Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Sciopero al Piccolo ma l'iniziativa viene censurata, perchè?

 
Non voglio entrare nel merito del perché dello sciopero.
I lavoratori e le lavoratrici del Piccolo avranno certamente le loro buone ragioni per scioperare, certamente saranno di una certa consistenza visto e rilevato che l'assemblea redazionale ha proclamato un pacchetto di dieci giorni di sciopero due dei quali si svolgeranno nella giornata del 5 luglio e 6 luglio 2012.
Il punto è che il Piccolo, piaccia o non piaccia, è il principale quotidiano di Trieste se non della regione del Friuli Venezia Giulia. E se vivi in questa terra non puoi, a parer mio, non leggere questo giornale.
Mi domando, alle ore 18.00 del 6 luglio 2012, per quale motivo di questo sciopero,dello stato di agitazione, di questa iniziativa, non è emerso nulla di nulla nelle pagine del giornale dei giorni precedenti?
Perché nel sito internet del Piccolo, che anche oggi giornata di sciopero è stato in qualche modo aggiornato, non emerge nulla?
Perché nella pagina facebook con oltre 12.000 mi piace non emerge nulla?
Perché si censura questa iniziativa di lotta intrapresa da chi lavora per il Piccolo con il Piccolo e nel Piccolo?
Perché la gente di Trieste ma anche della regione non può essere informata su cosa accade ?
Ciò sarebbe un gesto di rispetto prima di tutto verso i lavoratori che lottano contro la precarietà ma specialmente verso la Città, verso i cittadini, verso i lettori, e sono tanti, del Piccolo.
Molti oggi si son recati in edicola per comprare il Piccolo e non sapevano nulla.
Libertà d'iniziativa imprenditoriale certo, ma ciò non vuol dire che debba venir meno anche il rispetto per chi con il proprio lavoro contribuisce alla crescita del Piccolo e per chi con i propri soldi acquista ogni giorno il Piccolo.

Aggiornamento: Il Direttore del Piccolo mi ha contattato specificando che nel giornale in edicola il 4 luglio veniva dedicato un quarto di pagina abbondante al comunicato con cui la rappresentanza sindacale dei giornalisti del Piccolo raccontava appunto le ragioni della propria azione di lotta contro l'editore.



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