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Visualizzazione dei post con l'etichetta libia

Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

E alla fine c'entra sempre l'Egitto, dalla Libia, al diga rinascimento, alla guerra del gas e l'Italia è come Ponzio Pilato

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L'Egitto continua a far discutere, non solo per la sua politica interna, che tiene in ostaggio con una dittatura militare ed una presa in giro colossale, attraverso farlocche elezioni, 100 milioni di egiziani, ma anche per la sua politica estera. Tensioni si registrano su più fronti, ma alla fine sono abbastanza collegate. Come la diga del rinascimento , che vede l'Egitto essere in una situazione ad alta tensione con l'Etiopia, eppure quando il progetto venne effettuato, fu condiviso da Egitto, Etiopia e Sudan, poi nel tempo emersero i problemi da parte egiziana perchè in sostanza non si fidano della controparte etiope e temono di concedere all'Etiopia un potere di ricatto enorme sull'Egitto con la chiusura del rubinetto. L'altro fronte è quello libico, dove Al Sisi ha mostrato i muscoli al mondo, per poi ritornare indietro, dopo che Trump e Putin lo hanno avvertito nel non commettere sostanzialmente minchiate. Dimostrando con ciò tutta l'inconsistenza poli...

L'esercito egiziano pronto ad entrare in Libia dopo la telefonata Al Sisi Trump. Il parlamento autorizza

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È stata la prima seduta segreta di questa legislatura del parlamento egiziano. Seduta che segue alla telefonata tra Trump ed il dittatore Al Sisi. Il Parlamento egiziano ha autorizzato l'esercito egiziano ad entrare in Libia, cosa che era stata richiesta dal parlamento libico. Ricordiamo che l'Egitto ha fatto già una importante esercitazione militare alle porte della Libia e dopo che Al Sisi ha dichiarato Sirte come la zona rossa, il rischio di una guerra contro la Turchia per contrastare il governo di Tripoli è elevato.  Va detto che in Egitto vige una dittatura ed il mandato del Parlamento è solo fumo negli occhi, era scontata l'autorizzazione ad intervenire in Libia stante il fatto che questo era il volere del generale Al Sisi in un Paese retto da una dittatura militare, tanto che ora i militari possono anche candidarsi alle elezioni, d'altronde se il presidente egiziano ha preso il potere con un colpo di stato, viene solo da ridere pensare che in Egitto possa minim...

La Libia chiede l'intervento dell'Egitto. La guerra è alle porte. L'Italia che farà con la dittatura egiziana?

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L'Egitto che ha ucciso Giulio e da più di quattro anni nega verità e giustizia processuale, ora è passato all'attacco. Ha chiesto di indagare su Giulio. Dei segnali c'erano già in passato quando per ripicca gli egiziani non inviarono il proprio ambasciatore a fine novembre 2019 per incontrare la delegazione europea con i paesi del Mashreq (DMAS). L'Egitto non ha inviato la propria rappresentanza dopo che l'Europa ha formalizzato l'ennesima risoluzione contro la dittatura egiziana a cui non è seguito nulla. In sostanza, invece di interrompere noi le relazioni diplomatiche con l'Egitto, lo fa per ripicca l'Egitto. Non stupiamoci se un qualcosa del genere dovesse accadere anche in Italia.  In tutto ciò sorge un grosso interrogativo. Mentre la commessa militare della vergogna è al momento avvolta dal silenzio, dopo le indignazioni di massa, sono oltre 77 mila le firme raccolte per chiedere il richiamo dell'ambasciatore dall'Egitto , visto che l'E...

Quella triplice alleanza italofrancoegiziana nella guerra in Libia e la verità per Giulio Regeni

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Libia fa rima con guerra. Non c'è una sola generazione forse che non sia cresciuta sotto una guerra o che non abbia conosciuto una guerra, in Libia. Nelle scuole è la normalità parlare di come comportarsi in caso di guerra, i bambini giocano alla guerra, quando poi questa diventa reale, scopriranno che non era così divertente come poteva apparire con i loro giochi. Il 2020 è iniziato male, anzi, malissimo. USA ed Iran da una parte, ed il solito, immancabile, caos libico, dall'altra. Al momento pare consolidarsi l'alleanza tra Egitto, Italia e Francia, contro la Turchia, che sostiene le milizie di Serraj. I contatti tra i ministri degli esteri di questi tre Paesi, sono consolidati e la triplice alleanza italofrancoegiziana si sta consolidando.  Ora, come è noto, siamo a quattro anni di mancata totale collaborazione reale da parte dell'Egitto verso l'Italia, per l'omicidio di stato di Giulio Regeni. I rapporti tra Italia ed Egitto sono solidi, l'unico acco...

