Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta strategia tensione

Aquileia: il porto dell'Impero e l'ombra del Ventennio

Immagine
  Quando si cammina tra le rovine di Aquileia, non si sta passeggiando in una cittadina qualsiasi: si sta attraversando quella che era, a tutti gli effetti, la seconda città dell'Impero!  Una metropoli pazzesca. Però, oggi, per cogliere questa immensità ci vuole un grandissimo sforzo di immaginazione. Le pietre sopravvissute al tempo sono lì che vorrebbero disperatamente raccontarci una storia straordinaria, ma noi, spesso, facciamo fatica ad ascoltarla.  Perché c'è un problema. E il problema è che se vogliamo davvero capire e valorizzare Aquileia, dobbiamo liberarci di un ingombro non da poco: dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la visione che ci ha lasciato in eredità il fascismo e svecchiare, modernizzare il sito.  Prendiamo la fantomatica "via sacra". Voi andate lungo il porto fluviale, che all'epoca dei romani doveva essere un luogo vivacissimo, un viavai frenetico, un posto pieno di rumori, di mercanti, di facchini che imprecavano e caricavano merci.....

La strategia della tensione? Chiamatela la strategia della grande impunità

Immagine
L'Italia repubblicana è stata letteralmente devastata dallo stragismo neofascista, manovalanza politica, di intrighi, complotti di Stato legati indissolubilmente al filo dell'atlantismo. Complotti tutt'altro che immaginari e visionari, che hanno portato alla devastazione e al rischio di far saltare le fondamenta della democrazia repubblicana in Italia. 419 morti, 1181 feriti, l'apice venne raggiunto nel 1980 con 125 morti e 236 feriti. Ciò che è accaduto dal 1969 al 1984 è stato quasi un ventennio di violenza rimasta pressoché impunita. E quando c'è l'impunità significa che il sistema ne è stato partecipe. Tanti protagonisti di quella vicenda ne sono usciti indenni, molti hanno portato con sè i segreti nella tomba, altri, se li porteranno. Tra persone graziate, che avrebbero dovuto marcire in galera e non rimpiangono ciò che hanno fatto, parlando in alcuni casi di errori di gioventù, come se ammazzare più persone, fosse un semplice e banale errore di gioventù. ...

Lo stragismo neofascista che ha seminato il terrore e l'Italia durante la strategia della tensione: un memoriale per tutte le vittime

Immagine
La città di Milano avrà un memoriale dedicato alle vittime della strategia della tensione, quel periodo stragista, che dal 1969 al 1980, con l'intenzione di destabilizzare il Paese a colpi di bombe, per imporre un contesto governativo radicalmente autoritario ed anticomunista, ha cagionato centinaia di morti, oltre 500 feriti in un teatro politico su cui ancora oggi non si riesce a fare piena luce. L'Italia è stato un Paese che ha rischiato non uno ma ben tre colpi di Stato, un Paese dove ci sono stati collusioni, depistaggi, tossine che hanno inquinato le Istituzioni, come successo nella strage di Peteano, dove ancora oggi si fatica a riconoscere che degli esponenti delle nostre Istituzioni anziché adoperarsi per fare giustizia su dei propri colleghi uccisi, si mossero in tutt'altra direzione per coprire gli esecutori di quel fatto nefasto. Dimostrazione di questa timidezza è quanto si può leggere nel corposo testo preparato dal Quirinale nel 2008 per le vittime del terror...

Strage di Peteano, "attualizzare" la targa ricordando la matrice neofascista dell'attentato. Il "desiderio" del giudice Casson

Immagine
Una sala comunale di Sagrado piena fino all'ultimo secondo quella che ha connotato l'iniziativa organizzata da Orizzonti Comuni con il patrocinio del comune di Sagrado e la presenza del magistrato Casson e giornalista Morando, per ricordare il 51° anniversario della strage neofascista di Peteano avvenuta nella tarda sera del 31 maggio del 1972, quando persero la vita tre giovani carabinieri, ed altri due rimasero feriti. Ma vittima di quella strage fu anche un dipendente della prefettura triestina, l'autore delle lettere anonime, che avrebbero consentito di arrivare all'autore della telefonata "trappola" del bar Nazionale di Monfalcone, Carlo Cicuttini. Mauro Roitero venne "ucciso" in prefettura a Trieste anche se nessuna autopsia ha potuto accertarlo con certezza, ma gli indizi portano verso quella strada. Una strage che si inserisce nel contesto storico della strategia della tensione, che ha avuto l'unico reo confesso neofascista di una strage...

