Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Né con Hamas né con i sionisti, fermate il genocidio contro i palestinesi

Per genocidio si intenderebbero quella serie di atti commessi con l'intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico,razziale o religioso. La striscia di Gaza è sotto costante assedio. La comunità palestinese è soggetta, in modo metodico, da anni, ad atti finalizzati a sradicare il loro insediamento da quella piccola e sottile fetta di terra che determina, in un certo senso, l'equilibrio tra Occidente ed Oriente. Cannonate e bombe, contro razzi e pallottole, ruspe e distruzione, contro sassi e grida. Davide è diventato come e peggio di Golia e questo Golia uccide in modo sostanzialmente incontrastato. E' in corso un mero genocidio, il mondo occidentale, che spinge la bilancia verso il proprio equilibrio che determinerà lo squilibrio ai danni della comunità palestinese, è semplicemente e volutamente complice di tutto quello che ora accade. Le soluzioni non sono certamente le guerre, ma in casi diversi e similari è bastato molto meno per invadere cielo e mare e terra con armi e caos per le così dette guerre umanitarie. Le guerre umanitarie non esistono, il concetto di guerra è incompatibile con il concetto di umanitario. Neologismi finalizzati a legittimare odio, violenza e potere, ovvero l'esistente. Né con Hamas né con i sionisti, fermate quel genocidio. Ma non basterà fermare quel genocidio, andranno puniti, severamente, anche i responsabili di tutto ciò. Ma chi mai potrà punire? Il sistema occidentale, di cui noi siamo parte integrante, dovrebbe processare e condannare se stesso? Stiamo assistendo, senza poter nulla fare, oltre che a manifestare azioni di solidarietà, ad una violenza inaudita ma reale,tetra, becera,degna dei peggiori regimi dittatoriali. Il senso dell'impotenza è una grande sofferenza. Ma il senso dell'impotenza non deve favorire la rassegnazione e neanche l'accettazione di tutto ciò che ora non casualmente accade. Ogni atto ha una sua causa, ogni causa è determinata perché ragionata od indirizzata verso i propri fini ed interessi. Fini ed interessi dicono che la Striscia di Gaza non deve essere palestinese. Né con Hamas né con i sionisti. Nazionalismi reazionari avvolti  e coinvolti spesso dal velo della religione, trovano la loro legittimazione in quella architettura che disegna con la matita del grande potere occulto Stati nati per essere espressione non di condivisione e di fratellanza, ma definizione di divisione e dominio verso i più deboli.  Né con Hamas né con i sionisti. In ogni caso si deve stare attenti a non cadere nella genericità della colpevolezza. Tanti colpevoli per non aver nessun colpevole, perché il senso della indeterminatezza auto-assolverà il sistema.


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