I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Per un archivio Stefano Tassinari, una proposta su GIAP da sostenere

Uomo d'altri tempi, tempi che ritagliati nello spazio del presente, consentono di conoscere meglio la vita, la società la necessità di divenire comunità tramite quella consapevolezza quello stato critico, quelle parole, gesti e sonorità che oggi sempre più perle di rarità sono diventate nella frenesia di tal mondo, di questa epoca, che pur volendo pretendere, nel nome della globalità di andare oltre ogni confine e frontiera, impone confini sempre più possenti e frontiere illusorie.
Alcuni compagni ed alcune compagne avevano in passato lanciato questo appello: «Chiunque abbia una registrazione della voce di Stefano (o ripresa video di Stefano che usa la voce), per favore ce lo faccia sapere, ci spieghi di cosa si tratta, che storia ha etc. L’intenzione è di raccogliere la maggior quantità possibile di materiali acustici, e renderli ascoltabili/scaricabili da un sito ad hoc dedicato a Stefano, accompagnati da note, testi e interviste in cui vari suoi “fono-collaboratori” (pensiamo a musicisti come Mauro Pagani, Yo Yo Mundi, Roberto Manuzzi, Dandy Bestia, ma anche ad attori e attrici come Marco Baliani, Matteo Belli, Micaela Casalboni e tanti altri) parlino del suo lavoro sulla voce, sul suono, sul rapporto tra voce e corpo, voce e immagini, voce e azione civile. [...] Facciamo risuonare forte la voce di Stefano.»


Sul sito GIAP del collettivo WU MING si legge: "In questi due anni sono stati raccolti molti materiali, troppi perché la loro catalogazione e la creazione di un sito ad hoc venga lasciata al volontariato degli amici di Stefano. Amici che hanno vite complicate e percorsi che, senza Stefano a fare da collettore, oggi si incrociano molto meno di un tempo. C’è bisogno di qualcuno che lavori al progetto a tempo pieno. E c’è bisogno di soldi per pagare questo lavoro. Sì, ce lo dicono tutti e ne abbiamo anche fatto esperienza: «Il crowdfunding è una bolla, molto più fumo che arrosto»… «Tutti linkano, ritwittano, spendono belle parole poi nessuno molla un centesimo»… «Sono pochissimi i progetti che riescono a finanziarsi così»… Però noi ci proviamo lo stesso. La cifra da raccogliere non è alta (poco più di 2000 euro) e la formula adottata consente di tenersi e investire qualunque somma si riesca a raggiungere".

E dunque si rinvia a questo link:

Chi può, chi ha possibilità anche minima di donare qualche euro per tale splendida causa, lo faccia, lo faccia per l'amore della cultura, lo faccia per il ricordo vivo di Tass, lo faccia perché la voce di altri tempi possa avere un ritaglio nel tempo vigente ed in quello che verrà.




Marco Barone

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