45 anni dal sequestro che sconvolse l'Italia e le nuove generazioni poco o nulla sanno di quel periodo e di Moro

Immagine
45 anni in sordina, giusto il minimo sindacale per quel fatto che sconvolse l'Italia, un vero e proprio intrigo internazionale sul quale esistono ancora oggi una quantità impressionante di zone grigie, di verità non dette e nascoste a partire da chi partecipò realmente a quell'operazione, fino all'epilogo. Il sequestro Moro fu un qualcosa di incredibile ma che si inseriva all'interno di un contesto complesso, iniziato nel 1969 ed ultimato nel 1980 per alcuni, 1984, per altri, la strategia della tensione. Tre colpi di Stato tentati, un massacro di civili compiuto dai neofascisti supportati da apparati corrotti dello Stato e non solo, terrorismo rosso e nero, contrapposti ma con finalità diverse, era il neofascismo asservito ai poteri forti quello che operava per destabilizzare per poi stabilizzare con la mano forte dell'autoritarismo, quasi vent'anni di terrore, di morte, di violenza inarrestabile, di cui oggi se ne parla più negli ambienti storici, politici di r...

Quell'apparente decadenza del principe nero, Junio Valerio Borghese, nella relazione della CIA che lo attenzionava con costanza

Immagine
Una relazione del giugno 1963 della CIA, desecretata nel 2005, fotografa l'apparente declino politico del principe nero, Junio Valerio Borghese. Una relazione dove ne esce un quadro di una persona messa ai margini dalla società politica neofascista e anche dalla nobiltà romana.  Un testo interessante ma che si ferma al 1963, manca la seconda parte della storia, di una persona che ebbe un ruolo invece tutt'altro che marginale all'interno della strategia della tensione, passando soprattutto dal fallito golpe della notte dell'Immacolata, alla fondazione del Fronte Nazionale, saltato perchè non ebbe il sostegno degli americani, americani, come si può ben vedere, e come ben dimostra il testo di questa relazione, che attenzionavano con particolare cura la figura del principe nero come dimostrano diversi documenti presenti nell'archivio della CIA.    "Il principe Valerio Borghese ha condotto negli  ultimi anni una vita insignificante dal punto di vista politico. Fu di...

Da "Ordine Nuovo inserita in GLADIO" al depistaggio di Peteano per coprire i neofascisti, al progetto di eliminazione del telefonista del bar Nazionale di Monfalcone

Immagine
Continuano ad arrivare elementi importanti sulle vicende che hanno interessato la strage di Peteano e non solo. Vinciguerra, terrorista neofascista, si è assunto la responsabilità di quell'evento e continua come è giusto che sia in un Paese normale, a scontare la pena nel carcere di Opera. Ma va detto che in Italia di normale c'è poco e nulla, visto che la maggior parte dei protagonisti della strategia della tensione in galera non ci sono mica andati. Fatto stragista, quello di Peteano, che portò alla morte del brigadiere Antonio Ferraro, dei carabinieri Donato Poveromo e Franco Bongiovanni e del ferimento di altri due carabinieri,  in quel maledetto 31 maggio del 1972, continua a rilasciare delle dichiarazioni significative che si inseriscono all'interno di un contesto storico complesso. Vincenzo Vinciguerra ha pubblicato una memoria processuale in merito ad un processo di diffamazione subito per iniziativa della figlia di un protagonista di Ordine nuovo, Sig...

Gli USA ossessionati dalla lotta al comunismo, hanno riabilitato fascisti e nazisti: la strategia della tensione è una loro responsabilità

Immagine
  Senza il beneplacito della mafia gli americani in Sicilia non avrebbero mai potuto sbarcare in modo indolore, questa è storia risaputa, e dallo sbarco in Sicilia in poi si è iniziata a scrivere una nuova storia, drammatica, italiana, che ha visto stragi, tragedie, consentite, volute, non ostacolate, perchè l'obiettivo era uno solo, non far svoltare il Paese a sinistra e ostacolare ogni processo di avvicinamento al comunismo. Gli USA erano ossessionati dal comunismo come oggi sono ossessionati dal contrasto alla Cina pur di imporre il proprio dominio nel mondo. Tanto in Italia quanto in Europa, Germania inclusa, vi è stata una riabilitazione di fascisti e nazisti, che potevano essere utili alla causa considerata comune, la lotta al comunismo. Da quel momento si è scritta una pagina di storia lunga e fatta anche di sangue. Colpi di Stato tentati, dal piano Solo, a quello dell'Immacolata, fermato dagli americani all'ultimo momento, a quello di Sogno, le bombe e la strategia ...

