Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...
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L'Egitto terra di rifugio per neofascisti ?
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L'Egitto, rivendica da sempre di aver coltivato con l'Italia rapporti millenari. Cosa che continua ancora oggi. Nel corso della storia delle relazioni diplomatiche italo-egiziane, solo due volte si vide la situazione essere compromessa, quando l'Italia invase militarmente l'Egitto, durante la seconda guerra mondiale, e l'8 aprile del 2016 con il richiamo dell'ambasciatore italiano per consultazioni, in relazione all'omicidio di Giulio Regeni, ma un nuovo ambasciatore, come sappiamo, venne rispedito il 13 settembre del 2017 in Egitto. Gesto con il quale le relazioni diplomatiche ripresero pienamente nell'ottica della reciproca normalizzazione dei rapporti. La Comunità italiana in Egitto visse alti e bassi, ci fu il periodo antecedente all'invasione contro gli inglesi, dove l'Egitto divenne terra di rifugiati anarchici e sovversivi italiani, per poi subire la locale comunità pesanti conseguenze in relazione ai fatti della seconda guerra mondiale a partire dall'applicazione delle Leggi razziali. C'è da riflettere e probabilmente indagare su quali fossero i rapporti tra l'Egitto ed i neofascisti italiani. Ad esempio, il dirottamento di Ronchi, del 6 ottobre 1972, in relazione alla strage di Peteano, pare che dovesse avere come ipotetica destinazione, il Cairo, anche se l'ipotesi più credibile era quella di vedere l'ex paracadutista Boccaccio, gettarsi con il paracadute tra i confini tosco emiliani. Quali furono i rapporti tra i neofascisti e l'Egitto di quel tempo? Perchè scegliere il Cairo come destinazione ipotetica? L'Egitto di allora che copertura e grado di protezione e supporto forniva ai neofascisti italiani che ebbero un ruolo nel periodo della devastante strategia della tensione che terrorizzò il Paese seminando morte e violenza per 12 anni? Da ricordare che il presidente egiziano di quel tempo, Sadat, fu collaborazionista con i nazisti, raccogliendo informazioni per lo stato
maggiore di Rommel sui movimenti delle truppe britanniche in Egitto.
Trieste, Triest, o Trst, Udine, Udin, Weiden o Viden. Due città distanti poco meno di 100 km. Con una cultura profonda, una storia complessa, che ancora oggi divide. Due città capoluogo di due regioni differenti, con identità differenti, il Friuli, Udine, la Venezia Giulia, Trieste per fondersi e confondersi con una mescolanza spesso mal digerita nell'unità del Friuli Venezia Giulia senza più alcun trattino divisore passando dal cuscinetto della Bisiacaria. Nonostante nel complesso si sia in una regione poco più piccola della sola provincia di Bari per popolazione. La sua area è pari a 7.924 km² cioè di poco superiore alla provincia di Sassari o Torino o Cosenza o Bolzano ad esempio. Ma con o senza trattino la divisione e la rivalità tra queste due città esiste, persiste e resiste. Dai dileggi, ai giochi, dallo sport, dal basket al calcio, a tutto ciò che può portare alla rivalità. Due bellezze contrapposte se non opposte, dalla bora di Trieste all'eleganza di Udine, ...
Il 13 novembre in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale della Gentilezza, nata da una conferenza del 1997 a Tokyo e introdotta in Italia dal 2000. Per questa propongo una storia per le classi di scuola primaria. La storia che segue, ambientata a Trieste, ha per protagonisti tre supereroi ed una nonna, Rosellina. Il disegno è stato fatto in una classe di una scuola dove la storia è stata letta. mb I tre supereroi e la nonnina Rosellina C’era una volta, anzi no. C’erano una volta tre supereroi. Avete presente quelli con i super poteri che si vedono nei film? Nei cartoni animati? Nei fumetti? Sì, proprio loro. E si trovavano in una bellissima città italiana, Trieste. Non erano mai stati prima a Trieste. Rimasero stupiti nel vedere quanto era lungo il molo sul mare, e quanto era enorme la piazza con due alberi di due navi dove sventolavano le bandiere, ogni tanto. Dopo essersi fatti un selfie sul molo Audace che è costruito sui resti di una vecch...
Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione? La matematica non è una opinione qualcuno disse... 1) per un calcolo della superficie e della capienza, il limite preso di misura è un numero di 4 persone/mq, 2) Piazza del Popolo ha una metratura di di 17.100 mq con una capienza massima e teorica di 68.400 ; 3) Piazza san Giovanni ha una superficie di 39.100 mq, con una capienza totale, quindi, di 156.000 persone. Direi che è arrivato il momento di non dare più i numeri... Marco B. MANIFESTARE A ROMA, QUANDO I PARTITI DANNO I 'NUMERI' - La fisica, con il principio della impenetrabilità dei solidi, insegna che due oggetti non possono occupare lo stesso spazio. Eppure c'é chi ritiene che questo classico teorema non si applichi alle persone, soprattutto se convocate in un determinato luogo ad esprimere pubblicamente la loro opinione politica. Fuor di metafora: quando si tratta di conteggiare i partecipanti alle manifestazioni, i partiti "danno i numeri"...
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