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Friuli Venezia Giulia, in aumento gli sfratti



Il Ministero dell'Interno ha pubblicato i PROVVEDIMENTI ESECUTIVI DI SFRATTO, RICHIESTE DI ESECUZIONE, SFRATTI ESEGUITI PER PROVINCIA- Periodo gennaio - dicembre 2012.

I dati peggiori li ha la Regione Lombardia con ben 13.356, seguita dal Lazio con 8.879.
Il Friuli Venezia Giulia, nel citato periodo di riferimento, ha un totale di ben 1.100 sfratti, in diminuzione rispetto al 2011 del 12,28 %. Quelli per morosità vedono Trieste con 347 sfratti, Gorizia 44, Pordenone 94, Udine 147, mentre per finita locazione, ancora una volta Trieste è prima in questa triste classifica regionale con 54 sfratti su un totale di 72 in regione. Ma la situazione è in fase di peggioramento.
Risultano ben 2.047 richieste esecuzione di sfratto, solo a Trieste sono 768, Pordenone 687 e vede l'aumento del 31,36% rispetto al passato, o Gorizia con 182 del 31,88%, per una media regionale che cresce, rispetto al passato del 14,42 %.
Insomma se questi dati vengono rapportati alla effettiva popolazione presente in Friuli Venezia Giulia, ciò evidenzia che esiste il problema casa, esiste l'emergenza sfratti, in continuo ed impressionante aumento,ma ad oggi sembra questo problema essere avvolto dal silenzio, le istituzioni sembrano non vivere tale fattore come una questione né prioritaria né secondaria.
La nostra regione è colma di case vuote, disabitate, esiste una crisi del lavoro emergenziale, la CGIL ha reso noto che in Italia per ritornare ai livelli occupazionali pre-crisi, quindi nella media del 2007, si deve attendere il 2076.

Lavoro, casa, due diritti garantiti, espressamente il primo, implicitamente il secondo, nella nostra Costituzione. La strategia Europa 2020, le raccomandazione dell'UE, che in sostanza scrivono i programmi dei governi sia nazionali che regionali, quale discrezionalità lasciano alle singole realtà in tal campo? Se non si ottemperano le raccomandazioni scattano le sanzioni, se non si ottempera la strategia Europa 2020, si perdono i finanziamenti, se non si comprende che il lavoro con i diritti, ed un servizio sociale pieno ed effettivo devono essere la normalità, se l'integrazione non verrà garantita, il tutti contro tutti sarà una realtà dura da affrontare. Solidarietà, integrazione e diritti sociali, prima la persona e poi il resto. Ma l'UE sembra correre verso altra direzione, quella della privatizzazione dei servizi pubblici, della concorrenza, della competizione, delle grandi ed inutili opere.

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