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Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

La priorità è il lavoro con i diritti

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pubblicato su bora.la Trieste,pur essendo abbracciata dal mare, sembra respingere quel profumo tipico dell'Adriatico. Attraversando Piazza della Borsa e Piazza dell'Unità d'Italia, pensando allo sciopero dei trecento fuochisti delle navi del Lloyd, del febbraio 1902, pensando ad una storia di bieca e violenta repressione, comprenderai forse il perché quel profumo di mare a Trieste tarda ad arrivare. Si protestava e scioperava in particolar modo per il pagamento dello straordinario, per una diversa regolamentazione dell'orario di lavoro, per la riduzione dei turni di guardia notturna durante le soste dei piroscafi nel porto. La tensione saliva, i cittadini abbracciarono la causa dei lavoratori ma i colpi di fucile della 55^ brigata di fanteria, lo stato d'assedio proclamato, la conseguente legge marziale, il timore di un’insurrezione aperta contro il potere imperiale e la volontà di Vienna di conferire l'esempio, mutò quello sciopero, quella protesta, ...

I Costi della politica nei programmi elettorali per il FVG

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pubblicato su bora.la Domenica 21 e lunedì 22 aprile 2013 le elettrici e gli elettori del Friuli Venezia Giulia sono chiamati a votare per l'elezione del Presidente della Regione e del Consiglio regionale , oltre che per il rinnovo delle amministrazioni degli enti locali in scadenza. Si voterà il candidato, la candidata, oppure il programma? La situazione a livello locale dovrebbe essere simile a quella nazionale, i programmi hanno una certa importanza, ma non saranno determinanti qualora il candidato o la candidata che sosterrà certe e date questioni non sarà credibile, non ispirerà fiducia, non rappresenterà una idea che nella sua vaghezza possa attirare in via calamitosa l'interesse individuale dell'elettore od elettrice. D'altronde ci sarà chi voterà per propri interessi particolari, chi semplicemente per antipatia politica, chi per simpatia politica, chi per la regola dell'alternanza. La mia attenzione cadrà sulla questione costi della politica. ...

No Tav : la resa dei conti.

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Luca ha semplicemente attuato un gesto individuale ma con l'intento di difendere un bene comune. Un gesto individuale non egoistico volto a sollevare la solidarietà collettiva. Chiamala se vuoi anarchia ribelle che ha dimostrato come il singolo gesto, che sfugge alle gabbie della Polizia di questa non più democrazia, bensì viva e tetra tirannia, può conseguire effetti devastanti per il sistema esistente, per l'ordine pubblico imposto. Certo, probabilmente se Luca non perdeva l'equilibrio fisico, o se non poneva a rischio la propria vita, forse quel gesto isolato, sarebbe rimasto un semplice gesto. Un gesto volto al logoramento, come la battaglia dei ferrovieri, isolati dai media, dimenticati, salvo essere “glorificati” nel giorno mediatico edificato ad hoc, da buona parte della società politica e sociale. Probabilmente Luca sarebbe rimasto attaccato al palo per qualche ora, probabilmente si sarebbe parlato poco dell'occupazione illegale, illegittima, ...

Berlusconi ritornerà.

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Fermo. Fermo al semaforo rosso. L'ora perentoria per la società esistente, ordinatoria per la mia mente, segna il passaggio di consegne. E' giunto il 2012. Altri giorni, ore, minuti e secondi di vita. Eppure quel semaforo rosso, continua ad essere rosso. Era rosso nel 2011, è rosso nel 2012. Molte cose sono state scritte, molte cose sono state dette, e molte cose ho detto e scritto. Eppure nell'aria si percepisce una mancanza. Sarà l'effetto dell'astinenza, sarà l'effetto dell'umana negligenza, ma lui, il Cavalier Berlusconi non si vede. Comici in affanno, gossip in affanno, prime serate televisive noiose, eppure lui, ora coltiva i suoi processi, dove tra prescrizioni e ritrattazioni di testimonianze probabilmente uscirà non sconfitto. Non si parla più di accanimento della Magistratura, non si parla più di tempismo politico della giustizia, la Giustizia non è più un problema. Eppure, tutto funziona com...

E' natale, è natale ma...

