Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Espressione


Spremo il frutto dell'agrume sentimento
perché mai possa
io
dissetare
la mia voglia di libertà,
perché possa sempre
io
assetare
l'esigente libertà,
e vivere l'eccitazione
perenne
nel labirinto umano
dell'evasione evasa
dal sogno perduto
nell'attimo sperduto.
Sì,
evasione
in tal prodromo esistenziale
nell'arrivare senza mai esser giunti,
nello sfiorare senza mai aver agguantato,
nell'assaporare senza mai aver saziato
la ricerca di
quel gusto
ora amaro
ora dolce
della
libertà.

Marco Barone

M&G


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