E ora i dittatori amici di Trump tremano, a partire da Al Sisi
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Vince Biden nelle elezioni più difficili della storia americana in un Paese sull'orlo della guerra civile. Sarà ancora lunga, Trump cercherà di ricorrere a tutti gli strumenti leciti e meno leciti per cercare di fermare l'avanzata di Biden. Ma una cosa è certa. I grandi dittatori amici di Trump, tremano. A partire dal dittatore egiziano, Al Sisi. Ci saranno dei cambiamenti nelle relazioni politiche, è probabile che Al Sisi ora guarderà ancora con maggior peso alla Russia di Putin. Così come sarà interessante capire come l'Italia si porrà nel mezzo di tutto ciò. Visto che con Fincantieri ed Eni continua a in modo progressivo a consolidare affari e successi con l'Egitto malgrado qualcuno vorrebbe fare intendere il contrario per cercare di mascherare l'imbarazzo istituzionale per aver alzato sostanzialmente bandiera bianca per la verità processuale per Giulio Regeni. Non si può parlare di rivoluzione con Biden. Non ci sarà. Anche perchè è chiamato a governare un Paese spaccato, e se vorrà essere il presidente di tutti dovrà concedere parecchia strada ai conservatori. Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi, e se veramente per le dittature come quella egiziana che hanno trovato legittimazione grazie agli americani ci saranno le ore contate, con tutto ciò che ne deriverà, oppure semplicemente si sarà per l'ennesima volta innanzi ad una soluzione gattopardiana. Si deve notare che Al Sisi sapendo di avere le 'ore' contate prova ora a saltare sul carro del vincitore di Biden. Dopo aver inviato in tempo record gli auguri al nuovo presidente americano ha liberato i primi cinque prigionieri politici. Come ha osservato Hassan ve ne sono altri 60mila. Ma qualcosa si muove. E chissà che non arriveranno delle novità anche su altro...vedremo come evolverà la situazione in Egitto. Biden aveva detto che il tempo degli assegni in bianco per Al Sisi con lui sarebbe finito.
mb
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