Bombardare la Libia rischia di esporre l'Italia ad attacchi?

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Su richiesta del "fantoccio"sbarcato in Libia e voluto dall'America, inizia l'operazione anti ISIS, effetto collaterale delle mostruosità capitaliste occidentali in quelle zone, in Libia. Ed ovviamente l'Italia è in prima fila. L'America chiede? L'Italia concede.  D'altronde questo è il prezzo che si continua a pagare per aver scelto la non autonomia e non indipendenza da chi ha certamente dato un contributo per liberare il nostro Paese dal nazifascismo, ma che non ci ha pensato mica due volte a fare il patto con il diavolo pur di fermare il "pericolo" comunista. Una lunga e sottile e visibile linea continua di cui paghiamo ancora oggi gli effetti.   La guerra contro l'ISIS è impari.  Certo, è vero, lo si è fatto crescere, lo si è sostenuto economicamente, con le armi. Erano ed in parte lo sono ancora una massa di ridicoli, basta vedere i loro video che circolano in rete, nessuno li prenderebbe mai sul serio, per quanto sono...

Arriva nelle scuole l'Europa nobel per la pace

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Nel sito del Dipartimento delle Politiche Europee è stata pubblicata una lettera che Mario Monti ha da poco inviato alle Scuole con lo scopo di far conoscere l'Europa, nobel per la pace, alla comunità scolastica. Uno dei principali compiti della scuola, ricorda il Presidente Monti, è "far conoscere alle giovani generazioni i principi fondamentali dell’Unione Europea, le sue istituzioni, le sue politiche e i risultati raggiunti". E lo è ancor di più oggi affinché i "giovani europei, che non hanno mai conosciuto la guerra" possano "comprendere il significato di questo importante riconoscimento c on l’assegnazione all’UE del premio Nobel per la Pace" . Il percorso presenta anche Esercizi sull'Europa , Quiz (per i più piccoli) e un Sondaggio situazionale (per i più grandi), composto da curiose domande sulle conoscenze e la percezione degli studenti, legata al mondo europeo. Già, l'Europa dei Quiz. Ma una domanda sorge spontanea, s...

Per sconfiggere la 'ndrangheta, è necessaria la guerra "civile"?

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Quella che ora scriverò sarà solo una provocazione, una provocazione degna di tal nome, sostanza, non poi troppo distante da quella realtà tetra che viviamo nella nostra società. Una provocazione scritta sotto forma di racconto. Giorno senza tempo, terra di Calabria. Pasquale osserva il mare. Quello che un tempo era il suo mare, un mare d'amare, ora è solo un mare da odiare. Ovunque macchie giallastre, rifiuti solidi disumani, galleggiano su quella che veniva chiamata la costa degli Dei. Ma anche gli Dei hanno bendato i loro occhi, abbandonando la Calabria al suo destino disumano. Pasquale osserva il mare. Mare, mare, perché sei così? Perché ti hanno ridotto così? Terra mia, terra nostrana, terra rossa ed aspra, profumo d'ulivo, profumo di mandorle, perso e smarrito nella bestialità disumana che ha ucciso la mia Calabria. Pasquale il mare ti ha rapito? Ciao Antonio, no, no, pensavo a cosa siamo arrivati. Guarda, guarda il mare, lo abbiamo distrutto, pe...

Stato sovversivo (Video)

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Tre minuti, per enunciar un concetto, forse non retto dalla ragione, forse retto dalla evasione, nella corsa senza mai fine, nella laica verità lungi da ogni santità. Ho compreso, eppur il sogno non si è arreso, che non sarò io a sovvertir l'ordine, che non sarò io ad evader il comando generale del potere materiale, perchè è lo Stato a sovvertire il principio costituzionale, è lo Stato che vuol rovesciare la legge sostanziale, con la penna del potere, fame e sete nel regno del padronale volere. Hann sovvertito la sovranità popolare, hann sovvertito la solidarietà sociale, hann sovvertito il diritto all'uguaglianza, hann sovvertito ad oltranza il diritto al lavoro, hann sovvertito l'indipendenza laica dello Stato, per il Vaticano decoro, hann sovvertito il diritto alla cultura, hann sovvertito il diritto umanitario d'asilo, nella razziale paura, hann sovvertito il ripudio della guerra, hann sovvertito l'unità d'Italia. ...

