Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

500 serie Italia “nessuno torna indietro”





Prenderò in prestito un titolo che ha segnato la storia della Fiat 500, ovvero quel nessuno torna indietro, poche parole, ma pesanti come un gran macigno di delusione, con le quali Quattroruote nel lontano agosto del 1957 criticò la 500.
Gli italiani in quel tempo erano abituati alla 600 alla Fiat 1000, e la Fiat 500, almeno alle sue prime battute, si rivelò come un gran fallimento.
Vi furono tanti, tantissimi esemplari, dal 1957 al 1975 si evidenziano in particolar modo


Le 500 di serie
1957 … Nuova 500
1957-1960 … Nuova 500 Economica
1957-1960 … Nuova 500 Normale
1958-1960 … Nuova 500 Sport
1958-1960 … Nuova 500 Sport trasformabile
1960-1965 … 500 D
1960-1966 … Giardiniera 500
1965-1972 … 500 F
1968-1972 … 500 Lusso
1972-1975 … 500 R

per un totale di 4. 250, 000 esemplari collocati nel mercato automobilistico.

Un pezzo di storia tutta italiana che ancora oggi lascia sognare.
Fascino senza tempo.
Lascia sognare come quelle conquiste ottenute nelle lotte, penso per esempio allo Statuto dei Lavoratori.
Già, lo Statuto dei Lavoratori.
Ed allora ti capita , non sempre per caso, di camminar la notte per le strade cittadine triestine, ed intravedere da tempo, delle Fiat 500 abbandonate ad un sonno senza ritorno.
Cambia il tempo, il clima, giorno e notte, alba e tramonto, pioggia e caldo, ma quelle 500 sono sempre lì.
L'una poco distante dall'altra.
A volte accompagnate da alcune foglie autunnali, a volte da qualche gatto o gabbiano che le confonde con una culla meccanica e moderna ove trovar sollievo.
Ed allora pensi, pensi che quelle 500 rappresentano bene l'Italia che oggi viviamo.
L'Italia da un lato ferma , rassegnata, che subisce e patisce ogni abuso e sopruso, italiani dormienti ed assopiti, salvo urlare di gioia e magari vivere qualche scazzottata per una partita di calcio, dall'altro pensi all'Italia che regredisce.
Regressione dei diritti, protezionismo in itinere, razzismo crescente, omofobia crescente, nazionalismi crescenti, insomma si cresce in senso contrario.
Ed allora ecco quell'esclamazione, ferma e tempestosa, nessuno torna indietro.
Il tempo di fumar una sigaretta ed ecco incontrar altra Fiat 500.
Color giallo canarino, con un fiocco bianco.
Nella parte posteriore vedrai due sposi, lei e lui abbracciati e stretti stretti dentro quell'ammasso di ferro che tanto ha fatto sognare tal Paese.
Nonostante tutto quella Fiat500 è in vita, cammina, prosegue il suo percorso verso la dimora notturna di chi ha condiviso il sì, sorpassa con indifferenza quella Fiat 500 color arancio ancora assopita, non incrocerà la Fiat 500 color nero rabbia notturna, dormiente ai piedi della Curia.
Poi il silenzio.
Nessun rumore di motore rombante, nessun schiamazzo notturno, solo la voce del gabbiano in cerca di cibo.
Ed esclamerai, 500 serie Italia,Nessuno torna indietro.


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