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Visualizzazione dei post con l'etichetta palestina

Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Monfalcone non è come una Banlieue di Parigi, ma...

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Il terzo millennio è iniziato sotto il segno delle guerre, Afghanistan, Iraq, tensioni epocali tra USA e Corea del Nord, terrorismo islamista, guerra in Etiopia, in Ucraina, e chi più ne ha più ne metta per arrivare alla situazione attuale tra Israele e Palestina che non nasce dal nulla ma è un sistematico filo della tensione e del dramma che continua dalla fine della seconda guerra mondiale. In tutto ciò, come è sempre stato detto, con l'ISIS, nessun posto al mondo può ritenersi al sicuro, nessuno, anche nel nostro piccolo FVG dove abbiamo visto le barriere antiterrorismo. In tutto ciò arriviamo a Monfalcone. Una città che vede buona parte della popolazione di fede musulmana, che non significa essere fondamentalisti islamisti, una città che è stata plasmata in questo modo da Fincantieri,  per rimanere competitiva sul mercato, e destra e sinistra e centro locale, per quanto possano lottare sul ring della politica, nulla possono e potranno fare per cambiare ciò. Perché spetterà solo...

La chiusura dei confini non è mai stata la soluzione, la soluzione è la politica di una Nazione

Per la seconda volta, nella sua storia, da quando è entrato in vigore Schengen, il FVG dovrà fare i conti, nell'arco di pochi anni di distanza, con la chiusura o sospensione temporanea dell'area di confine, della libera circolazione delle persone. Prima l'emergenza era il COVID, e come ben sappiamo quella misura di chiusura dei confini è stato un palliativo inefficace, ora, per ragioni di sicurezza nazionale dovute al terrorismo e questione emigratoria. Quando ci fu il fenomeno record di migrazioni con la rotta balcanica non si arrivò a queste radicali decisioni. Il vero punto nodale della questione è la politica che una Nazione intende adottare. L'esempio degli esempi è quanto accaduto con il minuto di silenzio voluto dalla UEFA per le vittime del terrorismo. Deliberatamente quel minuto di silenzio, contestato nella notte di Wembley da migliaia di timidi fischi, non è stato pensato per le vittime palestinesi della reazione spropositata israeliana, siamo arrivati ad o...

Quelle poche parole che hanno segnato il tempo e la storia " restiamo umani" in un tempo dove è difficile restare umani

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Un amico ti scrive e chiede di dedicare un pensiero a Vik. Il 15 aprile di quest'anno sono nove anni dalla sua uccisione. Se non me lo avesse ricordato, forse non me ne sarei ricordato. Non di Vik, ma di questa data. In rete, il volto bello e sociale e umano della rete, è inondato di messaggi di Vittorio e per Vittorio.  Non me ne sarei forse ricordato di mia iniziativa, ma la rete avrebbe colmato questa mancanza. E la prima cosa che ho pensato è, cosa è rimasto impresso di Vittorio ai più? La sua storia non la racconto, in rete si può trovare parecchia roba su Vik. Il suo soprannome. Vik. Il disegno che lo raffigura con il bambino in mano simbolo dei diritti umani negati, Handala, Vittorio con la kefiah, con la pipa e quel simbolo della vittoria che condivide con Handala. Il disegno di Latuff ha fatto la storia. Come quel "restiamo umani" o " stay human" di Vittorio. Questo il simbolismo potente che i più ricorderanno di Vittorio. Tutti avranno scritto oggi che...

Gerusalemme città contesa, guardando a Trieste e Fiume, passando da quell'atto mai contestato del '95

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Gerusalemme è la città contesa per eccellenza, ognuno avrà le sue ragioni od i suoi torti. E' sicuramente il simbolo di un mondo diviso, spaccato, di abusi e violenze, di resistenze e passione. Una situazione passionaria quella di Gerusalemme che non conosce pace e forse mai la conoscerà. La questione tra Israele e Palestina non è solo una roba religiosa, di popoli, di diritti, ma anche di civiltà, di poteri, di società, che si scontrano. Gerusalemme come città libera internazionale, come doveva esserla Trieste, per i fatti successivi alla seconda guerra mondiale, che ha visto dopo l'Impero austroungarico il Regno d'Italia, la Germania, la Jugoslavia, il GMA, il TLT mai costituito e di nuovo l'Italia, o come lo Stato libero di Fiume/Rijeka nei primi anni '20 successivo all'occupazione eversiva e militarista dannunziana che porrà le basi per l'assegnazione all'Italia fascista di quella città.    L'atto compiuto dal Presidente degli Stati Uniti...