L'Italia è in guerra, vergogna (Video)

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E parliamo d'indignazione, ma in tal vile azione si perdon solo parole nell'infinità dell'ipocrisia collettiva, verso quella deriva, chiamala se vuoi, valle della vergogna... Marco Barone

Sconvolto senza alcun torto.

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Quello che scriverò ora, in questo preciso istante, già destinato a divenir passato nel presente immediato, non sarà, quindi è, o meglio non è, nulla di stravolgente. Potrebbe essere deprimente. Potrebbe essere forse anche demente. Nel senso che va oltre la mente...che non mente. Giornata tipica di  fredda estate. Le autostrade intasate. Spiagge variegate. Chi suona la fisarmonica,chi riflette sulla società bionica. Chi si perde nella falsa dionisicità del bere, chi vuole sapere. Televisione spenta. Ti colleghi alla rete. Enorme rete, tanti buchi ma non vuoi fuggir. Perchè la rete ti permette di capire. Carpire informazioni. Carpire sensazioni. Conferme e smentite. Udite, udite si parla nuovamente di Libia. Qualche trafiletto sulla guerra "umanitaria" dimenticata. Il motivo? La strage in Siria. La straga di Hama. Chi tal società oggi ama? Spari. Fughe. Violenze. Civili morti. Ma siamo tutti coinvolti. Guardi i video sui soliti giornali online che non voglio neanche nominare....

Le ultime dalla guerra dimenticata. La Libia.

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E' da alcuni giorni che mi pongo un semplice quesito.  Ma ci siam tutti dimenticati della guerra in Libia?  Del fatto che l'Italia è in guerra?  Media, stampa e tanto altro censura quello che accade in Libia. E' incredibile il modo in cui circolano le non informazioni. Per giorni non si parla altro che di Libia, poi così all'improvviso, la Libia scompare. Ed il tutto ovviamente accade proprio nel momento in cui gli italiani iniziavano ad assumere posizione critica verso la guerra. Beh anche questa è la loro democrazia. Allora ho provato a fare una breve ricerca. Vado direttamente nel sito del Ministero della Difesa a cercar notizie. Poche, pochissime. Le trovi sotto la voce teatro... Come se quella guerra fosse una specie di teatro. Peccato che le persone che moriranno, o quelle morte, non sono semplici attori passivi di tale guerra. Sono vite spezzate dalle bombe della c.d. democrazia occidentale.   Si lege che ... 20 maggio 2011 "Unified Protector" - Le m...

Il permesso senza permesso.

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Che caldo che fa. Ho le gambe a pezzi. Ho la schiena a pezzi. Non sento più il mio odore di uomo. che odore ho? Ho sete. Tanta sete. Ho fame tanta fame. Ed eccomi qui in questa città. Oggi decido di chiedere aiuto alla gente comune. Se in questa città tutti camminano con vestiti decenti, tutti con buste della spesa, tutti che escono ed entrano nei negozi, qualcuno un soldino potrà anche darmelo. Non conosco l'italiano. Ma a cosa serve conoscere una lingua per chiedere un soldino per mangiare? Io mi trovo in questa terra per caso. Un caso determinato dal sistema. Ho visto persone essere armate da quello che Voi chiamate Occidente. Ma ho visto anche altre persone essere armate dall'Occidente. Armati, gli uni contro gli altri. Si uccidono. Gridano. Sparano. Ma cosa vogliono? Vogliono le risorse di questa terra? Ancora con questo colonialismo? Ed ora anche i francesi che vogliono fare concorrenza agli angloamericani e agli italiani. Ma noi cosa siamo? Io in questa terra ci sono nat...

Dopo Terni, anche Settimo Torinese risponde all'appello No alla guerra.

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Il tutto ha avuto inizio con un breve articolo di denuncia. Denunciavo la mia più elevata indignazione, ancora presente, verso il non grido di condanna a questa ennesima guerra, che loro dicono essere umanitaria. Ma in ogni caso occorre ricordare che non esistono guerre umanitarie.Come possono esistere guerre umanitarie? Follia pura! Articolo che grazie a Reset ha avuto grande diffusione e lettura ma specialmente ha scosso molte persone, tante individualità. Sia ben chiaro quello che ora scrivo, non è per gloria divina o cavolate similari, ma semplicemente per evidenziare come la rete riveste un potere enorme. Anche se in Italia sottovalutato. Poche ore dopo la decisione dell'Italia( sostenuta sia a destra che a sinistra) di entrare in guerra, offrendo le basi militari, mezzi ed anche uomini e soldi pubblici, anche su input dell'articolo l'Italia è in guerra. Diciamo no alla guerra!   nella città di Terni parte comitato spontaneo contro la guerra, con tanto di presi...

