Europa ed Egitto: Storia di un Amore Sincero e dei suoi 7,4 Miliardi di ragioni che fanno il torto ai diritti umani

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Dal lontano 2013, il caro Egitto ha un "faraone" nuovo di zecca. Prima un comodo e sempre verde colpo di Stato militare, poi una serie di "rigorosissime" ed "imparziali" elezioni farsa, e il gioco è fatto: il trono è assicurato. Nel frattempo, sul fronte dei diritti umani e della libertà di stampa... rullo di tamburi ... non è cambiato assolutamente un beneamato nulla. Ma ehi, a chi vuoi che importi se Giulio Regeni è stato torturato e ammazzato da un regime canaglia? Di sicuro non alla cara e nobile Unione Europea, a cui di tutta questa storia non è mai fregato un fico secco. Certo, la diplomazia europea ci ha regalato momenti d'altissimo teatro: Le storiche Risoluzioni UE: utilissime per pulirsi la coscienza, stampate su carta meravigliosa, perfetta come carta straccia o per fare le barchette. I Valori Etici: comodamente riposti in soffitta per far spazio al vero motore del mondo: i quattrini . La svolta del 2024: Abbracci, Sorrisi e Bonifici Perch...

Dalla Bologna 2015 a Sredi Polje


Passi, ed ancora passi, tra volantini non volanti, lì fermi come una distesa di covoni nelle praterie meravigliosamente selvagge delle campagne dell'est dopo aver osservato rapidamente, pur camminando con lentezza, nella città dove è oggi difficile lavorare con lentezza, una bottiglia, scotch ghiacciato da una indifferente brezza d'inverno, un palo nella variabile ed imprevedibile arte in movimento per strada.
E poi respirerai l'aria di quel '77,sì, ancora vivo, nonostante tutto.

E poi il cratere verticale, che si pone in continuità con quella macchia orizzontale di cemento, un vetro, dal quale potrai leggere, stazione di Bologna centrale.
La sala d'aspetto. 
L'esplosione.
E morte.
Verità, per quell'ora maledetta da dio.
Le 10 e 25.
Un passaggio, due passaggi e quattro binari,16,17,18 e 19 ad alta velocità e cinque piani sotto terra.
Scale,corridoi, una stazione Tiburtina oltre moderna in chiave bolognese.
Allucinazione reale.
Ma siamo nel 2015,già.
Eppure è qui,ora ed anche domani e nell'avvenire del capitale che vince il conflitto.

Binari che attraversano secoli e storia.
Storia di un Paese ove l'arte che conta è quella religiosa.
Storia di un Paese che ha sempre venerato il vento dell'opportunismo.
Storia di un Paese nato sul sangue, sangue di giovinezza e speranza spazzata via.
E li chiamano eroi.

Tramonta il sole, alle spalle la pianura, e lì corre, aspettandoti, il binario che passa sotto la grande macelleria umana di Sredi Polje, terra non più di mezzo, ma di Nessuno,perché la spersonificazione dell'individuo regna.
Tra chi è ricordato come milite, tra chi è ricordato con il nome, e chi solo con una sigla, e tutti senza età, e tanti puntini, perché milite ignoto non doveva essere, in quel presente infame e vigliacco, riposano, tra i passi dei curiosi che salgono e scendono cento e più scalini, vite uccise dalla madre patria, Italia, Medea senza strazio.
Non soffia il vento dell'est.
Alpi innevate, profondo silenzio e dorme  lontano il mare.

Marco Barone

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