E qualcuno disse che si deve lottare per gli istriani e giuliani come per i palestinesi

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In un testo che parla della storia di Gorizia, del 1990, stampato nel 1990, con il contributo della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero degli affari esteri, della Presidenza della Regione FVG, Comune Gorizia, Provincia Gorizia ecc, emergono delle prospettive storiche e delle questioni e delle impostazioni a dir poco assurde ma anche pericolose. Nel rivolgere accuse alla sinistra " chic e salottiera" che "spasimano per i palestinesi" si tenta una equiparazione assurda tra la questione "istriana" e "giuliana" e quella palestinese. Si dice che il problema palestinese non può essere cancellato altrimenti il mondo va in fiamme. "I palestinesi erano circa un milione e non erano mai vissuti in un paese che fosse il loro, cioè che politicamente fosse indipendente e nel quale comandassero loro. Nel giro di due o tre generazioni avrebbero potuto essere assorbiti dai paesi arabi confinanti. Per loro invece la questione è irrisolta,...

Né con Hamas né con i sionisti, fermate il genocidio contro i palestinesi

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Per genocidio si intenderebbero quella serie di atti commessi con l'intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico,razziale o religioso. La striscia di Gaza è sotto costante assedio. La comunità palestinese è soggetta, in modo metodico, da anni, ad atti finalizzati a sradicare il loro insediamento da quella piccola e sottile fetta di terra che determina, in un certo senso, l'equilibrio tra Occidente ed Oriente. Cannonate e bombe, contro razzi e pallottole, ruspe e distruzione, contro sassi e grida. Davide è diventato come e peggio di Golia e questo Golia uccide in modo sostanzialmente incontrastato. E' in corso un mero genocidio, il mondo occidentale, che spinge la bilancia verso il proprio equilibrio che determinerà lo squilibrio ai danni della comunità palestinese, è semplicemente e volutamente complice di tutto quello che ora accade. Le soluzioni non sono certamente le guerre, ma in casi diversi e similari è bastato molto meno per invade...

Hasta siempre, Edvino

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Quanto è difficile scrivere delle parole. Lascerò correre l'emozione ed il dolore in quella poesia nel tempo ove la poesia ancora, nonostante tutto, è. Alto e sorridente, quel tuo sguardo che non aveva né inizio né fine, perchè un continuo stupore correva nei tuoi occhi. Il tuo abbraccio. Amico e compagno di tutti, eri il vero cultore della pace, tra sentieri e città, vestito con i colori dell'amore, con i panni di quella umanità profonda che tu hai conosciuto nella sensibilità oggi sconosciuta al qualunque essere non più umano. La Palestina, la pace, Vittorio ed i suoi bambini, la kefiah e la poesia, la penna e la cultura. Non ho conosciuto la tua poesia, ho ascoltato e vissuto la poesia nel tuo abbraccio in quella Trieste che ha lottato e continuerà a farlo, per quel senso di giustizia ed umanità che rincorre la libertà che tu mai hai smesso di sognare. Edvino, hai saputo sognare, come un bambino, e per questo se...

Il Sindaco di Trieste chiede scusa per una mostra sulla questione palestinese, perché?

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Una mostra che ha praticamente fatto il giro d’Italia, una mostra dal titolo forte «La Palestina della convivenza. Storia dei palestinesi 1880-1948» e da quel carattere di speranza, che mai deve venir meno, speranza che dovrebbe finalmente porre fine alla questione palestinese, riconoscendo la dignità, giusta, ad un popolo che ha vissuto abusi e soprusi di ogni natura. Ma a Trieste, città dove polemizzare è facile, è accaduto di tutto. Una lettera firmata da Anat Hila Levi,Presidente dell’Associazione Pordenonese Italia Israele, Membro di K.K.L, Membro della comunità ebraica italiana, Docente storia di ebraismo, Israele e storia ebraica", inviata al Piccolo di Trieste nel mese di agosto 2012, ha aperto il valzer delle polemiche. Si soffermava sulla errata definizione di Palestina, errata, secondo l’autrice della lettera, per come evidenziata nella mostra, ed accentuava il tono della sua rabbia richiamando le parole di Zahir Muhsein che fu un leader dell’OLP, che rilasciò al...

Anche un triestino tra gli arrestati ad Hebron.

