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Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Niente più assegni in bianco per l'Egitto? Come prendere in giro il mondo intero

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Quella di Biden verrà ricordata, salvo catastrofi che nessuno si auspica nel mondo, come la storia di presidenza americana più grigia degli ultimi decenni. Dopo l'indecenza di Trump, non c'è stata alcuna svolta radicale. Tante parole, fiumi di parole, ma la politica di Biden è pressoché simile a quella di Trump in politica estera con l'Egitto. Disse che non ci sarebbero stati più assegni in bianco verso Al Sisi. Arrivano vendite di armi per un valore di 2,5 miliardi di dollari. Gli assegni parlano con le armi. L'Egitto è al momento al dodicesimo posto tra gli eserciti più potenti del mondo, preceduto dall'Italia, e seguito dalla Turchia. Migliaia continuano ad essere i detenuti politici, gli oppositori, della giustizia per Giulio non c'è traccia e neanche l'ombra della collaborazione giudiziaria, salvo qualche concessione, come la liberazione di Zaki avvenuta solo due mesi prima della scadenza pazzesca di 24 mesi di detenzione cautelare preventiva, per un pa...

Quando Biden disse stop assegni in bianco all'Egitto. Balle!

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Trump definì Al Sisi come un presidente ottimo, l'amicizia tra i due era nota ed una infinità di indignazione aveva determinato nel mondo. Biden, durante il suo percorso elettorale disse che l'epoca degli assegni in bianco all'Egitto sarebbe finita. Storicamente l'Egitto è sempre stato sostenuto dagli americani. A livello statistico è il secondo più alto destinatario di aiuti militari in tutto il mondo da parte degli americani. Cifre esorbitanti si parla di  1,3 miliardi di dollari ogni anno, destinati prevalentemente alle forze di sicurezza egiziane per acquistare armi, attrezzature e formazione di U.S. Come denuncia l'importante sito di New York Just Security Biden, a febbraio, ha approvato una vendita di  200 milioni di dollari in armi che è coincisa come è noto con la detenzione da parte delle autorità egiziane di Mohamed Soltan, egiziano-americano. Ma la beffa delle beffa, definita oltraggiosa, è la volontà del Congresso di stanziare la somma di 1,3 milia...

Se Biden continua a vendere armi alla dittatura egiziana

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Sarà anche finita l'epoca degli assegni in bianco verso Al Sisi, Biden ancora non avrà telefonato al dittatore egiziano che non ha perso tempo a fare gli auguri a Biden per il suo nuovo mandato presidenziale. Trump già dimenticato. C'era e c'è attesa sulla politica estera dei democratici con l'Egitto, viste le parole calde durante la campagna elettorale pronunciate da Biden. Ma a quanto pare il rischio che ci si trovi innanzi alla solita situazione gattopardiana è tutt'altro che remoto. Come ha evidenziato la CNN  "l'amministrazione Biden ha annunciato martedì di aver approvato una possibile vendita di missili per 197 milioni di dollari all'Egitto, pochi giorni dopo che il governo egiziano avrebbe arrestato i familiari di un attivista per i diritti umani egiziano americano con sede negli Stati Uniti. Il Dipartimento di Stato ha affermato in un comunicato stampa che la proposta di vendita dei missili e delle relative apparecchiature saranno finalizzate ...

È iniziato il conto alla rovescia per la dittatura egiziana

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Il suo miglior amico dittatore è ancora al potere in Egitto, ma Trump non c'è più. Se ne è andato dalla scena in un modo che rimarrà nei libri di storia e con un Paese spaccato letteralmente a metà. Biden dovrà rimettere in piedi l'America. L'unico "merito" forse che ha avuto Trump è che nel mondo sostanzialmente non ci sono state guerre classiche made in USA. C'è stato il terrorismo islamista che è una conseguenza delle politiche americane iniziate in Iraq negli anni '90. C'è stata tensione con la Corea, con la Cina, con l'Iran, ma non ci sono state guerre. Le dittature si sono rinforzate e tra queste c'è stata quella egiziana. La politica estera di Biden sarà, si augurano in tanti, quella governata dalla  mano pesante verso l'Egitto. Il tempo degli assegni in bianco, disse Biden, quando stava correndo per la Casa Bianca, era finito per la dittatura di Al Sisi. L'Egitto, come hanno osservato diversi esperti di politica estera, non è pi...

