Monfalcone, la toponomastica racconta l'identità politica di una città da sempre moderata ma nelle scuole prevale l'intitolazione militare

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  Se si vanno a guardare dal 1948 ad oggi le volontà democratiche del popolo monfalconese alle urne, si sono affermati ben otto sindaci democristiani, cinque sindaci socialisti sino al 1993, tre sindaci seppur con mandati rinnovati di centrosinistra,  dal 1993 al 2016 e dal 2016 amministra la destra radicale. Una città fondamentalmente di spirito centrista, moderato, moderazione che la si intravede anche nella storia della toponomastica e odonomastica cittadina. Perchè a volte i nomi dei luoghi, delle vie, delle strade e delle piazze, parlano meglio di qualsiasi altro atto e gesto politico. Fotografano ciò che è stato ma che non è detto che continuerà ad essere, perchè oggi riuscire a cambiare i nomi delle vie, nel bene o nel male, dipende dai punti di vista, è decisamente più complicato rispetto al passato che rischia pertanto di essere indelebile e rappresentare un mondo, una società che non esiste più con tutte le contraddizioni del caso. Su circa 300 vie esis...

Riforme costituzionali, per tre mesi si consulteranno i cittadini in rete




Dal giorno 8 luglio è disponibile sul sito http://www.partecipa.gov.it/ la procedura che avvia la consultazione pubblica in rete per le riforme costituzionali. La consultazione è aperta dall’8 Luglio all’8 Ottobre 2013 per una durata complessiva di 3 mesi. I risultati confluiranno in un rapporto che sarà pubblicato online e consegnato alla Presidenza del Consiglio. Il processo di consultazione è strutturato in tre livelli: un questionario breve, un questionario di approfondimento e una fase di discussione pubblica .


Il primo questionario, è composto da 8 domande, per rispondere è necessario avere una connessione internet, ovviamente un computer ed una mail e diversi minuti di tempo.
Il primo questionario affronterà varie tematiche, si chiederà se il modo in cui il potere è distribuito tra gli organi dello Stato (Parlamento, Governo e Capo dello Stato) e il rapporto tra di essi debba essere modificato rispetto a quanto attualmente previsto dalla Costituzione, anche in un’ottica di maggiore stabilità politica ed efficienza. La modifica può riguardare il rafforzamento del ruolo del Presidente della Repubblica, conseguente alla sua elezione da parte del popolo (caratteristica delle forme di governo di tipo presidenziale) o, l’introduzione di alcuni meccanismi di correzione nei rapporti tra Governo e Parlamento (restando nell’ambito delle forme di governo di tipo parlamentare e mantenendo il ruolo di terzietà del Presidente della Repubblica).
Le altre domande riguarderanno l’attuale organizzazione del Parlamento, come questa possa essere modificata. Le possibili modifiche riguardano tre aspetti: le funzioni delle Camere, la loro composizione e la struttura del Parlamento. Si chiederà se è necessario modificare il il limite di età per essere eletti tra i componenti della Camera e del Senato, il numero dei parlamentari, le indennità e benefici dei parlamentari, la trasparenza, la qualità ed i tempi delle leggi. Nella scorsa legislatura sono state approvate 391 leggi. Il tempo medio di approvazione di una legge è 193 giorni (in particolare quelle di iniziativa del Parlamento sono state approvate in un tempo medio di 442 giorni, quelle di iniziativa del Governo in 116 giorni, quelle di iniziativa delle Regioni in 400 giorni).
Alcune domande riguarderanno il rapporto con la democrazia diretta e partecipata, il referendum abrogativo, per poi passare alle possibili modifiche che possono riguardare le Regioni, Province e Comuni, si andrà dall'accorpamento dei Comuni più piccoli alla proposta di fusione delle Regioni, dalla eliminazione delle Province alle  modifiche delle competenze riservate allo Stato e Regioni .
Tutte queste tematiche verranno approfondite poi con un secondo questionario, più analitico rispetto al primo.
Quello che è certo, almeno sino ad oggi, è che tale iniziativa è stata poco pubblicizzata, che la popolazione connessa ad Internet è meno della metà, ed è chiaro che si taglierà fuori da tale consultazione una bella fetta della popolazione italiana.
Eppure le tematiche affrontate sono fondamentali poiché si ridisegnerà l'architettura dello Stato e non mi pare una cosa da poco.


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