A Gorizia esiste una delle poche svastiche ancora oggi presenti in Italia

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  Sentite, questa è una storia straordinaria, di quelle che a raccontarle oggi si fa quasi fatica a crederci. Perché noi siamo abituati a pensare che la Storia – quella con la S maiuscola, quella dei grandi sconvolgimenti – lasci sempre dei segni enormi, evidenti. E invece no. A volte si nasconde nei dettagli, in un angolo dimenticato. Immaginate la scena: siamo a Gorizia. Una città che è un groviglio pazzesco di confini, di lingue, di memorie che fanno a pugni tra loro. Ancora oggi la scritta Tito che sovrasta Nova Gorica, città nata per mano del socialismo jugoslavo, procura divisioni e discussioni formidabili. Voi camminate, entrate nel giardino del lapidario di Palazzo Attems Petzenstein, e vi muovete tra questi vialetti, che sono piccoli, stretti, quasi intimi. Da una parte avete le lapidi che ricordano il vecchio, felice periodo asburgico – quando Gorizia era la "Nizza austriaca", tutta ordine, burocrazia imperiale e nostalgia –, dall'altra, immancabilmente, ci sono...

Sciopero al Piccolo ma l'iniziativa viene censurata, perchè?

 
Non voglio entrare nel merito del perché dello sciopero.
I lavoratori e le lavoratrici del Piccolo avranno certamente le loro buone ragioni per scioperare, certamente saranno di una certa consistenza visto e rilevato che l'assemblea redazionale ha proclamato un pacchetto di dieci giorni di sciopero due dei quali si svolgeranno nella giornata del 5 luglio e 6 luglio 2012.
Il punto è che il Piccolo, piaccia o non piaccia, è il principale quotidiano di Trieste se non della regione del Friuli Venezia Giulia. E se vivi in questa terra non puoi, a parer mio, non leggere questo giornale.
Mi domando, alle ore 18.00 del 6 luglio 2012, per quale motivo di questo sciopero,dello stato di agitazione, di questa iniziativa, non è emerso nulla di nulla nelle pagine del giornale dei giorni precedenti?
Perché nel sito internet del Piccolo, che anche oggi giornata di sciopero è stato in qualche modo aggiornato, non emerge nulla?
Perché nella pagina facebook con oltre 12.000 mi piace non emerge nulla?
Perché si censura questa iniziativa di lotta intrapresa da chi lavora per il Piccolo con il Piccolo e nel Piccolo?
Perché la gente di Trieste ma anche della regione non può essere informata su cosa accade ?
Ciò sarebbe un gesto di rispetto prima di tutto verso i lavoratori che lottano contro la precarietà ma specialmente verso la Città, verso i cittadini, verso i lettori, e sono tanti, del Piccolo.
Molti oggi si son recati in edicola per comprare il Piccolo e non sapevano nulla.
Libertà d'iniziativa imprenditoriale certo, ma ciò non vuol dire che debba venir meno anche il rispetto per chi con il proprio lavoro contribuisce alla crescita del Piccolo e per chi con i propri soldi acquista ogni giorno il Piccolo.

Aggiornamento: Il Direttore del Piccolo mi ha contattato specificando che nel giornale in edicola il 4 luglio veniva dedicato un quarto di pagina abbondante al comunicato con cui la rappresentanza sindacale dei giornalisti del Piccolo raccontava appunto le ragioni della propria azione di lotta contro l'editore.



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