I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Espressione


Spremo il frutto dell'agrume sentimento
perché mai possa
io
dissetare
la mia voglia di libertà,
perché possa sempre
io
assetare
l'esigente libertà,
e vivere l'eccitazione
perenne
nel labirinto umano
dell'evasione evasa
dal sogno perduto
nell'attimo sperduto.
Sì,
evasione
in tal prodromo esistenziale
nell'arrivare senza mai esser giunti,
nello sfiorare senza mai aver agguantato,
nell'assaporare senza mai aver saziato
la ricerca di
quel gusto
ora amaro
ora dolce
della
libertà.

Marco Barone

M&G


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