Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

Immagine
C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

E' natale, è natale ma...

Oh oh oh 
ah ah ah
eh eh eh
bon bon 
dio bon è natale, 
è natale,
e non ho nulla da festeggiare.

Ma io penso,
e penso,
a chi ha perso,
a chi il lavoro ha perso,
a chi la casa ha perso,
a chi la speranza ha perso,
a chi è solo
e solo e depresso.

Oh oh oh 
ah ah ah
eh eh eh
bon bon 
dio bon è natale.



Chi va alla Caritas per mangiare,
chi in prigione piange e si dispera,
chi al bar si va ad ubriacare,
chi in fabbrica subisce e non spera,
chi in stazione si va a drogare,
chi vive la guerra di questa nostra era,

chi l'amore va ad abbracciare,
per dimenticare
anche
una crisi
che ti fanno scontare
senza sconti,
evviva il regalo
del governo Monti.



Vedo città intasate,
da auto parcheggiate,
da persone stressate,
dal consumismo natalizio
perché questo
è il giorno dell'armistizio,
spendo e compro
per andare contro
la depressione
per andare incontro
ad un sorriso di natale,
perché è natale,
è natale,
cosa ho da festeggiare?



Oh oh oh 
ah ah ah
eh eh eh
bon bon 
dio bon è natale.




Babbo,
babbo,
Babbo e babbo natale
ma se proprio puoi un regalo
lo devi fare,
regala la verità,
alla gente comune
che non vive per la comune,
al popolo senza più dignità,
per rispedire al mittente
il pacco di natale,
colmo di austerità,
per una notte dove possa sognare
la conquista di quella piazza,
la piazza della verità,
che io voglio occupare,
che io voglio occupare.

Oh oh oh 
ah ah ah
eh eh eh
bon bon 
dio bon è natale.



Svolti l'angolo,
senza più angolo
ed è natale,
vai là,
vieni qui,
per andare lì,
e tornare qua,
mi scusi sa?

E' natale,
è natale,
è natale,
ma l'augurio

lo voglio fare,

per un laico natale,

dove la passione

possa divenir amore,

dove il sogno possa divenir speranza,

dove la rabbia possa divenir dignità,

dove la dignità possa divenir rivolta,

e rivoltiamoci

per il natale della nostra ribellione...

Marco Barone

p.s
più panettoni per tutti...









Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?