Mentre l'Egitto cerca di salvarsi la faccia in modo ridicolo sui diritti umani, arrivano nuovi accordi con l'ENI

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L'Egitto è indebitato, parecchio. Se gli americani staccano l'assegno, sono dolori. E Biden lo ha detto chiaramente che il tempo degli assegni in bianco è finito.  E per questo ora gli egiziani iniziano a liberare qualche prigioniero politico. Sono 60 mila quelli arrestati. Tenteranno di salvarsi la faccia in modo ridicolo, liberando una manciata di detenuti, magari quelli dove le attenzioni internazionali sono state alte, e possono avere le simpatie degli americani ad esempio, ma tutto ciò non servirà a salvare la dittatura di Al Sisi, che comunque continua almeno sul fronte italiano ad ottenere accordi. Mentre negano ogni cooperazione giudiziaria con l'Italia sull'omicidio di Stato di Giulio, anzi, perseverano nella via diabolica del fango, mentre filtrano notizie che Fincantieri e Leonardo potrebbero aprire stabilimenti sul suolo egiziano , arriva il nuovo accordo con l'ENI che come è ...

Nel comunicato egiziano la cooperazione giudiziaria per l'omicidio di Giulio è solo l'ultimo punto

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Quello della cooperazione giudiziaria tra Italia ed Egitto è un tassello fondamentale per la verità processuale per Giulio Regeni. Lo si è denunciato fin dall'inizio che di questa cooperazione non c'è mai stata traccia, mentre da quando si è riavviata la normalizzazione dei rapporti tra Italia ed Egitto, con il ritorno dei rispettivi ambasciatori, tutte le cooperazioni si sono consolidate, tranne una. Quella giudiziaria che non ha mosso neanche un mezzo passo per partire. Tanto che addirittura lo stesso legale della famiglia di Giulio, Alessandra Ballerini, è stata inibita a poter esercitare il diritto alla difesa, perchè non sa se a suo carico esiste o meno un mandato di arresto, qualche ordine di espulsione, non può più mettere piede in Egitto senza rischiare grosso. Una cosa incredibile ma che non sembra aver colpito più di tanto  l'interesse politico ed istituzionale che se avesse trattato l'omicidio di stato di Giulio con la stessa attenzione e priorità che c'è...

E ora i dittatori amici di Trump tremano, a partire da Al Sisi

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Vince Biden nelle elezioni più difficili della storia americana in un Paese sull'orlo della guerra civile. Sarà ancora lunga, Trump cercherà di ricorrere a tutti gli strumenti leciti e meno leciti per cercare di fermare l'avanzata di Biden. Ma una cosa è certa. I grandi dittatori amici di Trump, tremano. A partire dal dittatore egiziano, Al Sisi. Ci saranno  dei cambiamenti nelle relazioni politiche, è probabile che Al Sisi ora guarderà ancora con maggior peso alla Russia di Putin. Così come sarà interessante capire come l'Italia si porrà nel mezzo di tutto ciò. Visto che con Fincantieri ed Eni continua a in modo progressivo a consolidare affari e successi con l'Egitto malgrado qualcuno vorrebbe fare intendere il contrario per cercare di mascherare l'imbarazzo istituzionale per aver alzato sostanzialmente bandiera bianca per la verità processuale per Giulio Regeni. Non si può parlare di rivoluzione con Biden. Non ci sarà. Anche perchè è chiamato a governare un Paese...

Se cade Trump, cade Al Sisi? Questo è quello che si chiedono in Egitto

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C'è un filo sempre più spesso che continua ad unire l'Egitto e gli USA guidati dall'amministrazione Trump. Trump fin dal suo insediamento è stato il miglior alleato di Al Sisi, tanto che si è arrivanti addirittura a sospettare che lo stesso governo egiziano abbia finanziato con 10 milioni di dollari la campagna presidenziale di Trump. Ci sono state inchieste della CNN che hanno posto diversi interrogativi su ciò. I rapporti tra il dittatore egiziano ed il presidente americano sono buoni, e le visite di cortesia e di corteggiamento tra i vari esponenti governativi continuano senza sosta. È sotto gli occhi di tutti che qualcosa bolle nell'aria. Se cade Trump, ci saranno dei cambiamenti nella geopolitica importanti, e forse il primo dittatore a cadere sarà proprio Al Sisi? Sicuramente non avrà più l'appoggio incondizionato del governo americano se dovesse vincere Biden, dagli appelli dei democratici contro le violazioni dei diritti umani alle dichiarazioni chiare di Bi...

In Egitto l'anniversario della più brutale repressione del regime di Al Sisi. oltre 4 mila arresti.Se vincerà Biden cosa accadrà in Egitto?

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  Fummo tra i primi con questo blog a segnalare in Italia quanto stesse accadendo in Egitto alla fine dell'estate 2019. C'era  una volta si potrebbe dire, quell'attore, che con la sua pagina Facebook fuggito con la propria famiglia dalla dittatura di Al Sisi, Mohamed Ali, da Barcellona incitava il popolo egiziano a mobilitarsi contro la dittatura. Partendo da alcuni video diffusi sul suo canale you tube. Ed il tutto in pochissimi giorni. Dissidente, voce interna che ha collaborato per 15 anni con l'apparato militare fino a quando ha deciso di dire basta. Denunciando la corruzione, le violenze, le nefandezze di una dittatura militare nata con il colpo di stato del luglio 2013. Sappiamo poi come è andata a finire. A settembre la gente seguì le sue indicazioni. In piazza al Cairo ci scese. E la repressione del regime fu durissima. Si arrivò a parlare di oltre 4 mila arresti. Fu mandata la gente a schiantarsi in modo irresponsabile contro il muro del regime egiziano. Infatt...