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    Dal sito Forum Palestina si apprende che in data 11 aprile 2012, sono stati arrestati Marco e Giorgio Catalan , cittadini italiani, (Giorgio da Trieste), dalle forze di occupazione israeliane nella città di Hebron .  L'accusa maturata nei loro confronti sarebbe quella  di manifestazione non autorizzata, anche se dal sito del Forum Palestina emerge che non era in atto alcuna manifestazione. Si denuncia che g li arresti sono avvenuti durante la pausa pranzo. Nella stessa operazione militare sono stati arrestati Issa Amro , noto attivista nonviolento del gruppo “ youth against the settlements ” di Hebron , e Abdellah Abu Rahma , coordinatore della conferenza, e che g li arresti hanno avuto luogo nella zona H2 della città, dove la schiacciante maggioranza di palestinesi vive sotto completo controllo israeliano, in balia delle angherie de...

Espressione

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Spremo il frutto dell'agrume sentimento perché mai possa io dissetare la mia voglia di libertà, perché possa sempre io assetare l'esigente libertà, e vivere l'eccitazione perenne nel labirinto umano dell'evasione evasa dal sogno perduto nell'attimo sperduto. Sì, evasione in tal prodromo esistenziale nell'arrivare senza mai esser giunti, nello sfiorare senza mai aver agguantato, nell'assaporare senza mai aver saziato la ricerca di quel gusto ora amaro ora dolce della libertà. Marco Barone M& G

Il 20 settembre la Palestina chiederà all'Onu di essere riconosciuta come Stato. L'Italia voterà no. Fermiamo il Governo italiano

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Sarò breve. Vorrei inveire. Vorrei incazzarmi. Vorrei tante cose. Ma sarò breve. Mentre si avvicina la fuga del premier, verso destinazione nota, chiamala se vuoi Panama, mentre le banche e gli industriali scrivono la manovra finanziaria e conducono nella Costituzione il pareggio del bilancio, nel nome del quale ogni limitazione dei diritti sociali  è possibile e come sempre accade, si comprenderà la gravità di tale misura quando non la si potrà più fermare, salvo urlare al vento, succede che il 20 settembre i palestinesi   sono pronti a presentare la candidatura ufficiale del loro stato all’ ONU   La fonte è il ministero degli esteri dell’Autorità nazionale palestinese.  Verrà chiesto il riconoscimento delle frontiere di prima della Guerra dei 6 giorni, includendo tutta la Cisgiordania, la Striscia di Gaza e Gerusalemme est.  Sarebbero 140 i paesi pronti a sostenere il riconoscimento dello Stato di Palestina, in occasione della Assemblea generale ...

Informare con lentezza.

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Eccoti con un pezzo di carta tra le mani. Eccoti con una biro, una di quelle tutte colorate, in tal mondo in bianco e nero. E pensi, e scrivi, e pensi e non ti privi e mandi a quel non paese i numeri non più primi. Italia scusa, non stavo scherzando, le luci in tal notte le accenderò ancora senza ancorar le speranze dell'oltre. Per un radicchio amaro, che mondo! Con lentezza informare, per armare ed indignare affinchè tu possa odiare ciò che io voglio annientare. Oh per un radicchio amaro, forse meglio catastrofare per poi ovunque rivoluzionare continuando ad amare a sognare ed amare. Repressione, dissuasione. Parlan di esproprio. Per un radicchio amaro, che giustizia. Soldi divisi tra capitalisti. Sistemisti. Uno di destra. Uno di sinistra. Ma quella sinistra sinistra. E pensi e scrivi e non ti deprimi. Viaggiano per la libertà. Viaggian per aiutare la terra di Palestina. Vengon chiamati terroristi. Arrestati. Umiliat...

Un giorno senza Blogger, un giorno per la Palestina.

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Milioni di utenti. Milioni di persone che utilizzano la piattaforma Blogger per lavoro, tempo libero, per informare, contro-informare, per comunicare. Succede che un bel di così senza preavviso alcuno, provi ad accedere al blog da te curato, amato, coccolato. Inserisci i codici richiesti, attendi il solito caricamento, ma…non riesci ad accedere. Scopri anche che tutti i post inseriti nella giornata del 12 maggio 2011, così per una strana cattiva magia, sono spariti. Via. Tutto cancellato. Il tempo si è fermato nel giorno 11 maggio 2011. I post, articoli, commenti ecc, inseriti nella data del 12 maggio sono spariti. Cancellati. Eliminati. Il 12 maggio blogger è morto. Amen. Ecco cosa comunicava Blogger quando provavi,tentati e tentavi ancora ed ancora ma senza alcuna ancora, ad entrare nel tuo blog come autore dello stesso: Blogger non è al momento disponibile Blogger non è al momento disponibile. Ci scusiamo per l’interruzione del servizio. Per ulteriori dettagli, visita Stato Blogg...