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Oh oh oh  ah ah ah eh eh eh bon bon  dio bon è natale,  è natale, e non ho nulla da festeggiare. Ma io penso, e penso, a chi ha perso, a chi il lavoro ha perso, a chi la casa ha perso, a chi la speranza ha perso, a chi è solo e solo e depresso. Oh oh oh  ah ah ah eh eh eh bon bon  dio bon è natale. Chi va alla Caritas per mangiare, chi in prigione piange e si dispera, chi al bar si va ad ubriacare, chi in fabbrica subisce e non spera, chi in stazione si va a drogare, chi vive la guerra di questa nostra era, chi l'amore va ad abbracciare, per dimenticare anche una crisi che ti fanno scontare senza sconti, evviva il regalo del governo Monti. Vedo città intasate, da auto parcheggiate, da persone stressate, dal consumismo natalizio perché questo è il giorno dell'armistizio, spendo e compro per andare contro la depressione per andare incontro ad un sorriso di natale, perché è natale, è natale, cosa...

Il 15 ottobre: Inizia una nuova fase.

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Il 15 ottobre segna l'inizio di una nuova fase. Una fase annunciata pubblicamente da tempo,  una fase ignorata da tanti, e tollerata per altri fini dal sistema. Questa fase si chiama fine della tregua sociale. Quello che ora dirò e forse sarà uno dei pochi articoli ove ancora si potranno esprimere valutazioni libere, è frutto di quello che ho visto con i miei occhi, respirato e percepito per le vie di Roma nella giornata del 15 ottobre. Però è necessaria una premessa. Passeggiare la sera del 15 ottobre, nella Piazza di San Giovanni, ove vedevi i resti di una dura lotta, dove vedevi il volto di una città sorpresa e forse sconvolta mi ha dato da riflettere. Tali riflessioni mi spingono anche a dire che dobbiamo, tutte e tutti prepararci a misure repressive preventive senza precedenti. O meglio tali precedenti avevano trovato affermazione durante il regime fascista. Presto, molto presto, nel nome della sicurezza, dell'Ordine Pubblico, invocheranno misure di...

Fallimento o non fallimento?

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Fallimento sì, fallimento no. Sono settimane che non si parla di altro. Rischia di divenir un' osessione senza soluzione di continuità. Però forse, in verità, nessuno di noi è ben consapevole della consistenza del fallimento di uno Stato. E di quello italiano poi. Si è parlato di effetto domino. Se fallisce l'Italia, fallisce l'Europa e quindi, il mondo. Chi parla di videogame. Un videogioco che non è ancora finito. Ma il problema, non è il videogame, anche perchè il videogame prima o poi deve finire, ma la macchina che permette al videogame di funzionare. Finito un gioco ve ne sarà un secondo. Ma la macchina è sempre quella. E tale macchina si chiama capitalismo. Ora, in tal momento, nutro dei dubbi. Sono il primo a disconoscere il concetto del complottismo o della dietrologia. Però sono anche il primo a manifestare grande, immensa, diffidenza verso le coincidenze. Come ho spiegato brevemente in precedenti articoli, quando parlavo di potere occulto, ma proprio occulto ,...

Ecco il perchè del "successo" dell'operazione "Casta di Montecitorio".

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La scorsa notte ho notato due gabbiani litigare per un pezzo di pane. Si beccavvano. Si inseguivano per i borghi cittadini. Emettevano strani versi. Anche i gabbiani soffrono la fame. Ma penso anche al degrado ed alla bellezza. Due elementi contrastanti,non concilianti ma conviventi. Penso per esempio a Trieste. Splendida città di mare. Ma è devastata da palazzi in rovina. Da cartelli che indicano rischio caduta intonaci. E tanta erba incolta per le rive nonchè bottiglie di vetro disseminate per le vie principali. Colto dal senso di indignazione, decidi di raccogliere le bottiglie. Senza aspettare l'operatore di strada notturno. Cosa voglio dire con ciò? Che in questo paese vige il sentimento del giustizialismo e della giusitizia fai da te. Chiaramente non è come raccogliere una delle tante bottiglie gettate da qualche vandalo per le strade della città. E' un qualcosa di più profondo ed intenso. Ed in tempo di crisi si litiga anche per un pezzo di pane. Come i gabbiani. Fase 1...