Furono attentati di fascisti per colpire il MSI, ma pensarono a "zingari" e comunisti o esaltati

Immagine
Tra il 1971 e 1972, nel momento in cui si stava ponendo il disimpegno degli americani verso Gladio, si realizzò una guerra intestina violentissima tra neofascisti che esplose a colpi di bombe ed ebbe il suo epilogo in Friuli Venezia Giulia con la strage di Peteano. Si contarono diversi attentati in regione, che si scopriranno poi aver avuto come matrice gruppi neofascisti, come aderenti ad Ordine Nuovo. Ad esempio gli attentati del 26 e 27 marzo 1971 sulle linee Trieste-Venezia e Udine-Venezia, il 15 settembre 1971, al monumento dei caduti di Latisana, il 28 dicembre 1971 attentato dimostrativo al sindacalista CISNAL Giampiero Zaro, il 26 gennaio 1972 attentato dimostrativo contro il deputato del MSI de Michieli Vitturi , tutti attribuiti anni dopo ai gruppi di estrema destra, ed alcuni di essi eseguiti con l'impiego di esplosivo T/4, il medesimo usato per la strage di Peteano, non in commercio in Italia e di difficile trattamento come provarono le indagini di allora. Ma la cosa ...

Quella farsa giudiziaria sulla strage di Peteano, una vicenda che va oltre l'incredibile dove la "verità" si è appiattita

Immagine
La strage di Peteano, passata alla storia come quella dimenticata, rimossa, perché imbarazzante per le Istituzioni, visti i depistaggi attuati da alcuni esponenti delle forze dell'ordine e della magistratura, ha veramente dell'incredibile. Eppure tutto è vero, tutto è successo, a partire dal modo in cui fu redatta la requisitoria. Tanto che venne realizzata una specifica interpellanza per denunciarne la gravità della situazione. Per redigere la requisitoria conclusiva relativa alla strage di Peteano, il procuratore della Repubblica ha dovuto battere personalmente le 70 cartelle di testo, non avendo dattilografi a disposizione servendosi di una macchina per scrivere ormai da destinare a museo e che non si riesce a sostituire. Siamo nel febbraio del 1974 quando si stava svolgendo il processo verso gli innocenti goriziani.  Come è noto, dovettero passare le pene dell'inferno, perché le indagini di polizia giudiziaria, dirette da un ufficiale superiore già implicato nelle not...

La strage di Peteano, il primo attentato neofascista, con delle vittime, in FVG

Immagine
  I carabinieri Ferraro, Poveromo e Dongiovanni, vittime della strage neofascista di Peteano, nel 2010 vennero insigniti anche della medaglia d'oro di vittima del terrorismo per gli alti valori morali espressi nell'attività prestata presso l'Amministrazione di appartenenza e per i quali, a Peteano di Sagrado (GO), il 31 maggio 1972, vennero uccisi, per mano terroristica, nel corso di un servizio di controllo, dall'esplosione di un'autovettura. Fu una strage che sconvolse il goriziano ed il FVG, l'impatto fu meno importante nel resto del Paese. E quella di Peteano è da considerarsi in FVG come la prima strage dal dopoguerra di matrice neofascista con delle vittime. Perché di attentati ve ne furono diversi, nel corso degli anni. La sera stessa di quell'evento nefasto il Presidente Leone chiuse la sua agenda consultandosi con Aldo MORO, ex Presidente del Consiglio dei ministri. L'evento del 31 maggio 1972 non occuperà pienamente le prime pagine dei princi...

 La CIA non riscrive alcun caso Mattei, fu fascista, come tutti, divenne poi partigiano, come molti

Immagine
Nei documenti desecretati dagli americani sulla questione Kennedy, e va detto che in questo, rispetto all'Italia, stanno avanti anni luce, si è focalizzata l'attenzione su Enrico Mattei. Sulla cui morte venne riaperto il caso negli anni 2000, e dove pare che all'interno della tomba vennero ritrovate tre gambe. Nel documento della CIA si parla del pregresso passato di Mattei. La lettura semplificata che se ne è data è che siccome era fascista, per questo motivo assunse comportamenti ostili verso le sette sorelle petrolifere, capeggiate dagli americani. Come è noto l'Eni di Mattei aveva tutte le potenzialità e capacità di muoversi in modo indipendente andando alla ricerca di quell'autonomia che ha sempre creato fastidio, questo sì, agli americani. Autonomia che l'Italia non si poteva permettere perchè era in debito con gli USA per la "liberazione" del Paese. Debito che si paga ancora. Questione che interessa per alcuni aspetti anche la politica di Moro,...