No War? No Grazie.

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Si è vero. Avevo scritto in precedenza che rinasceva il movimento no war . Ciò perchè mi ero fatto trascinare dall'entusiasmo, se entusiasmo può esservi in tale vicenda, in relazione ai vari presidi e piccoli cortei che nascevano in varie città. Terni, Torino, Milano, Bologna ecc. Beh devo ravvedermi. Devo confrontarmi con la realtà vigente ad oggi. Poche persone a sostegno diretto della campagna contro la guerra senza se e ma . Poche iniziative. Poco tutto. Certo, è positivo lo sforzo posto in essere da alcune realtà, centri sociali, sindacalismo di base . Ma sulla strada, nelle città, si vede poca contestazione verso questa guerra. Perchè è guerra. Si leggono poche critiche verso la guerra. Tanti ni. Pochi pochissimi no. Ma ripeto, se si dice, come si è detto per anni, di essere contrari alla guerra senza se e ma, ora cosa succede? Si legittima, comprende, giustifica la guerra del petrolio contro Gheddafi? Si sono escluse le vie della diplomazia. E...

Ma quanto costa la guerra in Libia?

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Domanda: Quanto costa dal punto di vista economico alle casse statali la guerra della coalizione di questi volenterosi guerrafondai? Ovviamente, non esistono legittimazioni di nessun tipo, per le guerre.  La guerra deve essere sempre condannata. Guerra senza se e ma. Ma in questi giorni, si è perso per strada il se ed il ma... Tanto detto, sulla questione dei costi iniziano ad arrivare i primi numeri. Secondo il vicedirettore dell'istituto francese per le relazioni internazionali e strategiche (Iris),un anno di applicazione di no fly zone in Libia costerebbe fra i 150 e i 250 milioni di euro. Il Ministro La Russa ricorda che l'Italia ha messo a disposizione le seguenti basi:  Amendola, Gioia del Colle, Sigonella, Aviano, Trapani, Decimomannu e Pantelleria. L'attuazione di una no fly zone secondo il ministro «comporta un dispiegamento di mezzi oneroso e impegnativo da tutti i punti di vista e quindi non può restare estranea la Nato, perchè tre o quattro paesi non pos...

Non vinceremo noi.

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Vincere proclamando il nuovo Re nel Regime della Democrazia  nella mera esplicazione della più grande pazzia. Guerra del dittatore, guerra umanitaria, guerra del capitale, ora la vita è senza più sale. Vincere chi? Uomini e donne, sogni spezzati, persone divenute oggetto, in quella calda terra che offre loro un freddo ghetto. Terrà di libertà, terra di speranza, terra ove ammirar il tramonto della nudità del poeta, sfiorando con la mano la ignota meta. Clandestini, non più profughi, non più persone, nella loro fascista vocazione. Nessun vincitore, nessun vincintore, guerra alla guerra, sconfitti dal capitale, vita senza più sale. Marco Barone

Vita ordinaria in tempo di guerra.

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"Un cessate il fuoco, immediato, effettivo, e rigorosamente rispettato sarebbe il modo migliore per attuare da subito le disposizioni della risoluzione Onu 1973, che é stata da noi concepita - sottolinea Frattini in una dichiarazione - per il solo obiettivo di proteggere la popolazione civile libica dalle violente repressioni del proprio regime e non di condurre una guerra in territorio libico. Si potrebbe così prevenire l'ulteriore perdita di vite umane a cui noi tutti teniamo" Queste sono dichiarazioni rilasciate dal Ministro Frattini, nella serata del 20 marzo 2011.  La nota risoluzione Onu 1973, passata però con  ben 5 astensioni  (Brazil, China, Germany, India, Russian Federation), al capitolo la protezione dei civili recita: "4 . Autorizza gli Stati membri che hanno notificato al segretario generale , che agisce a livello nazionale o tramite organizzazioni o accordi regionali, ed in cooperazione con il Segretario generale , ad adottare...