Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

Immagine
  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

E ora i dittatori amici di Trump tremano, a partire da Al Sisi


Vince Biden nelle elezioni più difficili della storia americana in un Paese sull'orlo della guerra civile. Sarà ancora lunga, Trump cercherà di ricorrere a tutti gli strumenti leciti e meno leciti per cercare di fermare l'avanzata di Biden. Ma una cosa è certa. I grandi dittatori amici di Trump, tremano. A partire dal dittatore egiziano, Al Sisi. Ci saranno  dei cambiamenti nelle relazioni politiche, è probabile che Al Sisi ora guarderà ancora con maggior peso alla Russia di Putin. Così come sarà interessante capire come l'Italia si porrà nel mezzo di tutto ciò. Visto che con Fincantieri ed Eni continua a in modo progressivo a consolidare affari e successi con l'Egitto malgrado qualcuno vorrebbe fare intendere il contrario per cercare di mascherare l'imbarazzo istituzionale per aver alzato sostanzialmente bandiera bianca per la verità processuale per Giulio Regeni. Non si può parlare di rivoluzione con Biden. Non ci sarà. Anche perchè è chiamato a governare un Paese spaccato, e se vorrà essere il presidente di tutti dovrà concedere parecchia strada ai conservatori. Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi, e se veramente per le dittature come quella egiziana che hanno trovato legittimazione grazie agli americani  ci saranno le ore contate, con tutto ciò che ne deriverà, oppure semplicemente si sarà per l'ennesima volta innanzi ad una soluzione gattopardiana. Si deve notare che Al Sisi sapendo di avere le 'ore' contate  prova ora a saltare sul carro del vincitore di Biden. Dopo aver inviato in tempo record gli auguri al nuovo presidente americano ha liberato i primi cinque prigionieri politici.  Come ha osservato Hassan ve ne sono altri 60mila. Ma qualcosa si muove. E chissà che non arriveranno delle novità anche su altro...vedremo come evolverà la situazione in Egitto.  Biden aveva detto che il tempo degli assegni in bianco per Al Sisi con lui sarebbe finito.

mb


Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?