La democrazia è a rischio nel cuore dell'Europa, gli anni bui non sono stati superati, come insegna il caso tedesco "Reichsbuerger"

Immagine
  La democrazia è un bene supremo che diamo come per assodato, scontato. Nulla è perfetto ,la democrazia nasce imperfetta e rimarrà imperfetta, ma per quanto imperfetta è un valore da proteggere in modo assoluto.  Quanto accaduto in Germania con il caso Reichsbuerger, è un segnale gravissimo che accende e deve accendere il faro dell'attenzione su quelle zone oscure che in Europa hanno trovato sempre più consenso. Si parla di quasi 20 mila aderenti ad un gruppo neonazista pronto a compiere un golpe per far cadere la democrazia. Decine di arresti, coinvolta anche l'Italia in una operazione avvenuta a Perugia,  dove la Polizia di Stato ha arrestato in un albergo un cittadino tedesco, ex ufficiale dei reparti speciali dell'esercito tedesco. Nella sua camera, come riporta l'ANSA, i poliziotti hanno trovato e sequestrato materiale ritenuto riconducibile alla presunta attività sovversiva. Gli appartenenti al movimento "Cittadini del Reich" (Reichsbuerger) sono s...

 L'Egitto terra di rifugio per neofascisti ?

Immagine
L'Egitto, rivendica da sempre di aver coltivato con l'Italia rapporti millenari. Cosa che continua ancora oggi. Nel corso della storia delle relazioni diplomatiche italo-egiziane, solo due volte si vide la situazione essere compromessa, quando l'Italia invase militarmente l'Egitto, durante la seconda guerra mondiale, e l'8 aprile del 2016 con il richiamo dell'ambasciatore italiano per consultazioni, in relazione all'omicidio di Giulio Regeni, ma un nuovo ambasciatore, come sappiamo, venne rispedito il 13 settembre del 2017 in Egitto. Gesto con il quale le relazioni diplomatiche ripresero pienamente nell'ottica della reciproca normalizzazione dei rapporti. La Comunità italiana in Egitto visse alti e bassi, ci fu il periodo antecedente all'invasione contro gli inglesi, dove l'Egitto divenne terra di rifugiati anarchici e sovversivi italiani, per poi subire la locale comunità pesanti conseguenze in relazione ai fatti della seconda guerra mondiale...

 Tutte le strade portano al sequestro Moro, fu una vendetta per il "lodo" palestinese?

Immagine
Libri, film, inchieste, processi, cose dette e non dette, il sequestro Moro, che ha comportato il massacro della sua scorta, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Francesco Zizzi, Giulio Rivera e Raffaele Iozzino, in quella che è stata una mera operazione militare di altissimo livello, oltre che portare dopo 55 giorni alla morte dello stesso Aldo Moro, ha scombussolato l'Italia. Se c'è un caso dove tutti sembrano essere coinvolti, dove tutti sembravano nello stesso tempo voler liberare l'ostaggio, è proprio questo caso. Drammatico, italianissimo e dalle implicazioni internazionali. Servizi segreti, mafie, terroristi, e chi più ne ha più ne metta, eppure questo sequestro sembra essere più una vendetta per la questione palestinese, che non è mai stata tollerata né dagli USA né dagli israeliani, che altro. D'altronde come dar torto a chi vedeva l'Italia essere un terreno libero dove far circolare terroristi pronti a colpire obiettivi sensibili nella causa di liberazione de...

Quelle morti per "malessere" e la strage di Peteano

Immagine
Ci sono episodi che vanno per la loro strada, che rientrano all'interno di un periodo complesso, difficile, forse il più difficile della Repubblica italiana, quello che corre dal 1969 fino ai primi anni '80. Accadde di tutto, dai tentati colpi di Stato, anche se c'è chi disse che alla fine il fine venne conseguito ugualmente con un governo "amico" ed ostile ai comunisti, quello guidato da Andreotti, al sequestro Moro, all'eversione nera e rossa, al massacro di civili, di esponenti delle Istituzioni, di morti sospette. Accaddero talmente tante cose che neanche i migliori giallisti di ogni epoca avrebbero osato immaginare di peggio. Storie, nella storia. Come quella di Ferruccio De Michieli Vitturi , onorevole del MSI, presidente del Comitato centrale del Msi, spalatino di origini, volontario nella RSI, iscritto al MSI fin dalle origini, consigliere comunale ad Udine e anche provinciale sempre in Friuli. Morì dopo un malore avuto a Montecitorio. Co...