Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

Immagine
  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Informare con lentezza.



Eccoti con un pezzo di carta tra le mani.
Eccoti con una biro, una di quelle tutte colorate, in tal mondo in bianco e nero.
E pensi, e scrivi, e pensi e non ti privi e mandi a quel non paese i numeri non più primi.
Italia scusa, non stavo scherzando, le luci in tal notte le accenderò ancora senza ancorar le speranze dell'oltre.

Per un radicchio amaro, che mondo!
Con lentezza informare,
per armare ed indignare
affinchè tu possa odiare
ciò che io voglio annientare.
Oh per un radicchio amaro, forse meglio catastrofare
per poi ovunque rivoluzionare continuando ad amare
a sognare
ed amare.
Repressione, dissuasione.
Parlan di esproprio.
Per un radicchio amaro, che giustizia.
Soldi divisi tra capitalisti.
Sistemisti.
Uno di destra.
Uno di sinistra.
Ma quella sinistra sinistra.

E pensi e scrivi e non ti deprimi.
Viaggiano per la libertà.
Viaggian per aiutare la terra di Palestina.
Vengon chiamati terroristi.
Arrestati.
Umiliati.
Umiliata la libertà.
Umiliata la Palestina.
Oggi faccio un gesto,
protesto.

Corron le notizie e le non notizie.
Non hai il tempo non tempo di capire, carpire, rapire, inveire, di sentire che ti piombano contro
gli apparati dissuasivi d'informazione mediatica di Stato.
Notizie non delizie.
Boom.
Ecco il loro piombo.
Sprofondo ma non affondo.

Una, dieci, cento veline, a volte carine, a volte minchiosine, a volte pericolosine e la mente ti mente.
Un mentimento di massa.
Un mentimento che non passa.
Le botte in un giorno senza notte, di Fabiano?
I licenziamenti collettivi prodotti dall'ano del capitale?
Notizia
destinata a divenir
radice marcia
di liquirizia.

Volan monetine contro l'apparato della repressione.
L'Invasione delle monetine.
Denunciati.
Infamati.
Umiliati.
Or m'incazzo.
Ed allora informare con lentezza contro la loro certezza.
Per un radicchio amaro.

Prendi la notizia
né Italia
né delizia,
per la comprensione,
per l'invasione
del loro spazio
per il proletario dazio.

Prendi la mano
guarda lontano
manda a fanculo
il malefico nano.

Io sono nato
dunque incazzato
e non verrò fregato
dal sistema sfigato.
Giunge la notte
dagli le botte
dagliene tante
nelle urla
di rivolte.

La rabbia ti aspetta
l'incazzatura ti aspetta.
La notizia affetta
gustala,
non è più sola,
non è più una notizia,
è la notizia
che la rivoluzione
delizia.

Marco Barone
M&G

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?