I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Il 20 settembre la Palestina chiederà all'Onu di essere riconosciuta come Stato. L'Italia voterà no. Fermiamo il Governo italiano

Sarò breve.
Vorrei inveire.
Vorrei incazzarmi.
Vorrei tante cose.
Ma sarò breve.


Mentre si avvicina la fuga del premier, verso destinazione nota, chiamala se vuoi Panama, mentre le banche e gli industriali scrivono la manovra finanziaria e conducono nella Costituzione il pareggio del bilancio, nel nome del quale ogni limitazione dei diritti sociali  è possibile e come sempre accade, si comprenderà la gravità di tale misura quando non la si potrà più fermare, salvo urlare al vento, succede che il 20 settembre i palestinesi   sono pronti a presentare la candidatura ufficiale del loro stato all’ONU 

La fonte è il ministero degli esteri dell’Autorità nazionale palestinese. 

Verrà chiesto il riconoscimento delle frontiere di prima della Guerra dei 6 giorni, includendo tutta la Cisgiordania, la Striscia di Gaza e Gerusalemme est. 

Sarebbero 140 i paesi pronti a sostenere il riconoscimento dello Stato di Palestina, in occasione della Assemblea generale prevista per tale storica data.
Temuta dallo Stato israeliano.
Però probabilmente tale sforzo rischia di esser vano, dal punto di vista formale, perchè gli USA hanno già dichiarato di ricorrere al veto.
In ogni caso, veto o non veto, non vedo il perchè il Governo italiano debba, come già annunciato, pronunciarsi negativamente su tale atto palestinese. 
Quanto meno non nel nome del popolo italiano.
Su una questione così importante e delicata, come minimo dovrebbe esser richiesta una consultazione popolare, visto e rilevato e considerato che la sovranità sarebbe popolare.
Ovviamente ciò non accadrà mai.
Sia per ragioni tecniche che politiche.
Propongo a tutta la rete, di accogliere e divulgare tale appello, ovvero di sollecitare  formalmente il governo italiano, a non pronunciarsi negativamente sul riconoscimento dello Stato della Palestina ed in subordine che un eventuale parere negativo, non venga espresso nel nome nè della Repubblica italiana, nè nel nome del popolo italiano, stante l'assoluta mancanza sia d'informazione preventiva che di consultazione popolare.


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