontro di simboli, tra nazionalismi e ideologie del Novecento che si sono fatte la...

Giorno del Ricordo:Comune di Bologna e USR patrocinano concorso per la scuola su come D'Annunzio si esaltò a Fiume


Cosa c'entrerà mai il Giorno del Ricordo, con la marcia su Fiume? In realtà c'entra. Se il tutto lo si legge in chiave nazionalistica. D'Annunzio inventandosi il concetto della vittoria mutilata, partendo dall'anonima Ronchi, dove venne arrestato Oberdan, con degli eversori  andò alla direzione di Fiume per occuparla ed annetterla all'Italia. 500 giorni di dittatura, di distruzione socioeconomica di Fiume, e soprattutto si posero le basi fondamentali per far scivolare Fiume verso il Fascismo, nel 1924. E le conseguenze di questo disastro le pagarono anche gli italiani. I rapporti in quella che era una città multiculturale, plurale, furono pesantemente compromessi, a causa del nazionalismo italiano, prima, del fascismo, poi, per l'antislavismo che connotò il tutto. E le conseguenze le si vedono ancora oggi, dove in una Fiume che è città della capitale europea della cultura non si riesce ad avere un programma scritto in lingua italiana, perché italiano per decenni ha fatto rima con fascista. E la responsabilità politica di tutto ciò è stata di D'Annunzio. A Fiume si esaltò sicuramente il guerrafondaio e razzista antislavo D'Annunzio, visto il modo inqualificabile con il quale definiva i croati, luride scimmie, mandria di porci, schiaveria bastarda, ad esempio. 
Ed il Comune di Bologna, nonchè l'USR dell'Emilia Romagna patrocinano un concorso indetto dall'ANVGD che ha il seguente tema:  "Gli eventi di Fiume e della terra d’Istria esaltarono la poliedrica figura di Gabriele D’Annunzio sia in ambito politico, in particolare con Alceste De Ambris, sia in ambito letterario. Delinea uno dei due percorsi indicati e rifletti sugli esiti politici, sociali e culturali". Un concorso  riservato agli studenti delle classi quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado di Bologna e Provincia. Ed il premio è allettante.  Per i primi 6 studenti selezionati  è previsto un premio di € 250,00, mentre agli Istituti partecipanti (per un massimo di 5), verrà offerto un viaggio a 5 studenti e relativi docenti accompagnatori scelti dal Preside. Quindi, è possibile immaginare una discreta partecipazione.
L'auspicio è che se per caso nelle scuole si dovesse discutere di tale tematica su questo concorso, patrocinato dal Comune di Bologna e dall'USR, e bisognerebbe chiedere a questi enti il perchè di questa scelta, è che prevalga il reale carattere di quella roba che a Fiume venne vissuta e percepita come una disastrosa dittatura. 3000 furono i croati costretti a fuggire dalla città, oggi della Repubblica di Croazia, per il loro essere croato, perché parlavano la loro lingua. Una spedizione militarista che si concluse con la morte di una sessantina di militari, tra cui dei civili, anche giovanissimi. Si spararono tra militari italiani nel Natale di sangue,  a causa di quella "pagliacciata narcisistica" come la definì Pasolini, e la responsabilità fu di colui che si esaltò certamente a Fiume, D'Annunzio. Esaltazione che i fiumani non dimenticano certamente ma che sicuramente non narrano come magari viene narrata in modo pazzesco dalle nostre parti, come atto di amor patrio, con tanto di celebrazioni, di monumenti, di targhe, di mostre, per celebrare l'occupazione di una terra straniera che non spettava di diritto neanche all'Italia alla fine della prima guerra mondiale, pur se l'italiano era una lingua parlata come in tante altre località plurilinguistiche.


mb

Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?