L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

 Tutte le strade portano al sequestro Moro, fu una vendetta per il "lodo" palestinese?


Libri, film, inchieste, processi, cose dette e non dette, il sequestro Moro, che ha comportato il massacro della sua scorta, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Francesco Zizzi, Giulio Rivera e Raffaele Iozzino, in quella che è stata una mera operazione militare di altissimo livello, oltre che portare dopo 55 giorni alla morte dello stesso Aldo Moro, ha scombussolato l'Italia. Se c'è un caso dove tutti sembrano essere coinvolti, dove tutti sembravano nello stesso tempo voler liberare l'ostaggio, è proprio questo caso. Drammatico, italianissimo e dalle implicazioni internazionali. Servizi segreti, mafie, terroristi, e chi più ne ha più ne metta, eppure questo sequestro sembra essere più una vendetta per la questione palestinese, che non è mai stata tollerata né dagli USA né dagli israeliani, che altro. D'altronde come dar torto a chi vedeva l'Italia essere un terreno libero dove far circolare terroristi pronti a colpire obiettivi sensibili nella causa di liberazione del popolo palestinese, sostenuta sia da estremismi rossi che neri? Dopo la strage di Fiumicino del 1973 con 34 persone uccise, l'Italia ha mostrato tutta la sua vulnerabilità, ed il lodo Moro, verbale, pare che altro non fosse che questo, è stato il consolidamento di tale debolezza. Moro non fu un santo, politicamente, ma pagò per tutti.

mb


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