Dopo Biden,38 membri del Congresso americano chiedono di rivedere i rapporti con l'Egitto.Troppe violazioni dei diritti umani

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Se vincerà le elezioni Biden forse qualcosa in Egitto cambierà, questa è la speranza di molti, stante il fatto che il candidato dei democratici ha scritto nero su bianco chiaramente che l'assegno in bianco per la dittatura egiziana non ci sarà più. Dopo la condanna a 15 anni nei confronti di Bahey el-Din Hassan , si muove qualcosa di importante nuovamente dall'America. Con firme eccellenti. Come quella di  Adam Smith (D-Wash.), Presidente della Commissione per i servizi armati della Camera, comunemente noto come Comitato per i servizi armati della Camera, è un comitato permanente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ed è responsabile del finanziamento e della supervisione del Dipartimento della Difesa (DOD) e delle Forze Armate degli Stati Uniti.  O quella di Ted Deutch (D-FL), presidente della sottocommissione per gli affari esteri della Camera su Medio Oriente, Nord Africa e terrorismo internazionale che insieme a 38 altri membri della Camera, iniziativa che n...

Alta tensione tra USA ed Egitto per gli aerei militari che l'Egitto compra dalla Russia. Pronte le sanzioni

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Delle avvisaglie c'erano già state nel 2019, quando dall'Egitto trapelò la notizia della firma di un contratto con la Russia di Putin, un contratto da 2.7 miliardi di dollari circa, per l'acquisto di 26 Sukhoi Su-35 multi-ruolo. La consegna doveva iniziare nei primi mesi del 2020-2021. A causa del problema coronavirus pare che la consegna dei primi mezzi avesse subito un ritardo. Circolano notizie che un primo lotto di cinque aerei sarebbero stati consegnati dalla Russia, all'Egitto, l'Egitto vorrebbe realizzare due squadroni d'attacco con questi potenti mezzi aerei russi che possono competere con quelli americani e si consoliderebbe così la supremazia egiziana in quell'area strategica. Ricordiamo che l'Egitto è tra i dieci eserciti più potenti al mondo, e vanta attualmente  poco più di 1000 mezzi aerei militari, di cui 300 circa dedicati totalmente all'attacco. Il congresso americano sembra intenzionato a non mollare la presa e a sanzionare l...

Se l'Egitto può continuare a fare il suo teatrino dell'inganno è solo grazie agli "amici" internazionali. Se isolato crolla

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La vicenda libica è probabilmente l'emblema di cosa sia l'Egitto. Si inscena una rappresentazione teatrale della banalità della geopolitica mediterranea. I libici che si oppongono al governo riconosciuto a livello internazionale di Tripoli invocano l'intervento di Al Sisi. E qui parte la seconda parte del teatrino. Al Sisi riceve la telefonata del suo amichetto Trump, che in America ha i mesi contati prima di essere fatto fuori politicamente. Trump in sostanza gli ordina di risolvere la questione politicamente e di non fare casini in Libia. Nessuna guerra contro la Turchia. Intanto, Biden, il futuro presidente americano, attacca Al Sisi dicendo che è finito il momento degli assegni in bianco. Al Sisi, mette in funziona la sterile macchina del parlamento egiziano, come se in una dittatura il parlamento avesse qualche ruolo, e a porte chiuse manda un messaggio al mondo ed alla Turchia. L'Egitto autorizza l'invio di truppe a sostegno di Haftar, che per inciso non è sos...

Se cade Trump, cadrà il sostegno americano alla dittatura egiziana? Biden attacca Al Sisi

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140 caratteri possono cambiare la storia. O almeno parte del corso della storia. Come è noto il miglior alleato della dittatura egiziana del generale Al Sisi è Trump. Il candidato presidenziale dei democratici americani, Biden, attacca per la prima volta direttamente la dittatura di Al Sisi. L'occasione è data dal rilascio dello studente americano egiziani di 24 anni Mohamed Amashah. Così su Twitter, Biden: Mohamed Amashah è finalmente a casa dopo 486 giorni di prigione egiziana per aver detenuto un cartello di protesta. Arrestare, torturare ed esiliare attivisti come Sarah Hegazy e Mohamed Soltan o minacciare le loro famiglie è inaccettabile. Niente più assegni in bianco per il "dittatore preferito" di Trump. Qualcosa si muove . E la situazione in Libia, che vede l'Egitto essere con l'asse russa, sicuramente non favorirà la situazione nei rapporti con gli americani. Bisogna chiedersi quanto tutto ciò potrà avere dei riflessi anche nel processo per la verità per ...