I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Estetica della sicurezza antitetica della libertà




Lì in alto uno striscione che pubblicizza una mostra che si inserisce all'intero di quella rivoluzione russa che ha cambiato il mondo, e celebrata con poca enfasi in quell'Italia che ha fatto tremare l'Occidente quando aveva il partito comunista più importante di questa sfera mondiale. Giù, in basso, ecco invece in fila indiana, ordinati, solidi, un finto ornamento che ha la funzione di ostacolare quella corsa furibonda del terrorismo del terzo millennio che ha già ovunque seminato terrore ed orrore.

Una contraddizione visiva dei nostri tempi, dobbiamo rassegnarci a vivere la libertà solo attraverso l'arte di un tempo che non ritornerà più? Sicurezza e libertà non potranno mai baciarsi e sposarsi, cammineranno su due strade parallele e quando si incroceranno sarà la libertà a dover cedere qualcosa non la sicurezza. Banalità, ovvietà che porterà a quell'estetica della sicurezza antitetica della libertà. Sintomo di questa società, nulla di straordinario, un momento di contraddizione esposto nella vetrina del salotto buono di una volta rossa Bologna.  D'altronde che stiamo andando nella direzione ostinata e non contraria di divenire una grande ed estesa Gerusalemme non è più un mistero, una passione fatta di tante tappe, dolorose, che hanno sconvolto con violenza inaudita quella ordinarietà sociale del nostro frenetico Occidente.

Marco Barone











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