Il grande colosso di Monfalcone è destinato a sparire

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  A soli centocinquanta metri d’altezza, quella ciminiera appare quasi ridotta se paragonata ai mostri d’acciaio e cemento da duecentocinquanta metri che solitamente feriscono i nostri cieli. Una misura contratta che fu, in un passato felicemente archiviato, fonte di dissapori ed un prezzo pagato sull'altare di uno sviluppo che non guardava in faccia a nessuno. Oggi, però, quel manufatto non è più soltanto il residuo di un’era industriale: è una spina dorsale della memoria collettiva, un reperto di vera e propria  archeologia dell'anima.  Eppure, si preferisce la metaforicamente la ruspa alla tutela. Con una furia iconoclasta degna della distruzione del Colosso di Roma, quell'imponente profilo si avvia ad essere cancellato dalla terra e dallo sguardo, destinato a sopravvivere solo nella memoria nostalgica di chi — da Trieste alle alture del Carso — vedeva in quella torre il punto fermo con cui riconoscere l'orizzonte di Monfalcone. La storia recente dell'Italia offr...

Il più grande database della storia, le proteste di tutto il mondo in tempo reale




Si chiama GDELT, è un database accessibile a tutti, globale, ed è finalizzato a catalogare tutti i comportamenti umani, le convinzioni sociali, le ideologie da cui derivano le proteste che possono destabilizzare o stabilizzare il potere, questione di punti di vista.
GDELT è progettato per contribuire a sostenere nuove teorie e conoscenze descrittive dei comportamenti e delle forze motrici dei sistemi sociali su scala globale dal livello micro del singolo attraverso un livello macro che riguarda tutto il pianeta, offrendo la sintesi in tempo reale dei comportamenti della società su scala globale in un database ricco e quantitativo che consente il monitoraggio in tempo reale e l'esplorazione analitica di tali tendenze.
Esiste una cartina interattiva che evidenzia le proteste verificatesi tra gennaio e giugno 2013 in tutto il mondo, ma che non è molto aggiornata, andando a guardare per esempio il Friuli Venezia Giulia, risulta un solo evento, e riguarda Pordenone e non è dato capire quale sia l'evento e quando sia accaduto. Probabilmente verranno evidenziate solo le proteste che vengono considerate come oggetto di particolare attenzione in base a dei criteri non pienamente conoscibili. Il dataset di GDELT è generato completamente da algoritmi software il cui funzionamento avviene senza supervisione umana o di intervento e si basa sul rapporto globale delle informazioni fornite dai media.
Il team GDELT attualmente è composto da Kalev Leetaru della University of Illinois, Filippo Schrodt di Penn State (PSU), e Patrick Brandt della Università del Texas e Dallas (UTD)

consists of Kalev Leetaru of the University of Illinois, Philip Schrodt of Penn State (PSU), and Patrick Brandt of the University of Texas at Dallas (UTD). - See more at: http://gdelt.utdallas.edu/about.html#sthash.uqryf6aE.dpu
Insomma un sito internet che deve essere assolutamente monitorato e che verrà utilizzato ovviamente per prevenire conflitti o proteste sociali o forse anche per provocarle, anche ciò sarà solo questione di punti di vista.
Se un database come questo è pubblico, mi domando, cosa mai avranno a disposizione gli apparati di sicurezza dei vari Stati?









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